Ecce homo… della Provincia

(da “Il Campanile” n° 3-2009, pagg. 1,2,3 e 4)

Francesco Ventola, 38 anni, è sposato con Sabrina da 7. Insieme hanno tre figli, uno appena arrivato. Diplomato in ragioneria, bancario con la passione per il calcio (ha giocato anche nel Canosa), già giovanissimo assessore sotto l’amministrazione Malcangio nel 1997, diventa Sindaco nel 2002 dopo un sofferto ballottaggio con Luigi Santangelo. Cinque anni dopo viene riconfermato, al primo turno, con una percentuale di poco superiore a quella ottenuta il 6 e 7 giugno scorsi (circa il 71%). Un “governo”, quindi, visto positivamente dai più, alla luce anche delle opere svolte sul territorio, che lascia così alle spalle qualche “incidente di percorso”: nel dicembre 2008, come ammesso anche in una lettera aperta (disponibile su Canosaweb: http://www.canosaweb.it/canosa/informa/3367.html ), il primo cittadino veniva condannato in primo grado ad 8 mesi per abuso di ufficio, per fatti relativi al triennio 2002-04, assieme ad altri amministratori. Il processo è stato già appellato e la pena sospesa. Dice di sé: “Se ci metti cuore e anima, se ci metti sacrificio e passione, quello che fai non può che venire bene. Sicuramente non potrai che sentirti soddisfatto e guardare negli occhi chiunque senza mai dover abbassare lo sguardo”. Qualcun altro gli consiglia, testualmente e paternalmente, “Nan t’ sì facenn’ affr’che’j”. Dopo un virtuale inseguimento telefonico, mi riceve nello studio del comune. Alle sue spalle, il disegno del Municipio, opera di uno dei suoi bambini, fa bella mostra di sé, mentre sulla scrivania i cellulari squillano e Francesco rifiuta quasi tutte le chiamate. Ci diamo del tu. Ecco l’intervista integrale.

Sei il primo Presidente della BAT: emozionato?
Sono soddisfatto. Bisogna partire dalla responsabilità e dalla fiducia che la gente ha voluto riconoscermi. In un giovane che viene da una città che, dal punto di vista demografico, non è sicuramente la più importante di questo territorio. Non vi sono precedenti nella storia che dicono qualcosa del genere. Dapprima non è stata una gioia immensa: la campagna elettorale è stata molto serena. Poi, nei giorni successivi, la gioia è cresciuta maggiormente. Specie quando si ricevono tante attestazioni di stima da autorevoli personalità del mondo politico anche avverso, e non solo di circostanza. Questo lusinga ancora di più.

Senz’altro un occhio particolare vi sarà verso Canosa. Ma non nasce così il pericolo di trascurare le altre 9 esigenze?
Non ci sarà un occhio particolare per Canosa. Il ruolo di Presidente provinciale è diverso da quello di Sindaco. All’interno della Provincia c’è anche l’interesse verso Canosa, in relazione alle competenze previste dalla legge. Ma, per me, non è mai esistito campanilismo. Tutti hanno l’idea che “Provincia” corrisponda a “qualcuno deve avere qualcosa”. La Provincia deve “dare” solo ai cittadini.

Però la campagna “attiva”, svolta ad esempio da rappresentanti di lista, ed anche consiglieri ed assessori, sembra che abbia puntato molto sul campanilismo. Almeno a livello locale.
Credo sia legato al fatto che un canosino non abbia mai avuto questa opportunità. Tuttavia, v’è stata riconoscenza da parte di altre città, legate ai riferimenti politici, che hanno indicato un amministratore di Canosa. Questo è il vero motivo di orgoglio. Non perché “Canosa è Canosa”, ma perché la classe politica del centro-destra ha voluto puntare su un giovane amministratore di una città che non era la più popolosa e, in partenza, vincente. Forse da lì è nato anche l’orgoglio dei canosini nel voler vedere un proprio rappresentante al vertice della realtà.

Tu hai parlato di centro-destra. Negli ultimi anni in Italia la situazione politica è cambiata. Anche la Provincia di Bari è passata dal centro-sinistra all’altro versante con Schittulli Presidente. Cambieranno i rapporti con questo ente?
Mi auguro di si. I rapporti personali sono stati buoni, ottimi, anche con gli amministratori precedenti. Differenti rispetto a quelli istituzionali, dove si decide sui servizi che bisogna rendere e che, spesso, non sono stati resi. Adesso abbiamo una Provincia autonoma. Ma senza strutture; qualche responsabilità va a chi non ha garantito possibilità di mettersi all’opera da subito.

In ambito politico generale, il leader del PdL, con cui hai posato anche in qualche foto, recentemente ha avuto delle “difficoltà”. Qual è stata la tua opinione – disinteressata e prettamente politica – sul caso?
Non mi interessa. Apprezzo quella persona per come opera in politica. È il mio modello di vita e lo dimostro quotidianamente.

