Giorno del Giudizio /2

SAS0615V-schoolboard1.jpgEra logico che quella di oggi pomeriggio fosse solo la prima cronaca. Perché gli aggiornamenti sono dietro l’angolo.

Rimanendo in ambito europeo, eclatante è l’esito del Partito Pirata. Con il 7% in Svezia, affiancherà all’Europarlamento le varie minoranze nazionaliste e xenofobe (termini gentili per indicare, tra i vari, anche quelle neofasciste e razziste). Il programma? Affievolire gli effetti del copyright e far conoscere a gente di oltre 80 anni presente a Strasburgo le tematiche di internet. Utopie?

In Italia, invece, Franceschini cerca, come già scritto qualche ora fa, di trovare giustificazioni all’annientamento (come si chiama una perdita del 7% delle preferenze?). «Eravamo Davide contro Golia; e non sempre Golia perde. È stata l’ennesima partita truccata; e ormai siamo talmente assuefatti che diranno che cerco scuse. Ma non è così». OK, non è una scusa. «Questo è il momento di serrare i ranghi, di essere solidali tra noi. Tutto sommato un certo recupero di fiducia c’è stato». Forse in qualche località. Ma, sul piano strettamente nazionale, le statistiche rendono il contrario.

«Sconfitti gli avvoltoi che da mesi indicavano come questo voto avrebbe determinato la fine del Pd. Ora gli avvolti, che fino a poche ore fa continuavano a parlare, possono andare a casa». In tutta franchezza, nonostante la schiettezza, o è masochista o pensa davvero in chiave positiva. Ma le perle devono ancora arrivare: «Siamo il primo partito in Europa nel campo progressista per quanto riguarda il numero dei voti, e solo in Germania, forse, veniamo superati in numero di seggi da un Paese che ha 27 eurodeputati in più dell’Italia». Echissenefrega! Una volta all’Europarlamento, i vari membri si iscrivono a determinate correnti. Sostenere, praticamente, che “il PD è il migliore degli sconfitti” è come fare concorrenza agli alleati.

Ma «Non c’è traccia dell’avanzata della destra come è avvenuto nel resto dell’Europa, niente di quanto prospettato sino alla scorsa settimana da Berlusconi con il Pdl ben sopra il 40%. Anche sommando la Lega, sono lontani dal 50%: il governo è in minoranza nel Paese» è una frase a dir poco superficiale. Da un partito che si atteggia a realista ci si aspettano giustificazioni più convincenti. Prima di tutto non si fa campagna sull’antiberlusconismo, ma sui programmi. Se è vero che il PdL ha preso meno rispetto alle prospettive di partenza, è anche pacifico che ha ancora la maggioranza. Suonerà strano, ma è così. Per calcolo approssimativo, PdL + Lega + MpA occuperebbero il 46% circa. Meno del 50%. Ma tenendo conto dei partiti tranciati dalla soglia di sbarramento e proporzionando su base percentuale solo quelli rimasti in lizza, l’alleanza di centro-destra ora al Governo avrebbe esattamente la metà dei seggi, con l’ovvia maggioranza.

Il centro-sinistra, tra l’altro, ha una tendenza a non vincere (si veda il bicchiere mezzo pieno…) anche nelle amministrative. Rimanendo nella mia realtà (dove in 500 hanno votato Lega alle Europee), il candidato presidente alla costituenda Barletta-Andria-Trani per il PdL, nonché attuale sindaco del mio paese, sta per essere eletto anche come primo governatore della nuova provincia. I dati parziali riportano che i due diretti concorrenti, coalizzati entrambi con correnti diverse di centro-sinistra (uno con UdC, vari di centro e socialisti; l’altra con PD e comunisti in genere), si sono spartiti i voti, rimanendo intorno al 22-23%, venendo letteralmente doppiati dal candidato principale.

La campagna dei rappresentanti di centro-destra è stata molto più aggressiva rispetto alle opposizioni. Se non su un fronte dialettico, sicuramente da quello carismatico. O incantatore, se si vuol essere un tantino più “spregiativi”. I volantini di PD e UdC sono stati surclassati dai libretti + santini + DVD del candidato avversario, inviati negli ultimi giorni utili di campagna elettorale, e preceduti, nei mesi precedenti, da iniziative ludiche e festose fatte a nome sia dei “candidati” che dell’amministrazione comunale. Poco cambiava, dato che l’organico era pressoché identico.

Il giorno delle votazioni dovrebbe essere vigente un mero “silenzio elettorale”. Bisogna sapere che questa è una panzana a pieno titolo, anche perché nessuno vieta ad un candidato consigliere – o chi per lui – di avvicinarsi alle scuole. Può stare lì in veste di privato cittadino, perché no? Fatto sta che nel “quasi profondo sud”, davanti agli edifici, vi erano concorrenti e membri di partito in buon numero, fermi agli angoli, a salutare gente, presentarsi e illustrare loro le operazioni di voto. Almeno alle 20 del sabato e alle 18 della domenica. L’italiano medio, solitamente, soffre anche di timore riverenziale. «Se quello mi vede e scopre che non l’ho votato, che considerazione può avere di me?» Può sembrare stupido, ma succede anche questo. Dimenticavo: non erano della coalizione di centro-sinistra.

Ho occasione di discutere con persone di quelle fazioni. Mi parlano del “soggetto” e del “verbo”. Poi proseguono con discorsi campanilistici, come se le vicende da amministrare fossero riferite alla sola località di cui è sindaco e gli altri 9 comuni siano solo di contorno. Pare anche questo ovvio: se un qualcuno è del proprio paese, secondo qualche concezione, bisogna votarlo perché farà di tutto per la sua terra. Sicuramente avrà un occhio di riguardo. Ma in una provincia, anche relativamente “piccola”, non si può affatto considerare “uno”, ignorando “nove”.

Allorché mi becco una domanda particolare: «ma tu sei di questo comune o no?». Bene, non solo appartengo al mio paese natale, nel quale ho piantato le mie radici e farei di tutto per il suo fabbisogno. Ma sono anche cittadino di BAT, Puglia, Italia, Europa. Se si elegge un consiglio provinciale, l’interesse dev’essere esteso a tutto l’ambito determinato. L’occhio particolare “ci sta”, ma prima di qualunque cosa, a livello politico, viene l’ideale utile al fabbisogno del cittadino, non l’avverarsi soggettivo di pochi elementi, attratti da fini prettamente egoistici.

Questo, evidentemente, in pochi lo comprendono. O, probabilmente, sono un “idiota anticonformista”.

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One Comment Add yours

  1. Lario3 ha detto:

    Nel post nuovo non mi fa commentare commento qui…
    Grazie mille per il commento, CIAO!!!

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