La Legge è uguale per tutti

ladyjusticeOra si. La Corte Costituzionale si è pronunciata: 9 Giudici su 15 hanno considerato incostituzionale il Lodo Alfano. Legge che, secondo la Consulta, violava gli artt. 3 (Principio di uguaglianza) e 138 (“rigidità”) della Costituzione (in attesa di maggiori dettagli) e che permetteva la sospensione dei processi penali per i Presidenti di Repubblica, Senato, Camera e Consiglio.

Se qualcuno casualmente accenna a sentenze politiche, congiure, complotti, schieramenti o garanzie mancanti da parte della Corte, oltre a pronunciare potenziali ingiurie (e, se considerate tali, penalmente perseguibili), dovrebbe dimostrare concretamente ciò che afferma. Viceversa si è davanti ad una difesa ad oltranza e poco originale, rivolta magari a qualche particolare soggetto, coinvolto anche in cause delicate e probabilmente già passate in giudicato (per altri). Insomma, le chiacchiere stanno a zero. Al di sotto di tale cifra vi sono incitamenti a fomentare le folle e dichiarazioni bellicose “con condizionale”. Dimostrazione della “profonda conoscenza” della Carta dei dichiaranti: l’Italia non ripudiava la guerra?

Anche il Ministro della Giustizia che ha promosso una Legge bocciata totalmente (quindi nemmeno rinviata per modifiche) ha peccato su una materia che doveva conoscere benissimo, pure a ragione del titolo di studio conseguito (inutile nascondersi dietro ad un dito). Così come il Presidente della Repubblica, che ha promulgato il progetto in prima istanza. Se dei “novellini” si sono resi conto di possibili antinomie, loro avevano le carte in regola per accorgersene molto prima. Potevano evitare di elaborare e/o controfirmare ‘sto Lodo (che lodo non è…). Non l’hanno fatto, dando così materiali e ore spese in lunghe discussioni (compresa quella della Corte Cost.).

Quindi, senza troppi vittimismi, meglio che i coinvolti in questa storia inizino a rispondere sulle proprie responsabilità. Professionali, legislative, morali, civili e – ovviamente, in determinati casi – penali. Telefonate in diretta televisiva, urla accompagnate da salivazione moltiplicata, presenze scomposte in trasmissioni TV, indici puntati contro capri espiatori vari ed eventuali sono immagini già viste, trite e ritrite, che non giustificano alcunché. E che, ormai, hanno stancato anche un italiano goloso di reality. Ora servono concretezza e risposte. Non accondiscendenze o compassioni, retoriche o lacrime rabbiose: queste appartengono ad un noioso déjà-vu.

Ancora più soporifere, persino quando paragonate ad un concilio di anziani magistrati che sfogliano commi e articoli, dottrine e giurisprudenze.

P.s. Frieda informa che Paul The Wine Guy (uno dei blog più influenti della rete, appena eletto “blog dell’anno“) chiude i battenti.

Comunicazione di servizio: ora è possibile “dare un gradimento” ai post. Come per i video su Youtube, in pratica.

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