MoTiVi spettacolari

dietrolequinteMTV nasceva il 1° agosto del 1981 negli USA. Con il tempo, avrebbe rivoluzionato il mondo della musica. Non è un caso che il primo videoclip messo in rotazione dalla rete musicale, la prima “dei giovani per i giovani”, fu Video killed the Radio stars dei Buggles. Profetico: in pochi anni l’impero della TV musicale si è diffuso in buona parte del mondo. Ai “corti” di cantanti e gruppi si sono affiancati trasmissioni rivolte ad un target adolescenziale, da giochi a premi a primordiali reality show, da rotocalchi a cartoni animati, con contenuti poco e spesso controversi.

Dopo 28 anni, MTV è ancora una potenza in campo musicale e non ha fermato la sua espansione. Basti pensare ai molteplici canali satellitari o del digitale terrestre. Anch’essa, a livello internazionale e non, è stata però poco immune a periodi di crisi. Partendo dalla situazione del Belpaese, Music TeleVision è attualmente controllata per il 51% dal gruppo Telecom Italia. Le trasmissioni in lingua italiana partirono nel 1997, ma già dopo pochi anni, se non vi fosse stata l’acquisizione della società che gestisce anche La7, con molta probabilità avrebbe chiuso i battenti. Adesso si sta verificando una nuova “maretta” interna all’azienda. Che, a dispetto delle iniziative popolari o rivolte agli universitari (come il disegno di legge “Tocca a Noi“), coinvolge i dipendenti. Non i VJ (molti, in 12 anni, diventati volti molto popolari) che, comunque, sembrano schierarsi con quel terzo di lavoratori delle quinte “tagliato” dall’emittente.

Ad ogni modo, the show must go on. La programmazione punta meno alla musica, privilegiando gossip, reality e vita vissuta di VIP in decadenza (Ozzy Osbourne e Hulk Hogan compresi). A clip più “storiche”, sui canali in chiaro, vengono privilegiate maggiormente le hit del momento, rivolte con ogni probabilità ad un pubblico di soli teenager. Sempre nello Stivale imperversano più canzoni di Marco Carta, Valerio Scanu e dARI, che si affiancano ai “soliti” Eros Ramazzotti, Negramaro o Laura Pausini. Per quanto riguarda gli artisti anglofoni, hanno la precedenza volti più emergenti come Lady GaGa o Katy Perry, cantanti preferite persino a Madonna o agli U2, annoverabili tra i pochi reduci degli anni ’80. È vero anche che spesso, ma in maniera meno evidente, passano Coldplay o Green Day, così come EminEm, Shakira o Beyoncé, commercialmente riuscitissimi a prescindere dalle presenze.

A Berlino, poche ore fa, sono stati consegnati gli MTV European Music Awards, contest dedicato al mercato europeo. Dei 12 premi principali (escludendo l’European Act), 8 sono andati a musicisti statunitensi (in Germania…). Beyoncé ne ha vinti tre, per il migliore video (Single Ladies, anche se v’è da chiedersi cosa ci sia di tanto eccezionale nel vedere tre gnocche saltellare a ritmo di musica, a parte il singolo piacere per la vista…), per la migliore canzone (Halo) e come miglior artista femminile (mentre Jay-Z, suo marito, ha raccolto la statuetta di miglior artista “urban”). I già citati U2 restano in auge grazie alle esibizioni live (proprio come quella di ieri alla Porta di Brandeburgo), ma il miglior gruppo è quello dei Tokio Hotel, che giocavano in casa. Bizzarra, questa vincita: come fa ad essere stata eletta tale una band che ha visto il suo ultimo album uscire un mesetto fa? Insomma, potrebbero dedursi un bel po’ di sproporzioni tra qualità/merchandising/vendite/meriti. Questi risultati sarebbero dovuti, in realtà, alle preferenze on-line e non ad una giuria un tantino più tecnica.

Idem per i migliori artisti italiani, giudicati i Lost dal “popolo del web”. Lanciati da MTV, “spinti” dal Total Request Live di MTV, portati in tour a Lisbona da MTV, esibitisi all’ultimo MTV Day, primi nelle classifiche dei luoghi toccati dal tour TRL, divenuti “apertura” dei concerti di Good Charlotte e Tokio Hotel, nonché autori di due album nell’arco di un anno e otto mesi (😄 e Sospeso; roba che nemmeno i Depeche Mode prima decade). Conosciuti bene dalle ragazzine, ma praticamente inascoltati nelle radio (contrariamente agli altri pretendenti, con tutte le riserve del caso: Tiziano Ferro, J-Ax, Zero Assoluto e Giusy Ferreri). Tirando le somme, i verdetti, per pura combinazione, hanno rispettato appieno il copione. Anzi, lo spartito.

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