Controllo della stabilità

«Grazie anche alla sua gente, che so che la ama: e questo è dimostrato dai risultati delle elezioni che sono sotto gli occhi di tutti

La frase è riferita ad Aleksandr Lukashenko, Presidente della Bielorussia dal 1994. Di dottrina comunista, tanto da essere definito, senza troppi giri di parole, un dittatore, nell’ultima tornata elettorale del 2006 viene confermato con una percentuale bulgara (82,6%). Quella che una volta era chiamata Russia Bianca ha ricevuto la visita del Presidente del Consiglio italiano. Lo stesso che ha pronunciato le parole di cui sopra. Storia del 30 novembre 2009.

Il 17 gennaio 2005, l’allora Capo del Governo di casa nostra, invece, parlava così:

«Se la sinistra andasse al governo il risultato sarebbe miseria, terrore e morte, come accade in tutti i posti dove governa il comunismo.»

Questo avrebbe fatto presupporre che mai un rappresentante del Bel Paese potesse varcare un suolo governato da ovvi “distruttori”, magari “despoti”. Invece, ora, è stato confermato il contrario. Giù i tabù, giù i luoghi comuni. Imperativi: anticipare i tempi e il resto dell’Occidente. Per guardare in avanti.

Già, peccato che chi presiedeva l’esecutivo nel 2005 è il medesimo che elogia i portatori di “miseria, terrore e morte” in questi giorni. Solo i morti e gli stupidi non cambiano mai opinione. Aforisma di James Russel Lowell. Uno che diceva anche Comunismo è barbarie.

A questo punto, bisogna ricordare che l’espressione popolare, per quanto importante (anzi, fondamentale) per la sopravvivenza di una Nazione, non è elemento imprescindibile per governare tranquillamente. L’alta percentuale, in uno Stato realmente democratico, non è un’immunità. Qualcuno (e non un altro qualsiasi), in qualche modo, ha voluto ricordarlo per l’ennesima volta, in termini, stavolta, più alla portata del cittadino medio. “Tradito”, si fa per dire, da qualche microfono aperto. Comunque, perché mai quel “qualcuno” dovrebbe giustificarsi? E con chi? I problemi, qualora vi fossero, si risolvono audita altera parte: la monarchia assoluta è prerogativa del Vaticano, oggi.

Proprio la vicinanza allo Stato Pontificio ha garantito nel resto della Penisola la tradizione cattolica. Sulle nostre tavole i presepi sono già pronti; nelle nostre camere da letto (ma non solo), i crocifissi ci guardano. Allora perché non inserirne uno sul tassello bianco del Tricolore? Dato che gli svizzeri dicono “no” al minareto (sempre per la potenza della voce popolare), i confinanti possono parimenti rivendicare la morale religiosa, inserendo nel loro vessillo un simbolo analogo a quello presente nello stendardo elvetico (la cui croce greca che fa bella mostra in campo rosso discende dal Sacro Romano Impero Germanico).

La proposta (di per sé antinomica – tanto per cambiare – con l’art. 12 Cost.) è della Lega Nord. Si, quella che esalta usi e costumi delle terre padane. Che tante volte ha gridato Roma Ladrona (pur avendo quattro ministri, un vice, quattro sottosegretari, 26 senatori e 60 deputati nell’Urbe) e che ha dispensato riti celtici. E che ha persino una “sua” bandiera identificativa.

Più di un blogger ha presentato delle alternative. Perché, allora, non sostituire il verde sole delle Alpi con una brillante croce latina?

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One Comment Add yours

  1. Ted ha detto:

    I comunisti del vicino sono sempre meno rossi.

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