Pinuccio chiama.

[per Diritto di Critica]

[a cura anche di Gigi d’Aquino]

«Pronto? Pinuccio sono». Questa affermazione ferma e sicura, contraddistinta da un forte accento barese, da qualche mese è diventata molto popolare nel web. Così, infatti, si presenta il suddetto Pinuccio ad improbabili interlocutori telefonici, che vanno da Silvio Berlusconi a Mario Monti, dal Papa a Schettino, da Putin ad Emilio Fede. Con il cellulare in mano, il “faccendiere” pugliese, spinto dalla sua misteriosa suocera («il suocero è morto, lasciandole in eredità un immenso archivio»), chiama il VIP di turno che viene immancabilmente redarguito sull’argomento del giorno, tra espressioni folkloristiche e doppi sensi arguti.

Questa è la satira di Alessio Giannone, meglio conosciuto in rete appunto come Pinuccio, autore dei video virali che vedono protagonista il ragazzone occhialuto che dà del “tu” a personaggi di grosso calibro (su Youtube è viralessiogiannone), affiancato sempre da un dinosauro di plastica. L’idea ha riscosso così tanto successo che lo stesso sarcastico “uomo d’affari” ha creato, sulla falsa riga delle organizzazioni massoniche citate nelle cronache, la “loggia P nuccio”, con tanto di tessere scaricabili via Facebook (su cui conta oltre 8.500 fan). Non solo: Pinuccio è anche su Twitter (dove prende in giro per davvero rappresentanti della politica italiana e non solo – «molti di loro i profili neppure li vedono» - e dove proprio qualche giorno fa ha avuto un faccia a faccia virtuale con Vittorio Feltri) e ha un blog su “Il Fatto Quotidiano”, che non aggiornerà più dopo una recentissima querelle che aveva per oggetto Beppe Grillo, chiudendo di fatto la collaborazione («secondo loro la telefonata era gratuitamente piena di parolacce e non faceva ridere; in realtà le espressioni sono proprio quelle di Grillo…»).

Incontriamo Alessio in un bar di un paese di provincia, dove in serata ha un appuntamento con i ragazzi dell’ARCI locale. Arriva direttamente da Bari a bordo di una Twingo gialla («con 400mila chilometri percorsi», precisa), sottoponendosi poi con estrema disponibilità alle domande:

Prima di iniziare con l’intervista, che ne dici di una breve presentazione? 

Sono Alessio, di Bari, prossimo ai 33 anni, ho una laurea in giurisprudenza (quella che hanno praticamente tutti a Bari), provo a fare il regista; mi occupo di comunicazione politica e di video virali sul web.

Pinuccio, volto virale su Youtube Italia, con oltre 820mila visite al proprio canale e una media di novemila visualizzazioni per video, con le tue telefonate fai della satira pungente ma allo stesso tempo mai troppo cattiva. Dove deve fermarsi la satira?

Chi si occupa di satira è comunque legato a qualche corrente politica e credo che il limite sia proprio quello. Te ne accorgi quando uno è meno cattivo con uno e più cattivo con un altro. La vera satira non deve avere nessun legame politico. E, quando non lo ha, si vede, proprio perché usa lo stesso tono con chiunque. L’importante è non cadere nello sfottò: la satira deve usare gli stessi termini che usa la politica, quando si fa satira politica… e spesso la politica usa termini con cui… si è caduti davvero molto in basso. Rimaniamo lì.

La vita di Pinuccio sul web ruota attorno alla Loggia, a Michele delle Bombole, alla Gran Suocera: tutti elementi di fantasia o ti sei ispirato a qualcosa? 

Certo che mi sono ispirato a qualcosa! Michele delle Bombole è quello che veniva a mettere le bombole del gas a casa mia (che, appunto, si chiamava Michele): faceva i balli di gruppo, ma poi io l’ho “tradotto” in tanghero; Sabino non-solo-coca non lo conosco… Filomena delle pulizie è la donna che faceva le pulizie a casa, mentre la suocera non esiste, perché non ho ancora una suocera. Però si identifica nel matriarcato meridionale, dove le famiglie vengono gestite da una donna che, di solito, è o la mamma o la suocera. Poi  c’è il potere occulto nella famiglia di Pinuccio che rappresenta una sorta di loggia massonica e che ho voluto mettere per far anche un po’ di satira sulle logge massoniche e sui poteri occulti che comandano tutto, rappresentati appunto sempre dalla suocera e dalla Loggia.

Tornando alle telefonate, hai avuto modo di telefonare a molto volti famosi di Tv e politica. Ma se potessi realmente contattare qualcuno di questi volti noti, chi chiameresti?

 Beh…  ma io ho già chiamato quasi tutti! Comunque chiamerei realmente Adriano Celentano…

E cosa gli diresti?

“Ritirati”.

La tua mascotte è un dinosauro verde. Anche qui ci sono significati massonici? 

Quel dinosauro in realtà è un mio giocattolo, ed è l’unico superstite dei giocattoli che avevo da piccolo. È quello che desideravo più di tutti: ricordo che all’epoca costava 10.000 lire. Lo comprammo in un tabaccaio a Triggiano (BA) e a quel giocattolo son rimasto molto legato come un sacrificio familiare nei confronti di un bambino che desiderava una cosa che non poteva ottenere. Poi, per fortuna, me lo regalarono. Adesso è diventata proprio una simbologia, è il loghetto della Loggia… la gente lo fotografa in giro…

… per via del concorso che hai lanciato su Facebook … 

Sì, infatti mi sono arrivate anche delle foto davvero interessanti. Alcune non so neanche come siano riuscite a farle! In ogni caso, come tecnica di comunicazione, è necessaria una simbologia e in questo caso è il giocattolo. È Godzilla, tra l’altro.

Un’ultima domanda: nella tua carriera di volto della rete sei stato spesso attaccato da commentatori un po’ cattivi, citeresti il commento più cattivo o più strano che hai ricevuto sotto uno dei tuoi video? 

Da un grillino, una volta ho ricevuto un commento che mi ha fatto davvero molto ridere: mi ha dato del “terrone”.

Chiudendo “alla Pinuccio”, tante cose veramente.

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