Superman

SupermanOgni giorno, il più noto (e notato) dei politici italiani compare sempre nelle prime pagine dei quotidiani. Alla pari di un salvatore del mondo. Infatti, ha pubblicamente svelato la proprie doti segrete, come da copione per ogni fumetto arrivato all’ultimo capitolo della saga. È dato saperlo: non è un uccello (se lo fosse, non avrebbe problemi di erezione), né un aereo. Ma molto di più. Persino qualche supereroe, frutto dell’immaginazione di menti futuriste, “gli fa ridere”.

Come un novello Atlante, il Presidente del Consiglio prende sulla groppa la nazione, affrontando l’Unione Europea. Colpevole di aver chiesto perché fosse stato respinto un gommone di profughi già in balia delle onde. Pensare che, ispirata da questo capitolo dell’epica vicenda, una giovane mente italiana (meglio, padana) ha creato un piccolo videogioco. Il prodotto non è però piaciuto ai più: un altro genio incompreso, inizialmente valorizzato dai soli genitori.

Gli altri avvenimenti, come ovvio, non tardano a giungere. Il prode eroe della storia, dall’alto della sua posizione, vuole parlare con un soggetto pari al rango cui appartiene, non certo con miseri lacché o ambasciatori, facilmente fraintendibili o strumentalizzati, specie da una stampa che non apprezza le importanti imprese. Pena la messa in crisi del Consiglio dei 27 Stati. Una condizione imprescindibile, questa volta, espressa direttamente. Non attraverso legati, perché coerenza e presenza rendono la persona forte. Almeno in qualche occasione.

È fondamentale spiegare perché 75 persone di tutte le età, affamate e circondate dal nulla, vengano lasciate in pieno Mediterraneo a bruciare sotto il sole, in barba a tutti i trattati sui rifugiati, ai centri di accoglienza, alle richieste d’asilo e ai più elementari diritti umani. Verosimilmente, quella gente è proveniente da uno Stato africano, già nostra colonia, in preda all’anarchia e alle lotte armate da decenni. E che, dopo giorni e notti di naufragio e sofferenze, sicuramente non è pericolosa per l’incolumità o la sicurezza.

Un oppositore, poco dopo, apre alla dura reazione. Il tedesco Martin Schultz, visto bene nel ruolo di kapò ben 6 anni addietro, per motivi similari a quelli che hanno dato il via alla recente avventura, ha invitato il Presidente della Commissione, Barroso, a chiarirsi con il Capo del Governo. Il massimo esponente europeo non solo ha difeso i propri inviati, ma sembra essere rimasto perplesso su come non si possa capire «un’istituzione originale come la Commissione europea». Stesse perplessità sono state esposte dal commissario per l’economia Almunia, così intimorito dal nostro superuomo che, timidamente, chiede: «A quale presidente devo chiedere il permesso di parlare?».

Le eventuali discolpe, chiare e non intermediate, del Cavaliere – mai apposizione fu più adatta – si fanno ancora attendere. Può mai una persona di simile grado agire nel disinteresse popolare, se non addirittura contrariamente ad ogni regola fondamentale del vivere civile? La risposta, come sottolineato, deve ancora arrivare. Nelle vignette dell’Uomo Ragno si leggeva “da grandi poteri derivano grandi responsabilità”: bene, è il prezzo da pagare per essere uomini fuori dal comune.

Domanda: lo stesso Spiderman, Batman, Capitan America o persino Paperinik avrebbero mai lasciato alla deriva delle persone su un’imbarcazione di fortuna?

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