Giorno del Giudizio /1

Molto bene, almeno per quest’anno dovrebbe essere finita. No, dimenticavo, i referendum e i ballottaggi, dannazione!

Bilanci

I risultati delle Europee, gli unici finora (ore 16:00) certi, dicono, in sostanza, che il PdL ha preso il 35,4% a livello nazionale. Il PD 26,6, Lega 10,2, IdV 8, UdC 6,5, Rifondazione comunista 3,5, Sinistra di Vendola 3,1. Questo, almeno, per quanto riguarda i migliori risultati. Si parta dal basso.

La sinistra, quella dei valori condivisi, del braccio forte della forza lavoro sintetizzato in “falce & martello”, si è presentata divisa. Forse sarà anche colpa mia, ma non ho capito per quale cavolo di motivo. Come al solito, la soglia di sbarramento è posta al 4% per i singoli partiti concorrenti. Ecco, ora sia le liste di Vendola che di Ferrero si trovano fuori dall’Europarlamento. Se avessero unito le forze (come hanno fatto Pensionati, La Destra, MpA e Alleanza di Centro – sic! -, cogliendo il 2,2%), ora non starebbero a piangere e preoccuparsi. Suicidio politico. O mancanza di logica.

L’UdC guadagna circa un punto percentuale rispetto alle politiche del 2008, ma il balzo lo fanno l’Italia dei Valori (con Di Pietro che rimuoverà il proprio nome dal simbolo: avrà compreso che l’ideale viene prima della persona, ora?), che quasi raddoppia i consensi (l’anno scorso era al 4,3%; nel 2004 al 2,1), e la Lega, che di punti percentuali ne guadagna addirittura 2.

Proprio la Lega è un “fenomeno”. È quella che nel settentrione si è schierata verso il suo popolo, difendendo un surrogato di una novella razza ariana (composta in parte da gente bruna di carnagione proveniente da famiglie emigrate dal sud, tra l’altro) dalle paure verso la delinquenza, toccando con mano i problemi dei cittadini, anche attraverso provvedimenti e idee controverse. A volte xenofobe, spesso antieuropeiste. Ora l’Italia avrà tra i suoi rappresentanti persone che si espongono contro l’islam (pertanto, nei prossimi 5 anni, per la Turchia sarà difficile un potenziale ingresso nella UE) e che, da europarlamentari, parleranno ancora di indipendenza padana. Basti pensare che un suo membro, oggi, ha rilasciato interviste vestito come un folletto irlandese.

Il PD, per quanto ne dicano i suoi membri, ha subito una disfatta. Significativa è la perdita, sempre rispetto alle Politiche ’08, quasi del 7% delle preferenze. Messi alle strette sul crollo, si diverge parlando del leader dell’attuale maggioranza, dei confronti statistici sugli altri Paesi dell’Unione (totalmente inutili). Ma non di una lista in continua crisi d’identità, il cui elettorato è ritornato alla sinistra perdente, è andato all’Italia dei Valori e anche ai Radicali in minima parte. Stesso partito che avrà come tutore una faccia “vecchia”, ad ottobre.

Anche il PdL è stato smentito dai fatti: il suo presidentissimo parlava di 75% dei beneplaciti (su quale base non è dato saperlo…) e del 45% delle “X” poste sul simbolo secondo i sondaggi. Meno dieci. Considerando l’insuffl… insef… influs… le attenzioni rivolte nei confronti del premier, dalle feste di compleanno ai party in villa, dai divorzi agli amichevoli voli di stato. FI+AN perdono circa il 2% rispetto all’anno scorso, limitando i danni e regalando qualcosa ai leghisti. I portavoce danno colpa anche all’astensionismo. Se così fosse, ogni schieramento potrebbe usare la medesima scusa.

Chi abbiamo votato?

Non ho dato uno sguardo completo ai candidati, ne convengo. Per conoscerli “meglio”, un blog si è ben occupato di stendere alcuni curricula. Alcuni, in particolare, sono degni di attenzione. Anche perché servirebbe un libro per identificarli tutti e in dettaglio. A prescindere, per gli ideali sono indispensabili giusti rappresentanti.

PdL

1) Silvio Berlusconi, Presidente del Consiglio, è candidato in tutti i collegi. Serve solo a portar voti, perché è in pieno conflitto d’interessi. Impossibile esercitare contemporaneamente i due ruoli. A meno che non riesca a sviluppare l’ubiquità. 2) Clemente Mastella. Non servono altre parole. 3) Nino Strano: fu famoso per gli insulti e la mortadella. 4) Ignazio Larussa: è Ministro della Difesa: difficile che si dimetta dal compito. 5) Iva Zanicchi. Europarlamentare uscente, ma con poche presenze. Cantante, conduttrice e politica. 6) Barbara Matera: signorina buonasera, a fianco di Virginia Sanjust. 7) Elisabetta Gardini: da attrice ad istituzione del PdL. Onorevole, una domanda: cos’è la Consob?

IdV

1) Antonio di Pietro. Ex magistrato, ma attuale onorevole. Altra candidatura porta voti. 2) Luigi De Magistris: giudice, protagonista di inchieste dai risvolti scomodi, analizzate in più riprese dal CSM. Forse conveniva mantenere un più basso profilo.

PD

1) Sergio Cofferati: per motivi familiari non poteva dividersi fra Genova e Bologna. Tuttavia si candida all’Europarlamento. Sindacalista, ha una condanna (civile) per condotta antisindacale. 2) Debora Serracchiani: volto positivo. Per ora l’unica del PD ad aver sputtanato cosa non va. E i risultati si vedono. 3) David Sassoli, altro giornalista prestato alla politica. 4) Alessandra Sensini. Campionessa olimpica nel windsurf. Sportiva datasi alla politica.

