In discrezione

qq!Un autunno non è tale senza un reality in TV. Ieri sera ha preso il via la decima edizione del Grande Fratello. Con tutti gli sforzi possibili e immaginabili, anche per i non interessati sarà impossibile non leggere, nei vari siti internet (così come vedere pubblicato nei TG o sulle pagine dei giornali), almeno un link improntato questo programma. Sul “Corriere” on-line ne dedicano persino un riquadro, ora intitolato (ore 18:00) “Prime docce nella casa: la nuova maggiorata è Camila”. Perché non aggiungere un bel “e ‘sti cazzi”? A partire da oggi, ogni giorno, sulla dimora di Cinecittà, si apriranno centinaia di finestre. Bisogna farsene una ragione: ogni resistenza sarà vana. La legge di Guzzanti (soldi, figa e calcio) è ormai realtà consolidata.

Nei piccoli paesi della provincia, invece, i provini per altri reality-show (come l’Isola dei Famosi, nel quale prenderà probabilmente parte un ex sequestratore…) vanno avanti. La gente partecipa numerosa. Le persone in coda, come suggeriva CapaRezza, ambiscono soprattutto a divenire popolari come quei 16 (ne prenderanno parte 40…) tizi internati da ieri. Tra cui si annoverano un timorato di Dio, un gay represso (dalle esigenze di produzione?) e un convintissimo personal trainer. Ennesima raccolta di stereotipi estremizzati, su cui gravita un merchandising atto a persuadere spettatori troppo spesso ingenui. I quali, oltre ad assistere allo spettacolo nel prime-time, comprerebbero abbonamenti specifici per il digitale terrestre o addirittura riviste dedicate.

Dalle precedenti edizioni si evince che ad emergere davvero dal GF sono in pochi (Argentero, Taricone, la Daniele…). Forse perché, frequentemente, dialoghi culturali terminano con una sinfonia di rutti e scoregge. Tutto questo, evidentemente, alla gente piace. Altrimenti i format non sarebbero mai arrivati alla doppia cifra. Altra dimostrazione di questo comportamento è qualcosa che va al di là del tubo catodico. Tutte le vicende personali relative al Presidente del Consiglio nei mesi passati e quelle più attuali del Governatore della Regione Lazio (appena dimessosi), ad esempio, sono state seguite con passione (e qualche enigma di troppo) da mass-media e cittadini. Giustamente: la vita privata di un politico dovrebbe, a prescindere, essere emblema della rettitudine di una nazione. Tuttavia, l’attitudine a curiosare oltre il buco della serratura pure al di là del limite consentito è, comunque, parte della natura umana.

Così nel web compaiono filmati di cadute illustri. Oppure girano scene di una giovane conduttrice che viene soccorsa dopo aver subito un malore per strada. Nulla di così grave, per fortuna. Ma alla povera Blasi, che non prova solitamente imbarazzi con telecamere e telefonini, non devono essere piaciute le riprese con il cellulare, giunte poi inevitabilmente al pubblico. Ancora meno i commenti dei presenti su una sua possibile gravidanza. Un mix di cinismo, morbosità e cattivo gusto. Una confusione, nello specifico, poco ortodossa di pubblico e privato. Sarà stigmatizzabile andare a puttane, a maggior ragione se lo fa un rappresentante della cosa pubblica. Al contrario non lo è svenire in piazza. E meno male che la Signora Totti è stata aiutata!

Difficile da analizzare, ‘sto beato mondo dei VIP: mettersi in mostra porta diversi privilegi (quasi sempre…). Altrettanti sono i rischi. Declini rapidi compresi.

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2 commenti Aggiungi il tuo

  1. faberex ha detto:

    pane et circenses

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