Differenze impercettibili

frida_kahlo_le_due_fridaAltre polemiche devastano la Camera dei Deputati. O meglio, il solito Partito Democratico. Si, ordinaria amministrazione. Mentre i tre candidati leader riescono a confrontarsi in una TV nazionale con la mediazione de “Le Iene” e discutere pure su Tafazzi (chissà come mai), Lady GaGa e Playstation (con risultati comunque imbarazzanti), a Montecitorio l’onorevole abruzzese del PD (ma eletta in Puglia) Anna Paola Concia, lesbica dichiarata e già protagonista di una campagna contro le discriminazioni insieme al collega già dell’IdV Jean-Léonard Touadi, si è vista bocciare una sua mozione.

Era un messaggio principalmente etico quello lanciato dalla deputata di Avezzano, che aveva proposto inasprimenti di pena nei confronti di rei che avessero agito spinti contro qualcuno dall’odio sessuale (e che andavano a modificare l’art. 61 c.p.). Ogni disegno di legge deve passare su immaginari ponti, prima di poter divenire efficace. Uno di questi passaggi è la “pregiudiziale di costituzionalità”, in questo caso avanzata dall’UdC. Tempo fa, ad esempio, per il “rotto della cuffia”, il ddl sullo scudo fiscale passò le problematiche avanzate su eventuali antinomie con la Carta. L’esito è stato 285 a 222 (più 13 astenuti) per i favorevoli all’eccezione. Tutto da rifare.

La politica è un grande gioco. Alleanze e patti possono modificare esiti di votazioni o le tempistiche che portano alle nuove disposizioni. A quanto emerge dalle cronache, buona parte del Parlamento era a favore delle pene maggiorate nei confronti degli omofobi. Ma, per disaccordi “tra le parti”, il risultato finale è stato il respingimento. Chi sembrava invece convinta del contrario, tanto da votare a priori in opposizione ai suoi colleghi di lista, era una “attiva” esponente del Partito Democratico, tale Paola Binetti. Membro dell’Opus Dei, si è resa in passato protagonista di forti critiche sulle sue posizioni circa l’omosessualità. In una trasmissione su La7, nel 2007, quando sedeva tra le file della Margherita come senatrice, sostenne, forse dall’alto delle specializzazioni in neuropsichiatria e psicologia, che «l’omosessualità è una devianza della personalità». Parole che, magari, potevano suonare come un reato… Uno di molteplici episodi: spesso, infatti, si è opposta a tutto campo sui diritti dei gay.

La sua ultima azione è stata la goccia che, probabilmente, ha riempito il capiente vaso del PD. In particolare Soro e Franceschini hanno chiesto l’espulsione della “franca tiratrice” dalla fazione (solo ora i capi si sono resi conto di “talune” profonde divergenze di ideali?); nei suoi confronti ancora più arcigno è Marino. D’altro canto, sono apparsi maggiormente accomodanti l’ex ministro Fioroni e l’altro pretendente al segretariato, Bersani. Per questo, la Binetti, “teodem” della prima ora, voterà uno dei “figli” del PCI: «ha avuto una reazione più equilibrata».

Dopotutto, se qualcuno esprime la preferenza per simpatie, perché non ricambiare il buon samaritano della circostanza?

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