Frasi fatte

Magritte - La trahison des images
René Magritte - La trahison des images - 1929, Los Angeles County Museum of Art

Quando si verifica una tragedia, o comunque qualcosa di eclatante, si sprecano i luoghi comuni. “Eh, ma si poteva evitare”, “che strage!”, “i bambini, non avete pensato ai bambini!“, “era un grande uomo“, “io ve l’avevo detto”. O robe simili.

La risposta deve essere univoca: “grazie al cazzo“. Sevono a qualcosa, in qualsiasi sede, commenti scontati e gonfiati? Esempio lampante è quello di Michael Jackson: è stato perculato per anni a causa di tutto ciò che gli è successo; dal plagio denunciato da Al Bano alle accuse di pedofilia, dalla mutazione del colore della pelle e del fisico al “polso misterioso”. Senza dubbio un personaggio controverso su molti aspetti, talmente celebre da essere facile oggetto di satira e di gossip (ogni riferimento è puramente casuale… o no?).

Post mortem, Jack’o diventava per molti un intoccabile, una persona formidabile in vita, e così via. Nulla di male, per carità. Ma queste espressioni provenivano poco e spesso da persone che hanno ridicolizzato, anche con semplici battute tra amici, il cantante. Tra l’altro, avviene che, nemmeno finito il commiato, l’idolo tanto pianto divenga un “lurido porco che non ha lasciato il becco di un quattrino”. Sempre in riferimento a Jackson, mentre la salma passava da un tavolo autoptico ad un altro e qualche fanatica aveva la geniale idea di farla finita, alcuni litigavano per la sua eredità (sapranno che anche i debiti sono compresi nel pacchetto?). Rimanendo in argomento (e chiudendolo), ma un medico che ha difficoltà nell’effettuare un massaggio cardiaco che cacchio di professionista è?

Stanotte, invece, a Viareggio si ribaltavano delle cisterne di propano, scatenando così l’inferno. Cifre ancora provvisorie parlano di 13 morti, 4 dispersi e una trentina di feriti. Circa 300 gli sfollati, senza contare danni a strutture e altri beni. Nel dramma totale si apre la fiera del retorico. Dal solito Presidente del Consiglio che “prende in mano la situazione” (ma il responsabile della Protezione Civile non era un altro? E, poi, come un uomo può gestire un simile casino?) alla CEI, che spera: “simili episodi non si ripetano, ma in questo momento occorre stringersi gli uni gli altri”. A prescindere dal credo, le macerie si sollevano con la preghiera? Oppure, se un terremoto sciaguratamente dovesse scuotere una grande città (ops, è già successo) sarà la sola forza divina (o quella del pensiero) ad impedire il sisma?

Lungi dall’essere blasfemo o pessimista, ma la Bibbia parla persino di Apocalisse. Di regola, i problemi bisogna risolverli con concretezza. Anche intervenendo prima. Colpevolizzare, ipotizzare, aver previsto, disporre con superficialità o quant’altro è inutile e controproducente.

Più di un’assemblea pletorica. Di sicuro.

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2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Federico ha detto:

    Non posso che essere d’accordo con te, e con Caparezza che cantava “solo la retorica è rimasta la stessa”. Ah, in tema di tragedie, del secondo Airbus precipitato in un mese che mi dici? No dovevano essere aerei supersicuri?

    Federico (l’amico di Giuseppe :P)

    1. leoman3000 ha detto:

      Dovevano essere supersicuri. Però lo Yemen non mi sembra lo Stato più affidabile del mondo. Poi potrei sbagliarmi, eh 😀

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