“E questa è la novità”

È banale scrivere “un altro anno si è concluso (e un altro è iniziato)”. Come i precedenti, e come i futuri, incalcolabili sono gli avvenimenti che hanno segnato un 2009 più drammatico che felice. Quello in cui l’Italia si preoccupa per i disagi economici della sua compagnia di bandiera e, nel frattempo, piange Mino Reitano ed Eluana Englaro, quest’ultima simbolo, suo malgrado, di un dibattito etico-morale-religioso che, a distanza di mesi, riesce ancora a garantire argomenti.

Il G8 alle porte è un’occasione per risanare la concezione del Paese, soprattutto agli occhi degli stranieri (qualcuno pensa ad esibire persino i Bronzi di Riace…). Su tutti gli Stati Uniti, con il primo Presidente nero della storia, appena insediato. E che, con stupore – alla luce pure dell’impegno dell’Esercito a stelle e strisce in molti Paesi -, verrà insignito ad ottobre con il Nobel per la Pace. L’opinione pubblica, però, preferisce rimanere concentrata su eventi indispensabili, quali Grande Fratello o Festival di Sanremo, spendendo manciate di Euro per il televoto, quasi ignorando una crisi economica trascinata dal passato o la spirale di disoccupazione ad essa conseguente.

Volti vecchi e nuovi, come sempre, si alternano sugli schermi televisivi e nelle cronache. Il Bagaglino chiude, cambiano i direttori dei principali TG (Studio Aperto compreso) e Mario Chiesa (uno degli iniziatori di Tangentopoli, ma non sarà più una colpa…) viene nuovamente inquisito. Le elezioni amministrative sono alle porte, ma un nuovo triste evento scuote (in ogni senso) il Bel Paese. L’Abruzzo è lesionato dal sisma, si contano diverse centinaia di morti e inestimabili danni ad opere d’arte e non. Polemiche e discussioni permangono senza fine, e i ricordi del Belice, dell’Irpinia e dell’Umbria sono ancora recenti. The show must go on: nonostante Viareggio s’infuoca (e non per la stagione vacanziera), i Grandi della Terra si riuniscono a L’Aquila (ferita); d’altro canto il panorama politico italiano deve affrontare la tornata elettorale. Il centro-destra, nonostante vicissitudini, belle fig…liole e ragazze orbitanti attorno ai vertici (e seguenti gossip, patemi, divorzi, spaccature, critiche e ironie), riesce a sconfiggere una opposizione (ancora?) priva di un leader degno di questo nome. Assicurando protezione, restaurazione e crescita; promettendo di annullare crisi monetarie e sociali, nonché disastri e sciagure.

Come l’influenza aviaria. Risoltasi con il classico “molto fumo e niente arrosto”. Dopo tanto clamore, le vittime registrate sono state inferiori a quelle della patologia stagionale dell’inverno precedente. Ma la pandemia era iniziata già precedentemente all’estate. Nello stesso periodo, per salvaguardare la sicurezza e lottare per la privacy, volano querele e citazioni, coinvolgenti, in particolare, “taluni” organi di stampa (senza dimenticare “sostenitori di enciclopedie on-line”). In proposito, la creazione di un nuovo giornale, figlio dell’esperienza di Biagi e Montanelli (almeno, tanto spunta dall’idea degli editorialisti), sviluppa un nuovo ambito di dibattimento. Anche se, a settembre, gli interessi sportivi riportano a Campionato di calcio, all’insegna del fair-play e lotta al razzismo, e Formula 1 (perché non un GP a Roma?), alle prese con le nuove regole ed iscrizioni (ultima quella di Michael Schumacher – che doveva, teoricamente, già sostituire un Felipe Massa che ha rischiato la vita, colpito da una molla -), nonché ai problemi che gravano sui grandi capi del circus.

La Fiera del Levante, invece, è totalmente oscurata dalla morte, improvvisa, di Mike Bongiorno. Nel mondo, invece, si piange per Patrick Swayze, Farah Fawcett e Michael Jackson. Ma i funerali sono marginali per chi opera tra Governo e Parlamento (quello en passant definito “pletorico”). Si parla di scudo fiscale, Lodo Alfano (bocciato), “processi brevi”, disamine sull’immigrazione e sullo stalking. E, perché no, di proposte di modifica della Costituzione. Tutto ciò è sempre visto con diffidenza dall’italiano medio, che intende la politica (anche per mezzo di plastici, sic) come inerente alle frequentazioni ambigue di Governatori regionali. Ciò che avviene più concretamente nelle Pubbliche Amministrazioni, scandali della sanità inclusi, interessa a pochi. Chissà se vale lo stesso per le morti misteriose nelle carceri; tuttavia sicuro disgusto sorge nel sapere di maestre violente o attori in cerca di “carne” giovane.

E le sicurezze? Per quanto se ne dica, ve ne sono poche. Ad esempio, il Papa viene “placcato” durante la cerimonia natalizia, invece il premier italiano è colpito in faccia da un Duomo in miniatura. I “diversi” fuggono, i precari crescono. Gesù ci assista. Dall’alto del suo crocifisso, all’insegna dell’Amore. Buon anno.

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