Tabulati

HanoverbarsLa televisione è un ricettacolo di roba inquietante.

Non parlo solo dei “nuovi mostri” che Antonio Ricci & C. presentano ogni venerdì. E già quelli sarebbero un disincentivo pazzesco nel premere il tasto “On/Off” per accendere lo schermo. Nemmeno dei politici che in questi giorni si sono susseguiti sui pixel, cantando vittoria o leccandosi le ferite (e, in proposito, qualche mente filosofica ha saputo ben riassumere la questione).

Qualcuno ricorderà “Mai dire TV”. Come lascia intendere il titolo, si tratta di una delle prime creazioni della Gialappa’s Band. I tre facevano zapping, commentando ironicamente qualche trasmissione “di grido”, soprattutto sulle reti locali. Grazie a quel programma (datato 1991) sono nati tormentoni come “gli arradi” del Mago Gabriel o il “Fiky fiky” di Gianni Drudi. Sarebbe qualcosa da rilanciare: tra satellite, internet e digitale terrestre vi sarebbe materiale per decenni. In relazione al “Digitale”, in Italia, gradualmente, tutti dovranno munirsi di un decoder: da comprare. Anche gli anziani, ebbene si. Mio nonno, pensione di € 600, fino a qualche giorno fa, aveva sintonizzato RaiUno sull’ “8”. Non c’è altro da aggiungere.

Secondo i luoghi comuni, proprio gli anziani, in mattinata, sono cultori delle televendite. O dei giochi a premi. Su una rete napoletana, visibile in buona parte del meridione (evidentemente…) e nella quale mi ero imbattuto cambiando canale, alle 11 circa andava in onda un quiz. Per vincere € 300 bisognava indovinare una parola di 9 lettere celata in un riquadro così disposto:

A M E
R I C
O N A

Non serviva certo un cervello geniale come quello di Leonardo Da Vinci per capire che la parola esatta fosse “Americano”. Soffermatomi per qualche minuto, qualcuno (forse?) ha telefonato ai due numeri in sovraimpressione (899. e 894., quindi a pagamento maggiorato per minuto e/o scatto). “Cinema” ed “È Caro Mio” sono state due delle definizioni date, almeno fino a quando ho visto il programma. Per curiosità, ritorno su quel canale un’ora dopo, dove il montepremi era addirittura raddoppiato e la conduttrice bionda gridava di non ripetere per l’ennesima volta una soluzione sbagliata.

Citando proprio il napoletano Totò in una sua celeberrima poesia, stu fatt’ a mmé me pare strano. Possibile che in un’ora nessuno abbia indovinato la “parola misteriosa” (tra l’altro, scritta in maniera talmente chiara che poteva leggerla persino un cieco)? E, soprattutto, se mai qualche (s)fortunato si fosse prenotato – senza prendere la linea in diretta -, per quanti minuti sarebbe rimasto in attesa?

Comunque, dalle risposte sbagliate, si può intuire che il calcolo matematico è difficile, generalmente parlando (la parola “cinema”, ad esempio, è di sei lettere, non di nove…), oppure non credevo di essere io uno dei pochi eletti in stile Matrix. In realtà, basta vedere qualcosa su Youtube per scoprire che, in media, molti (che rispondono a colpo sicuro) non associano “Cuore Matto” a Little Tony. Forse si vive in un mondo di gente presuntuosa nel conoscere la risposta, tuttavia disinformata. Oppure…

Ma rispondete! Qual è la soluzione alla domanda? La risposta è tra le righe! [Ed è sbagliata…]

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...