Opinioni rispettabili

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SantanchéUn vecchio motto, attribuito ad Oscar Wilde, recita: “A volte è meglio tacere e sembrare stupidi che aprir bocca e togliere ogni dubbio”. A quanto pare, tale sensazione – poco positiva – sembra essere sorta in molti, specie dopo aver appreso di alcuni atteggiamenti provenienti da noti esponenti politici e non.

A “DomenicaCinque”, salotto ben in vista del pomeriggio della rete Mediaset, si dibatte sulla discussa sentenza della CEDU circa lo “status offensivo” dei crocifissi. Presenti, oltre a rappresentanti musulmani – favorevoli all’eventuale rimozione del simbolo cristiano -, anche Vittorio Sgarbi e l’ex onorevole Daniela Santanché. Dall’alto della sua opinione, molto determinata, la raffinata (salvo eccezioni) leader del neonato “Movimento per l’Italia” dirà: «Maometto era poligamo e pedofilo, perché aveva nove mogli e l’ultima di 9 anni». Queste parole escono da un personaggio non nuovo a simili atti (condivisibili, secondo qualcuno) nei confronti dell’Islam. Poco tempo fa si è trovata nel mezzo di una controversa situazione, ed è ancora incerto se ne sia uscita “vittima o carnefice”, tra presunti spintoni e tirate di veli. Fatto sta che se la cavò con contusioni, senza segni contusivi, e riposo forzato, speso anche su una poltrona in TV.

La Santanché, così agendo, ha garantito altri spunti polemici, pari a quelli lanciati dal Ministro della Difesa, Larussa, alla “Vita in Diretta”. Parole non certo piene di sentimentalismi. Sfortunatamente, così agendo, si rischia di formare uno scenario che vede divise dottrine religiose, in barba al vivere civile e alla laicità. E il Muro di Berlino, paragonato a tali scenografie, sarebbe un misero cumulo di pietre. Realisticamente, tornando al punto di partenza, le critiche di domenica giungono da una cattolica divorziata, che, per motivi poco noti, mantiene ancora il cognome del vecchio compagno, dal quale si separò nell’ormai lontano 1995.

Snowdog, invece, si è impegnato in una ricerca storica (anche perché, secondo la Santanché, «è la storia» a confermare la pedofilia del profeta). Emerge che, al pari di Maometto (considerando le differenti concezioni sull’età e sull’etica), nelle cattolicissime case reali europee si svolgevano matrimoni tra bambini e adulti (e il blogger non ha tirato in ballo nemmeno l’Inquisizione…). Tutto questo per un crocifisso. Chissà cosa starà pensando la signora finlandese-cittadina-italiana, non di culto islamico, che ha presentato il ricorso e si è intascata € 5.000,00 di risarcimento…

Altre convinte espressioni escono dalla bocca di Carlo Giovanardi, attualmente sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. Interrogato in radio sull’argomento “droga”, visto che è delegato alla lotta verso lo spaccio, uso e consumo di sostanze stupefacenti, il politico tira in ballo la cronaca più recente; quella riguardante Stefano Cucchi, il tossicodipendente morto in circostanze poco chiare. «Era in carcere perché era uno spacciatore abituale. Poveretto, è morto, e la verità verrà fuori, soprattutto perchè pesava 42 chili». Poi riprende, secondo il resoconto riportato sull’edizione on-line del “Corriere“: «La droga ha devastato la sua vita, era anoressico, tossicodipendente… E poi il fatto che in cinque giorni sia peggiorato… Certo, bisogna vedere come i medici l’hanno curato. Ma sono migliaia le persone che si riducono in situazioni drammatiche per la droga, diventano larve, diventano zombie: è la droga che li riduce così».

Il peso non giustifica le immagini dei lividi e delle abrasioni, distinguibili facilmente dalle cicatrici dell’autopsia. Fuori da ogni dubbio è la percezione che Cucchi fosse in una condizione (almeno fisica) non così naturale, pure come conseguenza dell’abuso di dette sostanze. Ma, per quanto qualsiasi effetto sia distruttivo per il corpo, difficilmente porterebbe a traumi così evidenti. Conseguentemente si evince che Giovanardi, nella sua descrizione, non sia andato oltre lo stato scheletrico dell ragazzo. L’opinione pubblica ha carpito evidentemente immagini diverse e, come se non fosse abbastanza, in queste ore è spuntato un super-testimone sui fatti relativi al mese scorso.

L’ultimissimo caso, infine, riguarda un altro sottosegretario, stavolta all’economia, nella persona di Nicola Cosentino. Indagato per concorso esterno in associazione camorristica, questi dovrebbe essere sottoposto a custodia cautelare. Ma sarà il Parlamento a dover approvare la richiesta del GIP napoletano, ai sensi dell’art. 68 comma 2 della Costituzione. Allo stato, buona parte del PdL ha espresso piena solidarietà al collega, papabile candidato alla Presidenza della Campania, in un crescendo di difese esterne alle aule forensi.

D’altronde, se anche direttori di telegiornali credono che “la politica sia sottomessa alla magistratura“, sarà difficile trovare opposizioni…

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Un commento Aggiungi il tuo

  1. leoman3000 ha detto:

    Alcune considerazioni a margine:

    1. Non è detto che il sottoscritto appartenga necessariamente alla moltitudine che crede nella stupidità (come illustrato nell’incipit del post) dei soggetti analizzati. Anzi, se questi ultimi sono “dove” sono è anche per merito delle loro competenze… Ma è anche vero che per strada, nei social network e pure su qualche giornale si è sentito e letto “di tutto e di più” sul loro tornaconto.

    2. Ora la famiglia di Cucchi interviene spesso. Non per colpevolizzare o moralizzare. Ma prima non poteva muoversi con le stesse celerità e perizia per “salvare” il parente, che viene ritratto – ad uso e consumo – come un individuo lasciato in balia di sé stesso?

    L.

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