Lancio di ortaggi

Che Facebook fosse un fenomeno di massa lo si era già abbondantemente capito. Qualche blogger sosteneva che “i sani di mente” non lo frequentano nemmeno. La generazione dai 18 ai 30, generalmente, è di fatto quasi interamente preda del “nerding” spinto: ormai, più che il pomeriggio al bar, ci si “frequenta” sui cosiddetti social network. Prima Badoo, ancora prima gli instant messenger, agli albori le chat di mIRC. Queste ultime risalgono ai tempi in cui internet era per pochi eletti. Le reti wireless erano fantascienza e, per connettersi, bisognava staccare il telefono, con buona pace dei genitori, e attaccare alla presa tripolare il filo del modem: solitamente, un rumoroso 56k.

Nel 2010 i contatti con gli “amici” (o potenziali tali) sono diversi e più completi rispetto ai problemi esistenziali del tipo “come-mi-vesto-stasera”, sputtanati nelle chiacchierate virtuali in presenza di bot e voices. Tra condivisioni di link, gruppi che riuniscono categorie di pensiero e di opinione, piaceri approvati per una determinata canzone, vi è una possibilità prima preclusa: di conoscere il “mondo” in senso stretto (per quanto in barba alla tutela della privacy, ergo con il consenso di alcuni che premono casualmente “si” o “no” sulle impostazioni, le cui peculiarità vengono descritte in manuali decisamente troppo prolissi).

Venendo al dunque, ora si ha una maggiore probabilità di contattare persino politici, giornalisti, artisti e luminari, etc. (o loro addetti stampa); viceversa questi ultimi possono “scendere” verso il popolo ed ascoltare (rectius: leggere) le voci, le problematiche, le richieste della gente comune. Viene demolita una frontiera che sembrava invalicabile fino a pochi anni (mesi?) fa. È uno strumento da sfruttare a dovere, da conoscere a fondo e non demonizzare, con estrema superficialità e mancata conoscenza della materia, alla prima occasione “utile”. Di conseguenza, analizzando il più delicato tema politico, può divenire una prassi osservare un deputato, magari di uno dei maggiori partiti italiani, “circondato” da quesiti e proteste su mancati interventi in sede di votazione. Con relative risposte, chiare o no che siano (sempre migliore la prima ipotesi).

Non sarebbe fantastico assistere ad un dialogo continuo tra governati e governanti? In campagna elettorale, dal vivo, chi si appresta ad approdare ad un Palazzo si rapporta alle folle in modo caldo, comprensivo ed affabile. Non sempre rivestirà queste caratteristiche una volta insediatosi; sfortunatamente ci sono stati casi in cui, in virtù della posizione, qualche esponente si è “spinto un po’ “, nonostante i dubbi a lui rivolti venissero espressi in forma estremamente civile. Utopistico ipotizzare contestazioni sempre ordinate e non ingiuriose; anche questo è vero: tuttavia, scontri tra tifoserie, per la diversità etnica e per l’ideale politico (sic) sono all’ordine del giorno.

A proposito di dissensi, qualcuno ha avuto la sarcastica idea, proprio su Facebook, di confrontare il nostro Presidente del Consiglio con un… pomodoro! Il premier ha racimolato, nell’arco di un paio di anni sicuramente, circa 202.000 fans. L’ortaggio rosso (quindi “comunista“) ha raggiunto quota 235.000 utenti iscritti in una settimana. Sfida (tra pelati – perdonando la battuta scontata e inevitabile -) vinta dal secondo. Per la legge dei grandi numeri, c’è forse qualcosa che non va

Il Capo del Governo, dopotutto, può consolarsi: non è l’unica “vittima” di quest’ultima ironica moda. I Tokio Hotel (397.000 seguaci) devono vedersela, per esempio, con avversari del calibro di melanzane, zucchine e brezel.

Al di là dello scherzo, sono dati che dovrebbero far riflettere. Con una sana risata, ci si augura.

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2 Comments Add yours

  1. Feder ha detto:

    Bisogna effettivamente vedere se da noi le comunicazioni istituzionali possano trarre giovamento dal web 2.0, visto che fino a non molto tempo fa FB era visto come covo di pedofili (tra cui Billy Ballo e Maometto =P) pronti ad adescare minorenni ignari… A proposito di FB, ho notato che Wil di “Non leggere questo blog!”, che sicuramente conoscerai, ha avuto dei problemi proprio sui suoi lidi, infatti ha dovuto rifare l’account e la pagina dei fan, e ripete di avere problemi ad attivare il suo nuovo account personale… Mi preoccupa un po’ come segnale, spero non si arrivi a certi pericolosi estremi.

  2. leoman3000 ha detto:

    Mah, non saprei su Wil… Però, come è stato esemplificato in testo, qualche politico italiano ha cercato di ribadire concetti e sfruttare il web 2.0 a dovere. Qualcuno l’ha invece fatto solo in campagna elettorale. Ogni tanto bisognerebbe ricordare due parole alla classe dirigente, senza dover per forza riprendere la Costituzione: “interesse generale”.

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