Palle clamorose


«Che palle! E sempre di quello si parla?» Il “quello” in questione altri non è che il Presidente del Consiglio italiano. Ma – è necessario ripeterlo fino allo sfinimento – è impossibile non occuparsi delle sue dichiarazioni, se le frasi che diffonde davanti ad una platea Europea sono concretamente obiettabili (per non dire altro). Forse per atteggiamenti plateali, come l’ultimo che si illustrerà in seguito, e su cui bisogna porre ancora una volta attenzione (perché sarebbe meglio perdere 5 minuti di tempo nel leggere quattro stronzate – a quanto pare, le parolacce attirano maggiormente gli spettatori; ma in effettivo non si tratta di stronzate – su questioni politiche e di interesse generale, piuttosto che farsi pippe mentali su argomenti di arguto interesse come la lunghezza della minigonna da indossare in serata), alcuni si ritrovano in piazza per protestare contro una ed una sola persona. Piccola. Tra i sei miliardi di abitanti del Pianeta.

Ebbene, il Nostro, oggi, era a Bonn davanti alla platea del congresso del PPE, gruppo che raccoglie le forze dell’area di centro-destra dell’UE. Doverosamente, ha dovuto parlare della situazione nel suo Paese. Con uno stile degno di un novello Abatantuono, che illustra “il Vangelo secondo Me” agli ultras durante una famosa scena di “Eccezziunale… veramente”, il Capo del Governo, valoroso nell’aver «una maggioranza coesa e forte», illustra sé stesso come «super», nonché dotato di “palle”, con la solita classe che lo contraddistingue. Su questo, ormai, non v’erano poi grossi dubbi. A meno che non si trattasse delle palle di Natale, visto che siamo in periodo. O, peggio, delle palle al piede stereotipo dei detenuti.

A tal proposito, nel mentre, la Camera dei Deputati ha negato, con voto segreto, l’autorizzazione a procedere per l’arresto a carico di Nicola Cosentino, sottosegretario all’Economia. Quest’ultimo fu accusato dalla Procura di Napoli di avere collusioni con la camorra (= mafia). La richiesta di custodia cautelare del Tribunale partenopeo, quindi, finisce nel nulla.

Con la logica del Primo Ministro, quell’idea probabilmente proviene da qualche giudice «che sta con la sinistra», la quale «cerca di avere ragione del centro-destra attraverso i processi». Ergo esisterebbe un partito dei giudici affiliato alla sinistra (più verosimilmente, esistono correnti all’interno della magistratura…), cavalcante un’onda inquisitoria “ad personam”, dato che, sempre seguendo il filo del suo discorso, «in Italia non c’è l’immunità parlamentare, in Italia i PM non dipendono dal Governo». Nonostante sia laureato in Giurisprudenza, il maggior rappresentante dell’Esecutivo dimentica che l’immunità parlamentare (di cui Cosentino può essere mero esempio) è garantita esplicitamente dall’art. 68 co. 2 e 3 della Costituzione. Non solo: è lapalissiano che ogni Pubblico Ministero sia indipendente da qualsiasi ruolo schierato, essendo un’altra fattispecie esclusiva del potere Giudiziario, esercitante in modo terzo e imparziale l’azione penale, ai sensi dell’art. 112 della Carta.

Guarda caso, la stessa che vorrebbe modificare, annunciandolo senza timori, né remore. Il tentativo venne fatto già nel 2006, ma finì con una secca vittoria per il mantenimento dei testi tuttora vigenti. Dopo tre anni, la volontà permane. In linea teorica, commettere un fatto diretto a mutare la Costituzione comporta una pena superiore ad anni 12 (283 c.p.). Anche la Consulta, nel mirino (andando per facili intuizioni) perché ha bocciato il “Lodo Alfano“, si sarebbe trasformata «in organo politico». Il Presidente della Repubblica, invece, sarebbe tale da quasi diciotto anni («abbiamo avuto purtroppo tre Presidenti della Repubblica consecutivi tutti di sinistra»). Sono parole di una gravità estrema, tra l’altro potenzialmente perseguibili (l’art. 290 del Codice Penale lo indicizza come vilipendio) e che, incredibilmente, sono frutto di una delle Alte Cariche dello Stato.

L’amenità maggiore (difficile trovare altre apposizioni, nel frangente), però, è sintetizzata nel periodo che segue: «La sovranità in Italia è passata dal Parlamento al partito dei giudici». Palle (per rimanere ancora in tema): ARTICOLO 1 Cost.: […] La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. Quindi la vera democrazia è solo rappresentata dai tre poteri fondamentali qui riassunti in un’unica sintassi, ma in effettivo è in mano ai cittadini. Molti di loro assimilano con ignavia qualsiasi discorso, senza approfondimento. Basta l’immagine curata e solare. Conseguentemente, ci si preoccupa di più per altre condanne, come quella di un popolare fotografo tacciato di estorsione.

Condannato a tre anni e otto mesi di carcere dai magistrati milanesi, il reo “si vergogna di essere italiano”. Non deve preoccuparsi: non è il solo…

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