Giorno del giudizio /3

Da dove iniziamo? Ah, dal referendum. Per chi non lo sapesse, questo referendum non s’aveva da fare. Meglio, doveva farsi, ma prima. Pochi sanno che una legge (precisamente la L. 352/70) individua per l’espressione popolare una data che va dal 15 aprile al 15 giugno. Con una situazione politica già critica di suo, difficile che qualcuno possa andare a votare il primo giorno di estate. E, se il sole non fa capolino, la pioggia allaga le strade e non invoglia nell’uscire per recarsi al seggio.

Ma su che si votava? Ora come ora è inutile dilungarsi, tanto il quorum non è stato raggiunto. Questo dato è estremamente disastroso a prescindere. Non per la mancata abrogazione di alcune paroline nella scorbutica “legge elettorale”, ma per il consueto lassismo che caratterizza l’italiano medio. La Costituzione garantisce ai cittadini uno dei massimi strumenti di democrazia. Risposta: “Che cazzo votiamo a fare?”. Sarò noioso, ma votare è un diritto e un dovere civico (e non perché lo dice la TV). Si poteva benissimo andare al seggio, astenendosi. Non usufruire della possibilità equivale a sputare in faccia al proprio Stato. Duro? Decisamente no. Qualcuno potrebbe risentirsi? Bene, mi dia una ragione valida del perché ha preferito fregarsene (in tal senso giustificherei chi era fuori sede o ha avuto imprevisti di forza realmente maggiore).

C’è chi gode per il mancato raggiungimento del quorum, parlando di “vittoria”. Ad esprimersi così sono due Ministri della Repubblica (uno artefice in prima persona della legge elettoral… cioè, “porcata”). Persone che dovrebbero garantire per loro ruolo il regolare svolgimento della mossa popolare. E che invece sorridono dalla gioia nel vedere l’inglorioso risultato: 23%. Questa è la nuova concezione della politica. Quello scarso quarto di aventi diritto che si è recato alle urne, magari, verrà additato anche come “massa di sfigati”.

Il referendum è stato organizzato, con sommo spreco di denaro pubblico, in maniera compromissoria. Piazzandolo gli stessi giorni di Europee ed Amministrative molto si sarebbe risparmiato. Ma, evidentemente, questa scelta (legale) non andava bene a qualche “buona forchetta”. Allora è stato più utile piazzarlo il giorno dei ballottaggi. In qualche comune o provincia, per la legge dei grandi numeri, dovevano pur svolgersi, no?

Come è andata? Nei maggiori comuni le coalizioni di centro-sinistra hanno alzato le bandiere al vento. Tuttavia perdono province strategiche come Milano e Venezia. Bologna è la “rossa” per antonomasia. Sul Corriere della Sera si legge una dichiarazione a caldo del perdente. «L’aver raggiunto e superato il quorum è la prova provata che Bologna rimane una città bulgara ferma a prima del 1989». Ancora: «Non c’è proprio speranza, la maggioranza dei bolognesi sarà sempre di un’obbedienza cieca, pronta ed assoluta ai comandi del partito, anche quando si tratta di compiere delle cose insensate come quella di votare nei referendum elettorali». Si dovrebbe dedurre che, commentando così la sua sconfitta, non abbia una grande fiducia nella democrazia e delle sue forme. Mah, chissà come mai avranno preferito l’altro…

Il capo ad interim del PD, invece, intravede il “declino della destra”. Cavolo, sono così a corto di successi che si entusiamano nel vedere una pulce saltare. Sfortunatamente (per lui), con un paio di cifre, quattro percentuali e otto dati numerici, l’attuale maggioranza dimostra di essere ancora alquanto stabile. Nonostante attacchi eversivi. Ad personam, ovviamente.

In tutto questo, il neo direttore del Tg1, Augusto Minzolini, si difende attaccando. Non predilige il gossip nazionale (ogni riferimento alla vita privata-mesciata-con-quella-pubblica di un noto magnate e politico italiano è puramente casuale). Di conseguenza non concepisce le critiche rivoltegli in proposito.

Ignorare il pettegolezzo da parrucchiera è qualcosa di ottimo, effettivamente. Benissimo: ora voglio sapere perché l’italiano medio deve conoscere le indiscrezioni che gravitano intorno ad una britannica oggettivamente “cessa”, ma con la voce da usignolo. O l’utilità dello scoprire che alla Regina d’Inghilterra piace avere gli orticelli nel giardinetto. Rimanendo in argomento, gli amanti del bricolage avranno la possibilità di costruire una splendida piscina fai-da-te.

Queste sì che sono notizie.

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4 commenti Aggiungi il tuo

  1. Lario3 ha detto:

    In effetti questo referendum è stato una presa in giro…

    Grazie mille per il commento che mi ha fatto morire dal ridere 😀

    CIAO!!!

  2. Lario3 ha detto:

    Ah-ah-ah… non ti preoccupare… sei super gentile: grazie di cuore per gli auguri 😀

    CIAO!!!

  3. TShaker89 ha detto:

    possibilità di costruire una splendida piscina fai-da-te??!! corro al link subitoooooooooooo

    hahahahahaha xD ci sono molti italiani che trovano più interessante una piscina che un referendum..

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