Motivi personali

Uno dei tasselli che ha composto gli ultimi due mesi di “politik-gossip” è quello relativo alle foto di Villa Certosa. Sono passati oltre 30 giorni da quando le foto di Zappuddu venivano pubblicate su alcune testate estere. Causando ulteriori dubbi, nell’opinione pubblica, sull’immagine linda e tirata del nostro Presidente del Consiglio. Come badare a vicende di “pettegolezzo spicciolo”, quando c’è un G8 alle porte, per di più in mezzo ai terremotati (quelli che, per la precisione, dovevano avere a disposizione alcune proprietà del noto magnate)?

Semplicissimo. Dato che non è piacevole per l’entourage rispondere a domande piccate di qualcuno su questa situazione (necessaria la parentesi: un Capo di Stato – o analogo – dovrebbe riflettere sul dove, come, quando e cosa fare; specie quando lo stesso è editore di riviste e rotocalchi che vivono solo ed esclusivamente di paparazzate), una buona trovata consiste nel puntare il dito contro i giornali (stranieri) che, annunciando “scoop”, pubblicheranno foto, «asseritamente scattate a Villa Certosa», che «non corrispondono a fatti avvenuti e sono certamente frutto di manipolazione o di fotomontaggi digitali».

Diverse domande devono porsi. Non di certo per “schieramento” politico.
1) Come si è a conoscenza di quale sia il contenuto (particolare, non generale) delle foto?
2) Da cosa nasce la paura, se le foto “non contengono particolari imbarazzanti” (beh, il cazzo al vento di Topolanek, per i nudisti, non è fonte di perplessità…)?
3) Perché queste dichiarazioni belligeranti nei confronti della stampa estera («morbosa») avvengono solo ora e non al momento delle prime diffusioni?
4) Vi sono prove delle elaborazioni grafiche? Se si, perché – via comunicati e/o giornali – non sono state minacciate altre azioni legali?
Lapalissiano dire che questi quesiti (tralasciandone altri ancora) mai saranno posti dalla stampa più letta. Ma, verosimilmente, difficilmente giungerebbero risposte.

Altra “bega”, delle tante, è relativa al decreto sicurezza. Uno dei rischi (analizzati da più blogger) si è verificato. Diverse sono in Italia le badanti extracomunitarie, provenienti soprattutto dai Paesi dell’est. Così come le colf. L’esempio tipico, in tal senso, è quello del domestico filippino, ben stereotipato a “Zelig”. Quelli veri, invece, rischiano l’espulsione dalla penisola.

Per risolvere il nodo, ed evitare danni economici e morali alle famiglie che hanno nel loro organico ragazzi che, pur di mantenersi, sarebbero disposti a cambiare i pannoloni ad anziani incontinenti (quanti lo farebbero?), qualche testa pensante ha proposto sanatorie. Altre, al contrario, non vogliono cambiamenti. Una di queste può essere disegnata attraverso alcuni passaggi. La persona in questione:

ha redatto la legge elettorale tuttora vigente definendola – scherzosamente, si sa… – “porcata”;
voleva far marciare i maiali su un terreno dove doveva essere edificata una Moschea;
continua a sostenere la castrazione chimica per i reati di natura sessuale;
ha sfoggiato magliette ironizzanti Maometto, causando una crisi diplomatica con le nazioni islamiche;
avrebbe intascato dei soldi durante l’affaire Antonveneta;
nella globale “semplificazione legislativa” ha inavvertitamente cancellato 79 comuni istituiti nel ventennio fascista;
ha cantato “vittoria”, vestito in total green, per il fallimento del referendum scorso;
è un Ministro della Repubblica senza portafoglio, in forza alla Lega Nord.

Sicuramente non ha bisogno di colf e badanti. Lui non è uno da trattare «come si farebbe con una persona che non sta bene». Per ora.

Comunicazione: Sciccherie aderirà alla “protesta dei blog” del 14 luglio in opposizione al decreto Alfano. Le libertà di opinione, informazione, cronaca, critica e stampa sono imprescindibili, insindacabili e difese anche dalla Costituzione. Porre un limite, anche minimo, ad esse causerà danni insostenibili alla democrazia.

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