Bella mostra

Si poteva parlare delle iniziative utili a far rinascere un paesino avvolto nelle campagne, si poteva parlare della nascente protesta degli agricoltori, si poteva parlare di quella già lanciata degli studenti, si poteva parlare dell’Influenza A/H1N1/Suina (o-come-cazzo-volete-chiamarla), si poteva parlare – quindi – di Topo Gigio e dello Zecchino d’Oro (pure il festival dei bambini ha i suoi problemi…), oppure si poteva parlare delle questioni relative alla maggioranza parlamentare. Invece no. Forse fra qualche giorno. Meglio mantenersi “leggeri” (lo fa Bruno Vespa discutendo sulle code dei cani; perché un blog non dovrebbe fare altrettanto?) e scrivere qualche riga a proposito di un link che compariva sull’edizione virtuale del “Corriere della Sera” di ieri.

Nel sito, elencata sotto colonna dedicata ai personaggi, appariva in foto tale Laura Scimone. Il titolista la paragona alla protagonista della famosa serie d’oltreoceano “Ugly Betty“. Sarebbe, secondo l’articolista, una superstar della rete. Ai più questo nome non dirà alcunché. Ma, dopotutto, una generazione che rimane spesso chiusa in casa davanti al monitor difficilmente avrà potuto ignorare indirizzi o mail di colleghi che mostrano una tipa ringraziare con enfasi e molto orgoglio Michael Jackson o esibirsi in piena disinvoltura davanti alla webcam, cantando (si fa per dire) “Per Elisa” o ballando (idem) “Poker Face“.

Anche i commentatori di Youtube, Facebook o MySpace non sono andati troppo per il sottile, non esitando ad apostrofare la ragazza con epiteti ed insulti davvero pesanti (e ingiustificabili: dal semplice “brutta” al più grave “lobotomizzata”). Di fatto è impossibile ignorarne i video, per l’enorme numero di segnalazioni giunte a centinaia di utenze. Infatti, mentre una buona fetta d’Italia si chiede se la siciliana dal spiccato accento e dai modi oggettivamente goffi, proverbialmente, “ci sia o ci faccia”, quest’ultima accumula (alla faccia di tanti che si fanno davvero l’altrettanto proverbiale “mazzo”) un’imprevista popolarità, riuscendo, seppur di riflesso, ad approdare in televisione. Quasi sicuramente, come tanti e tante prima di lei, costituirà l’ennesimo fenomeno (passeggero?) dovuto ad internet. Comunque, alla pari dei suoi predecessori, ha anche degli ammiratori, ironici come no.

E pensare che la fama (perché è inutile ribadire che la pubblicità, negativa o positiva che sia, serve sempre a farsi conoscere) che l’ha travolta scaturisce da riprese registrate con una telecamerina del valore di pochi Euro. Stupisce anche che genitori, amici o parenti non siano scesi direttamente o tempestivamente in campo: strano che non si siano mai resi conto dell’uso che la parente facesse dell’apparecchiatura, ovvero degli sberleffi che si beccava dai passanti, mentre, ad esempio, danzava soave sotto le note di Lady Gaga in un parco.

Ora resta da vedere se, al pari di altri oggetti di parodie internettiane, la Scimone riuscirà a mettere da parte il “tesoro” accumulato. Il ragazzo cicciottello che si agitava davanti al computer per “Dragostea Din Tei” è riuscito ad ottenere sponsor e usare la sua immagine per il merchandising. Stessa cosa per il ripetitivo cantante di “Chocolate rain“, che ha lucrato con facilità anche sulle suonerie per cellulari. I Weezer, nota band statunitense, hanno raccolto qualche tempo fa in una loro clip una buona parte di questi “memi“, contribuendo ulteriormente al successo (e all’economia) degli artefici.

Concludendo, si ritorna al punto di partenza. Chi è davvero il “fesso“, in questo frangente?

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