The man on the Moon

moonIl titolo dice tutto. Oggi passano 40 anni da quando i componenti dell’Apollo 11 toccarono il suolo lunare. Gli astronauti Armstrong, Aldrin e Collins compirono quel “piccolo passo per un uomo, ma grande balzo per l’umanità” rimasto nell’immaginario collettivo e impresso nelle retine delle generazioni più mature.

Ma The man on the Moon, l’uomo sulla Luna, è anche una canzone dei REM. In italiano può identificare una persona felice, con il morale alle stelle. Oppure inarrivabile, aliena, speciale. Dopotutto, quanti potranno essere in grado di giungere sulla superficie in silicio del nostro Satellite?

Man on the Moon può essere Valentino Rossi, che agguanta la sua 101esima vittoria in carriera, compiendo sorpassi su sorpassi, come quello di Barcellona su Lorenzo, lasciandosi alle spalle incidenti di percorso (fiscali).

Man on the Moon può essere, ora, Alberto Contador. Di nuovo in maglia gialla dopo due anni, surclassa imperiosamente gli avversari sulle ascese delle Alpi. Compreso quel Lance Armstrong, suo compagno (rivale) di squadra, tornato alle corse (interrompendo un’assenza che durava dal 2006) all’età di 37 anni, con la voglia di vincere e di sfidare battaglie sportive e non. Anche lui è stato, a suo tempo, Man on the Moon, sconfiggendo cancro prima e ciclisti poi per oltre un lustro. Quasi omonimo di quell’Armstrong, Neil, che compì la prima passeggiata tra i crateri.

Man on the Moon può essere il Papa, Benedetto XVI. Cade, si frattura il polso e gran parte dei giornali lo onorano sulle prime pagine. Non sono sulla Luna, però, i bambini africani che muoiono ogni giorno di stenti, le cui braccia si rompono per la malnutrizione che un solo anello d’oro, o un casolare nella Vallée, potrebbero risolvere. E che, difficilmente, hanno a loro disposizione medici pronti ad intervenire per una riduzione chirurgica. Inoltre rifiuta un regalo. Un computer, per l’esattezza. Uomo stoico, di altri tempi. Ma, a proposito di firmamenti, la Terra è a girare attorno al Sole.

Man on the Moon può essere il Capo del Governo, che, essendo anche imprenditore, continua a conoscere l’ottica della pubblicità: grazie a libri ed intercettazioni pubblicate sul suo conto, anche quando nell’immediato non dice alcunché riesce a far parlare sempre di sé. Lui c’é. Si vede (anzi, lo “fanno” vedere).

Man on the Moon può essere l’europarlamentare Clemente Mastella, scandalizzato dalla diaria bassa. Per sconfiggere la crisi è necessario l’ottimismo, secondo il parere primario del suo nuovo partito. L’importante è che l’economia giri. L’ex Ministro della Giustizia fornisce un esempio lampante di ciò.

Man on the Moon può essere l’attuale Sindaco della Capitale, lieto nel dedicare una via del centro a qualcuno morto latitante. Ossia una persona che, dopo aver governato l’Italia, ha confessato durante un’ “assemblea pletorica” di aver rubato, ma nel Bel Paese non è tornato per espiare le colpe (meglio, i doli). “Un grande leader”. Reso ancor più grande dalla mondanità dell’inaugurazione di una targa nell’Urbe. Diciassette anni fa – peccati di gioventù – le prospettive erano un po’ diverse.

Man on the Moon può essere chi si crede così in alto che, arbitrariamente e contrariamente alla democrazia che difende, sbatte la porta in faccia a chi scuote gli ideali, nel bene o nel male, nell’allegria o nella provocazione, nell’ilarità o nella riflessione. Talmente forte da rifiutare la critica. Oppure temere la stessa.

Man on the Moon, per contrappasso, può essere un qualsiasi cittadino che, scendendo idealmente dalla Luna, definisce “traditore” chi ha sostenuto il giorno prima. Perché ha la colpa di discutere sulla costruzione di un inceneritore o di silurare (prima) l’aggressore verbale nelle Pubbliche Amministrazioni. Altra dimostrazione del rapporto politica / ideale. Senza trascurare il cardine dell’interesse legittimo dei cittadini.

Man on the Moon è stato (e sarà) Paolo Borsellino. Tentava di arpionare una piovra ancora potente. Ancora provato da ciò che era successo ad un amico qualche mese prima, voleva andare avanti ugualmente. Ma tanto è rimasto in sospeso.

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2 commenti Aggiungi il tuo

  1. yak ha detto:

    e io non sono tra i men on the moon?

    1. leoman3000 ha detto:

      Chiunque può esserlo. Ci sarà sempre un motivo, no? 😀

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