Equivoco peccaminoso

Passando con il mouse sulla homepage del “Corriere.it”, colpisce un titolo: “«Quattro gatti per il Papa», bufera sul Tg3. Di Bella: «Costante rispetto per la Chiesa»”. Antonio Di Bella, figlio d’arte (suo padre, Franco, fu direttore del Corsera), ha una lunga carriera in Rai. Negli anni della Guerra del Golfo era il corrispondente da New York per il Tg che ora dirige. Ma le parole usate dal suo cronista, che paragonava con «i proverbiali quattro gatti, forse un po’ di più, che hanno ancora il coraggio e la pazienza di ascoltare ancora le sue parole» i seguaci del Papa, hanno scatenato una nuova polemica.

Inevitabile. È a dir poco pacifico che non tutti i Cattolici condividano sempre le parole del Santo Padre, il quale è obiettivo continuo della satira più tagliente. Ironico-persuasiva, profetica e contestata fu la copertina de “Il Manifesto”, giornale non certo religioso, sull’elezione del Pontefice: “Il Pastore Tedesco” fu un titolo vincente, utile ad illustrare molto genericamente la figura dell’attuale reggente vaticano. Anche Crozza o Lopez, per citare solo due comici, lo hanno usato come ispiratore.

Il Tg3, però, non dev’essere un giornale satirico, tantomeno è un servizio privato. Scelta sciagurata quella delle frasi usate dall’inviato, ricadute (per ovvia responsabilità) sulla direzione. “Fare i buoni dopo” è sempre facile, ma qual era l’effettiva necessità della battuta, che non ha affatto scatenato ilarità? Un po’ maliziosamente, leggendo il periodo sembra che vi sia un misto di compassione e sprezzo nei confronti degli accoliti del Papa. Se nelle udienze sono presenti poche persone, quando ci si rivolge ad un’ampia platea, converebbe sostenere questo dato. La “simpatia”, come in questo caso, può portare a conseguenze imbarazzanti. L’enclave del giornalismo (notoriamente) made in centro-sinistra in Rai cade quindi nell’errore spesso denunciato da lei stessa, quando, per esempio, un noto leader fa lo spiritoso.

Curioso che sia stato proprio un membro del PD, comunque vicepresidente della vigilanza delle reti pubbliche, a richiamare all’ordine il Tg3, che già sembrerebbe essersi scusato. Un simile incidente diplomatico (il Papa è, in primis, Capo di Stato estero) era capitato di recente, meno analizzato dai media. Qualche tempo fa, “Il Giornale” ha titolato un articolo, in cui veniva illustrato un riconoscimento a Lamberto Dini in Giappone, così: “Lambertow fa incetta di consensi tra i musi gialli giapponesi”. L’ambasciata del Sol Levante non tardò a chiedere pubblica ammenda e rettifiche da parte del quotidiano di Giordano. Che, puta caso, sempre in quei giorni lanciava il libro “Cinque in condotta“; una raccolta di strafalcioni generali provenienti dalle scuole italiane. Già.

In proposito, il premier è diventato nonno per la quinta volta. La notizia era su tutte le prime pagine. Ma non è anche questo “gossip” (quindi intrusione nella vita privata, pertanto da perseguire)?

Comunicazione: anche per Sciccherie ha inizio la protesta.

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2 Comments Add yours

  1. Tooby ha detto:

    A sentire il servizio, la polemica è stata costruita sul nulla: il giornalista voleva dire che chi ascolta il Papa sono solo quattro gatti, troppo pochi “purtroppo”. A me pare evidente, considerando che anche i vaticanisti sono controllati dal Vaticano come gli insegnanti di religione.

    Nessun coraggioso attacco satirico: il giornalista era supino … Read Morecome vuole il protocollo, ma ha usato parole sbagliate (tanto più che serve una ragione per cacciare Di Bella dal TG3 per sostituirlo con qualche altro giornalista più supinamente sensibile al potere, chissà che non sia l’occasione giusta per cacciare un altro comunista che fa un uso criminoso eccetera eccetera).

    1. leoman3000 ha detto:

      Per come era la frase, e per la locuzione usata, si poteva ipotizzare l’esatto contrario. “Per un punto, Martin perse la cappa”. A quei livelli, a maggior ragione serve attenzione.

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