Principi di imparzialità

bilanciaChe Santoro non sia propriamente imparziale è una sensazione oggettiva. Perché si espone contro l’attuale maggioranza, perché nel 2004 fu eletto Eurodeputato nella lista “Uniti nell’Ulivo” pro Prodi (durante il periodo successivo al cosiddetto “Editto Bulgaro“) e perché, da diversi anni a questa parte, ha sempre causato malumori, sia per gli inviti nelle sue trasmissioni che per i temi trattati, soprattutto negli esponenti di centro-destra.

Giovedì, come da programma, ma dopo numerosi fragori (come una diatriba in conferenza stampa con il direttore di rete o rinnovi di contratto mancati), “AnnoZero” va in onda, seppur sotto una particolare lente di ingrandimento. Quali sono stati gli argomenti cardine della prima stagionale? Gli inviti alla “prudenza”, forse, sono caduti nel vuoto, quando in ballo sono entrati i vocaboli “libertà di stampa” (con tanto di interviste a esimi giornalisti e la presenza di politici di sinistra-centro-destra) e “escort” (termine, quest’ultimo, non riferito al modello della Ford). Sugli schermi dello studio, nel mentre, hanno fatto da contorno immagini del Capo del Governo. Frammenti trascinati da mesi, quindi, che risentono ancora della canicola estiva.

Quasi 6 milioni di televisori erano dirottati sul rotocalco di Santoro, compreso quello del Ministro dello sviluppo economico Claudio Scajola. L’edizione on-line del Corriere (riproduzione riservata) riporta alcuni frammenti delle dichiarazioni, abbastanza dure, rilasciate dal rappresentante del PdL: «è ora di finirla con l’ennesima puntata di una campagna mediatica basata sui pruriti, sulla spazzatura, sulla vergogna, sull’infamia, sulle porcherie. La televisione non può sostituire le aule dei tribunali, soprattutto quando la magistratura non ha rilevato alcun elemento per aprire inchieste sul presidente del Consiglio». Molti colleghi gli fanno eco.

Ora il Governo ha aperto un’istruttoria sulla puntata. Qualcuno, per questa presa di posizione da parte dell’Esecutivo, ha persino usato i termini “censura”, “eccesso di potere”, “intimidazione”. Tuttavia, non sembrerebbe esservi l’intenzione di chiudere “AnnoZero”. Però la minima sanzione nei confronti dei singoli o della Rai potrebbe scatenare (rectius: scatenerà) sicure polemiche. Allora una buona fetta di opinione pubblica (ripensando ai 6 milioni di teleschermi sintonizzati su RaiDue) potrebbe domandarsi se quella di Santoro & C. sia una propaganda basata su insulti e gossip spicciolo oppure sia un “contraltare” ad un’informazione più generalista ma incompleta. O ancora se un eventuale provvedimento sia indispensabile per ovviare a spiacevoli campagne d’odio (con tutte le conseguenze che potrebbero scaturire), ovvero un’azione maliziosa utile ad imbavagliare persone “scomode”. Dubbi, questi, ancora più motivati dalle ultime frasi leggibili sui giornali.

Al pari del giornalista campano, anche altri sono visibilmente e platealmente schierati. Dall’altro lato della barricata. Uno, ad esempio, dirige un telegiornale Mediaset (che rappresenta un servizio pubblico, per quanto la rete appartenga a privati). Nulla fa per nascondere la sua… Fede. Cinque anni fa venne condannato dall’Authority per non aver ottemperato allo status di par condicio. Da allora poco è cambiato, comunque.

Su rete pubblica nazionale, a prescindere da simpatie elettorali del conduttore, invece, venne firmato dal Presidente del Consiglio il “contratto con gli italiani” in diretta televisiva (e unilateralmente) in un famoso “salotto”. Probabilmente un peccato veniale, necessario maggiormente alla pubblicità: ma anche lì qualcuno poteva sollevare ipotesi di mancata neutralità, almeno nel frangente.

Il punto di equilibrio, volere o nolere, è impossibile da trovare.

Aggiornamento 1: Dopo essersi trovata a Milano nel bel mezzo di contrasti tra musulmani e manifestanti (contrari all’uso del burqa), l’ex onorevole Daniela Santanché se l’è cavata, a detta del referto medico, con “contusioni all’emitorace sinistro” (ma senza “segni contusivi”) guaribili in 20 giorni. In questi minuti è seduta su un divano di Canale 5.

Aggiornamento 2: Quella dell’altro giorno è un’opinione condivisa

Aggiornamento 3: .mau. fa notare che l’«opposizione che brucia in piazza le sagome dei nostri soldati, che inneggia a meno sei» (cit.) ha sempre votato a favore delle missioni in Afghanistan. Tant’è vero che il secondo Governo Prodi rischiò seriamente di cadere in anticipo

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