Rifondazione Comunista + altri

1) Margherita Hack, astrofisica. Classe 1922. 2) Oliviero Diliberto. Tra le tante cose, tempo fa lanciò una provocazione: perché non portare la salma di Lenin in Italia?

Sinistra e Libertà

1) Nichi Vendola: candidato in tutti i collegi, anche lui è ancora in carica come Governatore della Puglia. 2) Bebo Storti, già un comico. 3) Bianca Pitzorno, affermata scrittrice per bambini. 4) Umberto Guidoni: eurodeputato uscente, dalle poltrone degli shuttle è passato a quelle di Bruxelles e Strasburgo. 5) Sergio Staino, disegnatore satirico, con due tessere di partito (era iscritto al PD…). 6) Giuliana Sgrena. Giornalista de Il Manifesto; passò molte brutte ore in Iraq. Occasione sfortunata per guadagnare in notorietà.

Pensionati + La Destra + MpA + Alleanza di Centro

1) Francesco Storace. Annovera nel palmarés un’inchiesta su violazione della legge elettorale, finanziamenti illeciti e insulti alla Levi Montalcini. 2) Tommaso Barbato: fu visto sputare a Cusumano, reo di aver votato fiducia a Prodi. Lascia l’UDEUR, approda da Pionati. 3) Francesco Pionati. Noto e apprezzato giornalista del Transatlantico, ne apre le porte e si siede tuttora agli scranni. Anche lui in conflitto d’interessi. 4) Raffaele Lombardo: come Vendola, governa, con alcune difficoltà recenti, la Sicilia. 5) Mario Cito. Figlio d’arte: l’ “estroso” Giancarlo è suo padre. 6) Vittorio Sgarbi: .

Lega Nord

1) Umberto Bossi: Ministro delle riforme con delega al federalismo. Anche lui dovrebbe cercare di essere in due posti contemporaneamente. 2) Matteo Salvini: capogruppo Lega al Comune di Milano, ha avuto l’idea delle “carrozze per leghisti“. 3) Mario Borghezio. No comment. 4) Tutti i nati dalla “Linea Gotica” in giù candidati tra centro, sud e isole che 220.000 italiani di quei territori hanno votato.

UdC

1) Magdi Cristiano Allam, giornalista convertitosi al cattolicesimo. Ovvia la pubblicità e le critiche nell’occasione. 2) Emanuele Filiberto di Savoia. Ha appena vinto una gara di ballo su RaiUno. Se nel 1946 si fosse scelta la monarchia, ora sarebbe il nostro re. 3) Gianni Rivera. Il Golden Boy è sempre stato attivo tra centro e sinistra. Parlamentare uscente. 4) Ferdinando Pinto: produttore teatrale, direttore del Petruzzelli, accusato dell’enorme falò dell’edificio barese, l’anno scorso era uno dei luogotenenti di Lombardo. 5) Ciriaco De Mita. Il nuovo che avanza: 81 anni. Non voluto dal PD di Veltroni, si è accasato all’UdC. Perché è l’ideale che conta. Infatti, nel 1963 era deputato DC.

Lista Bonino – Pannella

1) Marco Pannella. Uomo tutto di un pezzo, coerente fino allo stremo. A 79 anni, però, fare scioperi della fame e sete è un tantino eccessivo. 2) e 3) Mina Schett e Maria Antonietta Farina. Rispettivamente coniugate (e vedove) in Welby e Coscioni. Hanno tentato di continuare le battaglie dei mariti?

Commenti

Alla luce di quanto sopra, si pongono degli interrogativi: Oltre alle incomrpensibili divisioni della sinistra, come mai, d’altro canto, un partito “di classe” qual è “Pensionati” si è fuso per l’evento con uno nazionalista (La Destra), uno federalista (MpA) e uno centrista (Alleanza di Centro) ancora in cerca di una spalla? Quale ideale inseguivano? Oltretutto, nei Pensionati, figurano anche alcune persone relativamente giovani. Forse sentono il bisogno di salvaguardare i diritti in visione futura. Chissà.

Come scritto, oltre 200.000 persone meridionali hanno barrato il simbolo del Carroccio. C’è da chiedersi il perché di tale tendenza. La percentuale è irrisoria, ma il dato c’è comunque. Dire che la Lega è nata per imporre il secessionismo, in barba alle camicie rosse anche di sangue. Forse qualcuno dovrebbe trasferirsi al nord. Se ne ha voglia. Oppure spieghi un ragionevole motivo della preferenza.

Mentre i partiti dei valori (giustizia e famiglia) si esaltano per l’importante risultato, il centrosinistra progressista e democratico deve nuovamente raccattare i pezzi. La caccia ad “ottobre rosso” è aperta, quando Franceschini lascerà il posto.

Qualche scricchiolio nel PdL rischia di farsi sentire. Il risultato importante del partito di Bossi potrebbe avere risvolti istituzionali anche in Italia. Si vedrà. Per il momento si attendono gli esiti delle Amministrative, tra Provinciali e Comunali. Con altri argomenti in proposito.

Logicamente, al pari dei diretti interessati – che vogliono portare l’acqua al mulino -, anche i giornali danno interpretazioni diverse degli esiti. A dare un’ottima idea di ciò è il daveblog.

E nel resto dell’Europa?

La correntona di centro-destra ha surclassato quella socialista. I liberal-conservatori-popolari hanno ribaltato il precedente collegio. Ma i nazionalisti ed euroscettici hanno avuto ottime percentuali, guadagnando diversi seggi.

Si spera che l’Europa non imploda…

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