Pedinamenti

Per il PD la campagna elettorale per le primarie è nelle ultime fasi. A compiere il tour itinerante per riconfermare la carica di segretario in Puglia è, in particolar modo, Michele Emiliano. Come sostiene qualcuno ironicamente, nel tempo libero sarebbe Sindaco di Bari. Per la seconda volta in poco più di un mese ha toccato un comune della sua regione, stavolta in mattinata. Un’oretta per essere vicino alla gente. E per farsi logica pubblicità. Il magistrato in aspettativa non è passato inosservato già poco dopo esser sceso da una vecchia e ammaccata Mazda familiare, diversa rispetto al Suv illibato dell’Audi che lo ospitò a settembre. Molti non sapevano della notabile visita. Dalle automobili, per avere certezze, c’era chi faceva capolino dal finestrino, bloccando così la vettura e, di conseguenza, il traffico.

Ingurgitato un cappuccino, il candidato si è poi mosso con naturalezza lungo il corso, quasi incurante della coda di “accreditati” che lo seguiva. Erano in pochi a fermarlo. Forse per timidezza o per timore riverenziale. Ed era lui che, con totale noncuranza (o, per essere cattivi, paraculaggine pre-elettorale?), ha salutato i passanti che ne incrociavano il cammino. Qualche negoziante è rimasto sorpreso nel vedere sul ciglio della porta il politico. Ancora più stupite alcune massaie che, dopo averlo squadrato, rimanevano letteralmente a bocca aperta. Passata la momentanea defajance, qualcuna chiedeva a voce alta “Cosa ci fa qui il Sindaco di Bari?”, usando spesso il tipico dialetto, capace di accentuare gli attimi di imbarazzo e perplessità.

Giovedì, giorno di mercato. Nonostante il rischio pioggia, il piccolo corteo raggiungeva l’area dove si svolge solitamente la fiera settimanale. Una signora si lamentava che, stranamente, non riusciva a procedere speditamente tra le varie bancarelle. Solo dopo si sarà resa conto dell’ingombrante presenza. Altri, vedendo il celebre rappresentante della baresità in quel luogo, si sono defilati, lasciando spazio a commenti, talvolta insolenti, sparati a debita distanza (del tipo “se ci paghi ti votiamo”: peccato che la politica venga vista in modo così misero… – e a prescindere dal colore). Il calore del paese, a sprazzi, è stato però garantito dall’umiltà dei suoi cittadini. “Se l’avessi saputo prima, mi sarei acconciata i capelli” [nota: se trascritta in vernacolo, quest’ultima frase sarebbe illeggibile]. Dalla confusione fuoriusciva pure un candido: “Madò… che bestione!”. Un vecchietto, con un po’ di titubanza, si avvicinava per complimentarsi.

Non tutti erano a conoscenza delle primarie del Partito Democratico (mai dimenticare i guzzantiani “suord’, fess’ e calcio“). Riprendendo una domanda precedente, anche gli “ignavi” si chiedevano cosa ci facesse Emiliano in pieno centro di un ex comune della provincia di Bari, nel mezzo di una giornata lavorativa e, per di più, uggiosa. E, con l’aiuto di qualcuno più informato in tal senso (domanda diretta: “Che si vota?”), non hanno tardato nel tirare le somme (con le difficoltà del caso: qualcuno l’aveva scambiato per Raffaele Fitto – attuale Ministro ed ex Governatore della regione). Mentre il candidato veniva corteggiato dai vari venditori (uno particolarmente disperato per l’occasione persa), una giovane donna, magari anche madre, sibilava rabbiosamente tra i denti “Questo viene qui, ma mio marito non trova lavoro”. Tra tanti sorrisi, un dramma attuale.

La politica è nata anche per favorire il lavoro come base fondamentale dello Stato, ma non potrà mai essere un sindaco, assessore, deputato o senatore (men che meno presidenti di consiglio regionale o eurodeputati; mai sentito parlare di “clientelismi”, “raccomandazioni” o “privilegi”?) a poter “sistemare” chicchessia. Il vero politico ha, in una realtà più concretizzabile, l’obbligo di salvaguardare in primis l’interesse comune (diritto alla manodopera compreso). Dovrebbe essere anche motivato nel svolgere questa funzione: teoricamente immagina che le critiche sono sempre dietro le trincee, persino amiche (specie nell’ultimo periodo).

Fine della cronaca: Emiliano, lasciata la zona commerciale, rientrava nella macchina con l’abito sgualcito. Doveva rivestire, da lì a breve, la fascia tricolore.

Aggiornamento: Su Youtube è stato caricato il video della visita.

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