One for you, one for me

Torno dopo una settimana. Ma non è cambiato alcunché.

Se qualcuno in particolare si augurava (ma anche no) che dopo le elezioni scemasse l’attenzione nei suoi confronti, si sbagliava. E dopo Noemi, divorzi, festini paparazzati, voli di stato, altro vario ed eventuale, si aggiunge anche una “soffiata” su un giro di ragazze a Bari, pagate per partecipare a “feste mondane”. Questa novità è spuntata durante un’indagine su appalti concessi in cambio di tangenti, di cui si sta occupando proprio la magistratura barese.

Che connubio: i magistrati tirano fuori sempre il nome di un noto imprenditore, e i giornali subito dopo scrivono a spada tratta della questione. Anche quello spifferone (una volta “inciucioso”) di D’Alema, intervistato domenica da Lucia Annunziata, ha parlato di «imprevedibili scosse». Quindi, secondo il PdL, l’esponente opposto sapeva, conosceva, sputtanava. Certo, con un’affermazione simile… Come se nei due mesi precedenti il Presidente del Consiglio fosse stato impegnato solamente nella campagna elettorale e mai citato sulle prime pagine dei quotidiani italiani e internazionali. D’altra parte, quando attaccate direttamente, le testate danno il meglio di loro e si sfogano apertamente cercando i “peli nell’uovo”.

Infatti, l’organico del partito di maggioranza non tarda a sottolineare proprio questo. Il Capo è al centro di «un attacco scandalistico», per mezzo di «notizie che non trovano riscontro nella realtà […] in grado di danneggiare l’immagine del premier».

In parole povere, un circolo vizioso. 1) parte un’inchiesta, in cui – in mezzo a ragazze, ragazzine e calendariate candidate ben presenti – compare negli atti il solito personaggio pubblico italiano; 2) i giornali non tardano a pubblicare lo scoop, usando come pretesto la frase di D’Alema (si legge testualmente: “Dunque non si esclude che possa essere proprio questa la «scossa al gover­no» della quale ha parlato domenica scorsa Massimo D’Alema per invitare l’op­posizione «a tenersi pron­ta»”); 3) i collaboratori stretti del politico attaccano stampa e avversari (“calunnie, bugie”, etc.); 4) la stampa (anzi, certa stampa) rincara la dose, mentre il centro-sinistra s’incazza. Copione già visto, trito e ritrito.

Un paio di cose. Effettivamente inizia a divenire curioso questo coinvolgimento continuo nei confronti del premier. Si spegne il primo focolare, ma alle spalle cresce un altro incendio. Ora qualcuno si oppone fermamente a questo tam-tam nei confronti del nostro principale rappresentante, logicamente centro di attenzioni per la posizione che riveste.

Altri invece si ricorderanno quando Sircana, portavoce dell’ultimo Governo Prodi, accostò la vettura nei pressi di un transessuale? La situazione destò molto scalpore (e code poi). Le foto, pubblicate da Il Giornale, furono analizzate anche dal Garante della privacy. Che strani comportamenti: giornali notoriamente di sinistra se la presero con quello diretto all’epoca da Belpietro, reo di aver violato la deontologia. Oggi, la stessa stampa non teme di pubblicare foto e articoli sull’avversario. Viceversa, quella opposta grida, se non al complotto, alla “malafede di crea certi scandali” . Inutile dire che viene tirato in ballo il “diritto ad informare” .

Comportamenti convulsi, che rasentano l’incoerenza. Probabilmente c’è chi ha difficoltà a rimanere equidistante.

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