“Wake me up when September ends”

lightowersOtto anni fa. I telegiornali annunciavano il nome della nuova Miss Italia nelle edizioni pomeridiane. Quanti se ne ricordano il nome? Infatti, intorno alle 15, tutte le redazioni, volere o nolere, tornarono in onda.

Chi si dimentica, d’altro canto, il fumo nero che usciva dalla cima di una delle Torri Gemelle di New York? I simboli per antonomasia del mercato mondiale fumavano come una ciminiera di una fabbrica. Poco dopo, in mondovisione, toccò all’altro grattacielo subire la stessa sorte. La Terra, inevitabilmente, inorridì nel vedere quella palla di fuoco bucare il corpo dell’edificio. Nemmeno un’ora passò poi dal collasso del secondo palazzo colpito, che travolse con sé centinaia di vite, inondando di polveri le strade di Manhattan.

La gente era incollata alle televisioni, raccapricciata. I Paesi erano nel caos, tutti i traffici paralizzati. Poi crollò anche la prima Twin Tower, mentre si era saputo di altri due aerei dirottati: uno di essi si schiantò nel Pentagono, centro nevralgico della Difesa statunitense. L’altro in una radura in Pennsylvania. Pare che fosse diretto verso la Casa Bianca.

A distanza già di pochi giorni da quella immane tragedia, partirono le più disparate teorie del complotto sugli attentati. Probabili quanto assurde. Ma moltissimi furono gli interrogativi insoluti e le successive ipotesi. Diversi si domandarono se tutto fosse stato orchestrato dagli stessi USA come pretesto per lanciare un’offensiva contro alcuni “Stati-canaglia”, che preferivano proteggere i terroristi e sfruttare risorse naturali più utili ad una delle Potenze, piuttosto che un piano distruttivo di Al-Qaeda. A che pro? Wall Street, la borsa della Grande Mela, rimase chiusa per una settimana, prima di riaprire in calo. Però erano aumentati i valori delle materie prime, come il petrolio. E l’eventuale sacrificio di circa 3.000 persone era fondamentale per il riassetto dei listini, o per lanciare una guerra al terrorismo che, dopo otto anni, non sembra cessare?

Anche sul fumo uscito dal WTC sono stati avanzati degli studi particolari, accompagnati anche da vere e proprie psicosi (l’immagine del diavolo che si disegnava nelle nuvole nere, all’occasione accomunata a quella di Osama bin Laden). Stessa cosa per l’esperienza dei dirottatori, con poche ore di volo alle spalle, e la possibilità per loro di centrare gli obiettivi a quella velocità e a quell’altezza. Considerando anche che il Pentagono è posto in maniera “affossata”, rispetto all’ambiente circostante. Sono solo degli esempi, per il resto Youtube e Wikipedia costituiscono un buon archivio.

Attacco o congiura, permangono le conseguenze: migliaia di persone continuano a piangere i loro familiari morti sotto le macerie; altrettanti sono i ragazzi partiti alla volta dell’altro lato del globo per combattere talune tirannie e oligarchie (lecito domandarsi perché fosse meglio liberare l’Afghanistan dai Talebani – ai quali gli Stati Uniti avevano fornito gli armamenti in piena Guerra Fredda – e l’Iraq da Saddam Hussein e non far terminare le violenze in Birmania, Somalia o Sudan), rischiando ogni giorno la vita. Quella che perdono quotidianamente decine di civili. Per stanare gli aggressori, l’uso della forza sarebbe concesso.

La gente comune può solo aspettare, come si suol dire, alla finestra.

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2 Comments Add yours

  1. Micaela ha detto:

    Perchè?

    1. leoman3000 ha detto:

      “Perché” su cosa?

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