Ad un uomo di centro-destra viene chiesta un’analisi del suo schieramento. Secondo te la Lega Nord, in un certo qual modo, “ricatta” questo esecutivo? Anche perché sono ben note alcune opinioni non proprio favorevoli del partito del Carroccio nei confronti del meridione.
No. Bisogna però evitare “scimmiottamenti” di chi vuol copiare lo stile della Lega Nord al sud. Molte nostre regioni, amministrate dal centro-sinistra, non hanno sfruttato a dovere i fondi stanziati dalla Comunità Europea. Il federalismo fiscale può essere l’ideale. Non bisogna aver paura di cambiare: per 60 anni il gap tra nord e sud non si è ridotto (abbiamo vissuto di Cassa del Mezzogiorno, assistenzialismo e di fondi comunitari a iosa), né siamo riusciti ad emergere, tra sanità pessime ed emergenze di rifiuti da gestire. Non si risolve una situazione disastrosa attaccando la Lega. Assumendoci le responsabilità, non chiedendo aiuti e presentando progettualità, forse si potrà superare quel divario. Questa è la strada giusta, l’unica ancora di salvataggio.

Al referendum del 21 e 22 giugno cosa voterai?
Voterò “Si”. Bisogna avere governi messi nelle condizioni di poter decidere, non legati a singoli rappresentanti che pongono veti su qualsiasi cosa.

Il partito del Presidente del Consiglio, in fin dei conti, ha avuto i risultati dalla sua parte. Credi che il suo nome abbia influito sulla tua campagna?
Credo di no. Il mio consenso è stato superiore a quello delle Europee.

Non credi che la stessa campagna elettorale sia stata dispendiosa?
Per quanto mi riguarda, no. Anzi, dipende dalle scelte che si fanno. Se si è parsimoniosi e oculati nella gestione, si è altrettanto bravi. Il partito mi ha dato a disposizione un budget. Con quello ho dovuto “fare i conti”. Non ho aperto alcun comitato elettorale, né offerto cene, pizze, pranzi… Non vi sono stati rappresentanti di lista del Presidente. Ma ho investito in manifesti, DVD e programmi elettorali. Aprire un comitato elettorale per ognuno dei 30 collegi, spendendo in media 4.000 € cadauno per l’affitto bimestrale, sarebbe costato complessivamente 120.000 €. Ho preferito non aprirli. Non v’erano striscioni, almeno da me commissionati direttamente.

Come hai vissuto la campagna elettorale?
Serenamente. Mi sono divertito un mondo, perché non ho dovuto mai dire ciò che non pensavo e fare ciò che non volevo fare. È stata la più bella campagna elettorale fatta finora. Non sono sceso in provocazioni, né offeso nessuno. Volevo far conoscere me e il mio programma.

Com’è sorta l’idea della candidatura? Hai mai pensato “perché proprio io”?
La verità?

Si.
Tutto è partito da un incontro avuto ad agosto tra i vertici provinciali del PdL provinciale: Amoruso, Silvestris (appena eletto eurodeputato, n.d.r.), Tarantini, Marmo e Fucci. Si decretò il “no” per Francesco Salerno, che si era offerto prima alla nostra coalizione. Nel contempo, soprattutto, si cercava una figura che fosse esperta a livello amministrativo ed entusiasta nello svolgere una campagna che si preannunciava difficilissima. Indicarono me: una volta dichiarata la mia disponibilità, partirono due mesi di consultazioni locali dell’area del centro-destra. Nel mese di gennaio, in una rosa di tre nomi, fu scelto il mio. Il 6 febbraio si è avuta la ratifica. Ero ufficialmente il primo candidato Presidente tra i vari schieramenti.

Qual è stata la tua prima reazione una volta saputo il risultato? Chi ti era vicino in quel momento?
Ero soddisfatto ed entusiasta. Delle città importanti hanno tributato consenso nei miei confronti. Ed ero a casa…

Tranquillissimo…
Molto tranquillo.

Vuoi ringraziare qualcuno in particolare?
Le persone che mi sono vicine. A cominciare da mia moglie e la mia famiglia (che non è numerosa). Ringrazio anche in particolar modo anche Mimmo, Antonio ed Antonio che hanno subito tutti i miei sfoghi in questi giorni. E tutte le forze politiche, locali e regionali, che hanno creduto in me.

Vengono fissati due consigli: uno comunale a Canosa, l’altro provinciale. Stesso giorno, stessa ora. Entrambi vertono su questioni essenziali. A quale darai precedenza?
Non potrà succedere. Concorderò prima le date. Godo comunque di ottime maggioranze…

Come riuscirai a gestire con “la diligenza del buon padre di famiglia” entrambe le fattispecie?
Vedremo… Sarà la storia a dire se sarò stato bravo o meno.

Risposta diplomatica…
Sono convinto di farlo. Sono le 20:45 e siamo ancora qui. Ci sarà un motivo…

Chi consideri uomo degno di fiducia per sostituirti durante questo mandato?
[ride].

Non vale. Fuori il nome.
C’è molta gente di cui mi fido, ma…

Non hai un nome, ancora?
C’è una giunta che gode della mia fiducia, quindi… Il mio successore uscirà dal consenso popolare.

