Pace e tranquillità

È un sabato sera come tanti. In una non meglio precisata cittadina pugliese si vive la classica “movida”. Come ogni weekend che si rispetti. Dopo una settimana di lavoro, studio e scuola, è logico che adolescenti e ragazzi bevano qualcosa insieme ai loro coetanei o si trattengano un po’ di più a parlare, sfogando quelle piccole tensioni dei giorni precedenti. Non ci saranno ancora tasse da pagare, famiglie da gestire e figli da sfamare. Ma, in relazione all’età, ognuno ha una propria preoccupazione da smaltire o un cruccio da confidare.

Chi frequenta i locali del paese, generalmente, è gente “a posto”. Non si droga abitualmente, non fa gare con le macchine, insomma non ama provare nuove sensazioni. Al massimo si concede un cicchetto di rum o un pacchetto di sigarette (pur potendone fare a meno; ma vabbé, in compagnia “ci sta”). Si riunisce nel centro o in periferia, a seconda dei “prodotti” offerti dalle singole attività. La musica, dentro gli ambienti, non può mancare. A volte è abbastanza alta, ma non fastidiosa. Se poi vi è così tanta necessità di esternare i pareri o qualche pettegolezzo vario ed eventuale sui capelli di “quella tipa seduta al tavolo di fronte” assieme al braccio destro di una vita, c’è sempre il bagno una piazzetta antistante pronta ad accogliere ed ascoltare, con discrezione e senza ripercussioni, i segreti di centinaia di persone.

Nell’indistinguibile babele di parole volanti che si viene a creare, con l’onomatopeico “tunz tunz” ritmato a fare da ulteriore sottofondo, c’è chi ha da lamentarsi. Ovviamente, coloro che abitano in prossimità degli esercizi commerciali non possono perennemente gradire il ronzio notturno. A maggior ragione quando sanno che la domenica mattina dovranno alzarsi presto per dare un’occhiata all’appezzamento di terra che da 25 anni a questa parte coltivano a dieci chilometri dal centro abitato. E poi, loro hanno diritto a riposare. Alla pari di chi ha intenzione di divertirsi. Vero o no?

Nelle grandi realtà, o nei luoghi di villeggiatura, gli inquilini (residenti dunque in posti “movimentati”) hanno sviluppato un callo non indifferente nell’ammortizzare qualsivoglia fastidio di pari misura. Quelli di più piccoli territori, evidentemente meno abituati ai flussi turistici, un bel po’ meno. Qualcuno, quindi, pensa bene di risolvere tutto democraticamente. Dopotutto, anche l’articolo 1 della Costituzione può essere interpretato in maniera soggettiva. Alcuni condomini, domiciliati sopra uno di detti bar, pensano bene di inscenare una bella “giustizia fai da te”. Insulti agli avventori (“sfaticati delinquenti”), poi ai gestori, urlati e sbraitati a più non posso: la musica diviene sinfonia, in confronto. In lingua comprensibile a pochi (leggasi “dialetto”), tra gli sguardi atterriti e le bevande impugnate, le auto vengono considerate dai protestanti come facili prede di sfregi, alla pari di mobili e televisori presenti nel locale. S’incazzano perché devono addormentarsi. Peccato che i vestiti indossati da questi, anche abbastanza eleganti, facessero presupporre che fossero rientrati in casa non da troppo tempo.

Fortunatamente le minacce sono rimaste solo verbali, per quanto un poco rassicurante “te la facciamo pagare” spedito al proprietario abbia concluso la piéce (realisticamente più accostabile ad una sceneggiata napoletana, visti i toni della tenzone) degli infastiditi. Che strano: magari sono tra quelli che si rammaricano se i giovani non hanno punti di riferimento per le serate. Eppure è la mentalità stereotipata di una comunità in via di sviluppo, o quasi, che di frequente vorrebbe le proverbiali “botte piena e moglie ubriaca”. Plausibile che i paganti di sotto abbiano fatto baldoria. Però non giustifica le gestualità e le invettive lanciate dalla scalinata a qualunque cosa si muovesse.

A ciascuno il suo. Il diritto di “vivere” è sacrosanto. La civiltà, invece, deve tagliare altri traguardi.

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...