Selezioni locali

Ho tra le mani alcuni dati interessanti. Tabelle, datate dicembre 2008 che illustrano le richieste, di persone pubbliche e private, di opere, rivolte alle amministrazioni. Con tanto di esplicazione dei fondi destinati e la priorità del progetto.

Il comune nel quale risiedo, che da poco è entrato di fatto nell’organico di una provincia di nuova attuazione, ha analizzato diverse proposte, su molti fronti. Nei mesi scorsi, le acque furono mosse per il “caso discarica”: un sito enorme, a pochi chilometri dal centro abitato, sarebbe diventato un immondezzaio grande quanto un parco di divertimenti. Il paragone è come non mai azzeccato, visto che tra le priorità delle P.A. c’è anche la costruzione di un simil Gardaland in periferia, che costerebbe trecento milioni di Euro. Tra i progetti tenuti in importante considerazione vi sono anche valorizzazioni archeologiche, richieste di strutture utili allo sviluppo industriale, la riqualificazione di zona antica, di cavità sotterranee, della frazione e di altre aree (complessivamente si toccano diverse decine di milioni di Euro), nonché lo stanziamento di un settore PIP. Insomma, tante sono le fattispecie utili poste in prelazione. Compresi i trenta milioni per ottenere, finalmente, un museo indispensabile per un territorio ricco di storia.

Tuttavia, tra le richieste imprescindibili vengono citate la “delocalizzazione di un impianto sansificio”, lo stesso che ha garantito alla cittadina una caratteristica e unica puzza per anni; la “costruzione” con connesso “esercizio di un impianto per la produzione di energia elettrica alimentato da biomasse solide” (quello che, volgarmente, viene chiamato inceneritore o termovalorizzatore); “la realizzazione di impianti di trattamento e depurazione di acque reflue urbane” e la “delocalizzazione di una piattaforma di smaltimento di rifiuti liquidi speciali pericolosi e non pericolosi esistenti”, per una spesa totale di circa 105 milioni. Non viene comunque citata la richiesta di una discarica, ma nemmeno un incentivo a qualche forma di raccolta differenziata. Anzi, nel pacchetto viene considerato attuabile un “parco tematico” in parte di quei terreni stanziati inizialmente per contenere l’immondizia.

In tutto ciò potrebbero sorgere alcuni dubbi: da anni è stato ostracizzato dai più il solo pensiero di creare un “impianto di energia elettrica carburato a monnezza” ed ora viene considerato “progetto bandiera prioritario”? Stessa importanza è stata data alla domanda di un maneggio, la cui richiesta è associabile ad un attuale consigliere provinciale, già nell’organico comunale. Spesa esigua, quella della scuderia, rispetto al versamento per le infrastrutture di carattere più generale. Ma è necessario chiedersi perché venga anteposto un qualcosa riguardante pochi (quanti dispongono di cavalli?) rispetto ad ampiamenti di esercizi alberghieri, considerati lavori “non coerenti”, quando dovrebbero essere correlati al turismo che si intende salvaguardare.

Ieri, invece, è stata “rimpastata” la formazione degli assessori. Alcuni, ora, non hanno nemmeno più posto tra i consiglieri, visto che si rinuncia a quest’ultima carica non appena se ne assume una superiore nel medesimo ente. Da dieci passano a sette; tre le donne. Ufficialmente la manovra è stata necessaria per “i nuovi gravosi impegni che il sindaco ha assunto in ragione della sua elezione a Presidente della Provincia ed anche in considerazione delle determinazioni assunte dalle Forze politiche di maggioranza, al fine di consentire al primo cittadino adeguate soluzioni finalizzate ad una sempre più incisiva azione a vantaggio della Città”. Sarà. Ma, a meno di improbabili ripescaggi, nessun ex assessore è nel consiglio provinciale. Né sembra che, a livello personale, i “dimessi” avessero impegni maggiormente incombenti rispetto ai nuovi arrivati.

Coerentemente a quanto disse a suo tempo, il Sindaco oggi nutre fiducia nella propria Giunta. Forse si riferiva alla squadra che aveva già in mente (e della quale non aveva parlato), evidentemente.

Per ogni cosa c’è sempre un motivo. Meglio, ci sarebbe.

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