Se la Provincia si trovasse in un momento di difficoltà dovrebbe sostituirti qualcuno…
Delegherei quel qualcuno. Giunta e assessori altrimenti sarebbero inutili, no?

Non hai paura di deludere qualche aspettativa?
Ho il timore di deludere in generale. Ma questo dura pochi secondi. Poi si opera e basta. Specie se si è tranquilli con la propria coscienza.

Come vedi la nuova realtà? Già florida o immersa nelle difficoltà?
È tutta da costruire. A cominciare dal punto di vista organizzativo. Mi auguro, in pochi mesi, di organizzarla per bene in modo da cominciare ad attuare il programma.

A febbraio mi avevi garantito la costruzione di altre piste ciclabili ( http://www.canosaweb.it/canosa/informa/3587.html , n.d.r.). Tra i luoghi indicati vi erano via Pozzillo e le strade in prossimità del Ponte Romano. Proprio in quei pressi c’è la presenza di un incrocio pericoloso, oggetto di dibattiti e polemiche.
Finalmente verrà sistemato. La Provincia di Bari non è stata in grado di farlo; lo faremo noi come BAT.

Come tu stesso hai riportato in un incontro-scontro con l’ex Presidente della Provincia di Bari, Divella, anche le scuole necessitano di un riassetto ( http://www.canosaweb.it/canosa/informa/4065.html , n.d.r.).
Anche questa è infatti una competenza provinciale, di cui conosco bene le esigenze. Cercheremo di sistemarle tutte, in piena sintonia con dirigenti scolastici e amministrazioni locali.

Per l’Università potranno crearsi sinergie con le sedi di Bari e Foggia?
Dipenderà da quanto si desidera veramente un’Università. Sarebbe un ingente investimento. Che garanzie potranno essere date allo studente? Meglio che non vi siano, piuttosto che averne di pessime, con scarsità di servizi.

Sullo sport potrebbero nascere iniziative di carattere provinciale?
Ogni impianto scolastico deve essere affiancato da uno sportivo. Bisognerà definire tempi e modalità in proposito.

Un suggerimento: perché non garantire il passaggio del Giro d’Italia nel territorio?
Per quanto riguarda Canosa, di questo se ne sta occupando l’assessore allo sport.

Per ciò che concerne il turismo siamo “al completo”: Castel Del Monte, Murge, mare, saline, porti, monumenti vari, reperti archeologici… Non sarebbe il caso di pubblicizzare e informare anche al di fuori dei nostri confini?
Prima di pubblicizzare il territorio, bisognerebbe “prepararlo”. Se venissero tour operator scandinavi avremmo, ad esempio, delle difficoltà logistiche. Abbiamo bisogno di un’economia strutturale, non di ripiego. Ci vorrà del tempo, ma è uno degli obiettivi da raggiungere.

Il sito web della nuova Provincia è in realtà un “portale provvisorio”, e non aggiornato, finanziato da quella di Bari ( http://www.provinciabat.it/ , n.d.r.)…
Per la verità, non esiste nemmeno.

Sarà il caso di costruirlo…
Afforz!

Si è molto parlato della discarica in contrada Tufarelle. Con il Sindaco di Minervino, Roccotelli, che avrai nel consiglio provinciale come alleato, hai espresso il tuo secco “no” al sito. Come si muoverà il nuovo organico?
È un dibattito che non mi appassiona, al quale non ho mai partecipato perché è fondato anche su falsità. Noi parliamo con atti concreti, come quelli prodotti in consiglio comunale.

Non è una polemica, né un’accusa. Credo sia una questione di interesse generale. Comunque, con tanti impegni, saluterai la “vita tranquilla”, le partite a calcetto…
Già salutate da un po’…

Quindi hai rinunciato alle abitudini quotidiane. La dimostrazione è nel numero di chiamate ricevute ai cellulari. Avevi però promesso… di regalare la cravatta dell’insediamento al detentore della foto più curiosa che ti ritraeva. C’è un vincitore?
Sono stati i vari gruppi a proporre questa iniziativa. Prima di andare in consiglio verificheremo qual è la più bella. Ma tenterò di tenerla per me.

Nel tuo spot citi la nazionale dell’82 per sottolineare la vicinanza al cittadino su ogni fronte. Da appassionato di calcio, ti chiedo di citare nuovamente la formazione dell’82, ma anche quella del 2006.
Dell’82 è molto facile. Zoff, Gentile, Cabrini, Oriali, Collovati, Scirea, Conti, Tardelli, Rossi, Antognoni, Graziani. Oriali e Graziani sostituiti da Marini e Altobelli. Del 2006… Buffon, Cannavaro, Materazzi, Zambrotta, Grosso, Gattuso, Pirlo, Perrotta, Camoranesi, Toni e Totti… vabbè, con le sostituzioni del caso.

Chiudiamo: dimmi d’un fiato i comuni della BAT.
Spinazzola, Minervino, Canosa, San Ferdinando, Trinitapoli, Margherita, Trani, Andria, Barletta, Bisceglie.

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