Sono tanti, troppi!

Aula_del_Parlamento
L’Italia ha la fortuna di avere un Presidente del Consiglio non compassato, che spesso e volentieri va contro ogni etichetta, è amante delle feste, è ottimista e sicuro, nonché, soprattutto, “parlante”.

L’ultima idea partorita dalla fervida mente del Cavaliere è quella di ridurre il numero di Deputati e Senatori. Per realizzarla, occorrerebbe una legge costituzionale o un referendum particolare di pari rango; modalità, queste, disciplinate dall’art. 138 Cost.. Il progetto l’aveva già lanciato l’altro ieri al congresso di Confindustria, nel quale sosteneva: “Il Parlamento è pletorico: pensate, 630 Deputati, eccetera… ne basterebbero 100 […]. Dovremmo arrivare ad un’iniziativa di legge popolare, perché non si può chiedere ai capponi o ai tacchini di anticipare il Natale […] adesso diranno che io offendo il Parlamento, ma è la pura realtà: le assemblee pletoriche sono assolutamente inutili ed addirittura controproducenti”.

Fini, Presidente della Camera e membro del PdL, ha avuto il timore che Berlusconi sminuisse, con quelle frasi, l’importanza del Parlamento. Per Schifani è una semplice battuta, nemmeno troppo inedita. Ma le simpatie del Presidente del Senato per il suo leader sono ben conosciute.

Provocazione o no, l’iniziativa promossa da Berlusconi non è malvagia. Innanzitutto si risparmierebbero milioni di Euro tra stipendi e servizi a disposizione dei singoli. Che, come afferma il nostro Primo Ministro, difficilmente vorrebbero sradicarsi dagli scranni. Dal punto di vista logistico potenzialmente ci sarebbe più ordine, più controllo e un numero minore di discussioni. Cento, tra onorevoli e senatori, comunque, sono forse troppo pochi in una democrazia diretta, dovendo questi rappresentare circa 60 milioni di italiani. E le assemblee, per quanto pletoriche, potrebbero essere caotiche, ma mai “inutili e controproducenti”. Il Governo del Popolo è nato nelle Agorà. E in esse, a dispetto delle migliaia di persone raccolte, vigeva un clima di silenzio e meditazione, rotto dalle pubbliche decisioni.

Definire le assemblee del potere legislativo sovrabbondanti (“pletoriche”) e, in quanto tali, “inutili e controproducenti” non era la frase migliore da esprimere. E, come volevasi dimostrare, il premier dichiarerà di essere stato frainteso, e le sue espressioni strumentalizzate dalle opposizioni. Effettivamente non ha detto che il Parlamento è dannoso. Beh, “inutile” c’è; così come quell’aggettivo – che ora è diventato popolarissimo – che lascia trasparire un paragone generalizzato con entrambe le Camere.

Ripensandoci, a che cosa servono…?

P.s. Diciassette anni fa veniva ucciso Giovanni Falcone. Tooby gli ha dedicato un pensiero che merita di essere letto.

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2 Comments Add yours

  1. Redazione ha detto:

    Inutili e controproducenti perchè le camere, ora come ora, e soprattutto con gli attuali regolamenti parlamentari, non riescono ad approvare le leggi nei tempi necessari e quando la legge è fatta, la neccessità della stessa magari è venuta meno o la situazione di emergenza è cessata. Ragione dell’aumento esponenziale della legislazione governativa, cosa che, chiaramente, se ha dei pregi quanto a prontezza ed efficienza, pecca però di rappresentatività e democrazia. Quid iuris?

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