Saldi di fine stagione

saldiUn’altra estate si è chiusa. Paradossalmente, già sono nate le premesse per un inverno caldissimo. Per la serie “il buongiorno si vede dal mattino”. Come quello “Cinque”, che vedrà al timone la coppia Brachino-Panicucci, nonché il ritorno degli editorialisti de “Il Giornale“.

Non a caso viene tirata in ballo la testata di Paolo Berlusconi, diretta nell’ultimo mese da Vittorio Feltri, che ha lasciato la poltrona di “Libero” a Maurizio Belpietro. “Panorama”, di qui a poche ore, andrà invece nelle mani di Mulé, mentre “Studio Aperto” sarà nuovamente curato da Mario Giordano: nostalgia canaglia. Tralasciando fronzoli di (non) poco conto, Feltri dimostra di essere un giornalista con i “contro-cosiddetti” e riporta una cronaca, dai risvolti non proprio casti, riguardante il suo omologo de “L’Avvenire”, Dino Boffo. Documentata da atti giudiziari. Storia di molestie e omosessualità in cui il soggetto è, teoricamente, un uomo di fede.

In pochi giorni, la polemica balza sui media: pezzi grossi di stampa e politica si schierano, molti non a favore de “Il Giornale”. Premier compreso, che si dissocia e accusa i “cacciatori di gossip”, anche se si tratta di dipendenti del fratello. La CEI parla addirittura di “avvertimento mafioso“, quasi in linea con l’opinione di Gad Lerner. Gilioli, dal suo blog, sputtana aneddoti al vetriolo contro il neodirettore del quotidiano di via Negri.

Tutto questo can-can avviene nell’Italia appena rientrata dalle vacanze, che avrà ascoltato poche volte le espressioni “utilizzatore finale” o “lettone grande”. Impegnata com’era sotto il solleone estivo, nel migliore dei casi. Oppure nelle code sulla Salerno-Reggio Calabria o sul nuovo passante di Mestre. Qualche giorno fa, Miriam Mafai ricordava nella prima mattinata, seguita da pochi eletti, esclamazioni di tal guisa. Ma ancora prima (il 6 agosto) era Paolo Guzzanti ad accendere il calderone. Spentosi, inspiegabilmente, nell’arco di alcune ore.

È noto che Guzzanti era uomo vicino all’attuale Capo del Governo, essendo stato anche redattore del solito “Il Giornale” e senatore di Forza Italia, prima di passare al ricostituito PLI. Nella lettera aperta, dove conferma l’esistenza di nastri compromettenti e potenziali pressioni addirittura della Presidenza della Repubblica, il giornalista afferma: «Quando frequentavo il premier non ho mai assistito ad alcun incontro piccante con ragazze. Notavo soltanto con fastidio il modo direttamente sessuale con cui si rivolgeva alle donne». O ancora: «Mi mettano in una casa di cura psichiatrica, come tutti quelli che criticano questo governo. L’amico Putin sarebbe contento».

Ormai è pacifico che, secondo alcuni, periodi come quelli appena riportati appartengono al gossip spicciolo, che dev’essere condannato, in particolari casi, anche nelle sedi giudiziarie. Per le domande – provocatorie, ma definite “diffamatorie” – de “La Repubblica”, rivolte al Presidente del Consiglio e pubblicate da due mesi a questa parte, è infatti partita una citazione che mirerebbe ad un risarcimento danni pari ad un milione di Euro (o superiore). Nella diffusione della notizia vi è stata molta confusione, visto che i più hanno accomunato la citazione (tale è) alla querela (istituto esclusivamente penale). Riflettendo, risulta particolare la sola richiesta pecuniaria, nonostante l’uso di un termine che identifica di fatto un reato (la diffamazione lo è ai sensi dell’art. 595 c.p.), che, inoltre, è posta dopo due mesi dalla prima pubblicazione degli ormai famosi 10 quesiti. Lecito chiedersi come delle domande possano offendere l’altrui reputazione, specie se non ricevono risposte.

A parte queste facezie, l’ottimismo deve dilagare. Imperativo. L’Italia è in ripresa, tant’è vero che si permette di regalare ad un signore della provincia di Massa Carrara quasi 148 milioni, grazie ad una schedina del Superenalotto dal costo di due Euro. Fortunato. Non come chi, in preda alla disperazione o travolto dalla recessione, preferisce farla finita, portandosi con sé ciò che ama di più.

L’Italia della movida preferisce non rattristarsi con le tragedie. Il calciomercato è stato uno degli argomenti da spiaggia (sempre alla faccia della crisi!), così come il rientro saltato di Schumacher (dopo Michael Jordan e Lance Armstrong, perché lui no?) e i record mondiali di Usain Bolt. A proposito di atletica leggera, la sudafricana Semenya, che ha vinto gli 800 m, è stata accusata di essere ermafrodita. I notiziari hanno dato spazio alla questione, accomunando la vicenda a quella della controversa cantante Lady Gaga, additata per lo stesso motivo.

Spesso alla gente piace vedere i cazzi altrui. Non solo sotto l’ombrellone.

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