Buone intenzioni

Proprio quando le attenzioni dell’Italia (blog compresi) sono verticalizzate sul Festival di Sanremo, ecco spuntare di nuovo il premier con qualche dichiarazione capace di suscitare opinioni. Che piaccia o no, si discute molto degli intrecci che legano illegalità e politica. Argomenti da prendere con le pinze, visto che molto spesso vengono confuse “indagini” con “condanne” e, soprattutto, sono tirati in ballo nomi altisonanti. La popolarità spinge alla critica, con tutte le conseguenze del caso. Essere tacciati di diffamazione, specie nei confronti di pezzi grossi, non è il massimo della vita.

Dopo l’amore esplicato nei confronti del gentil sesso (buona cosa quattro donne candidate come presidenti regionali), con qualche apprezzamento esagerato sulle extracomunitarie di nazionalità albanese, il Presidente del Consiglio si mostra preoccupato per l’aumento quasi indiscriminato della corruzione in Italia. Evidentemente un altro si va a sommare a “Mills” problemi. Lo scenario è dei più imbarazzanti, quindi è doveroso correre ai ripari, almeno “a parole”. Prima di tutto, è necessario proporre l’inasprimento delle pene.

Seconda mossa: sfatare l’incubo Tangentopoli. «Non esiste. Esistono singoli casi di singoli mascalzoni che mirano all’arricchimento personale, ma che non hanno niente a che fare con un sistema organizzato di finanziamento ai partiti». Tutti (meglio, i cittadini quantomeno onesti) sperano che, quelli descritti, siano solo casi isolati e che vengano ripuliti gli ambienti viziati, indipendentemente dal loro numero. Si parla di denaro che finisce nelle tasche di pochi, anteposto a sicurezze e salvaguardia di 55 milioni di persone. Tanto per esemplificare ciò che può verificarsi accettando mazzette, sarebbe più pericoloso permettere la costruzione di un palazzo di 10 piani su un terreno friabile che scaricare un mp3 da internet. Per debellare questo fenomeno, dovrebbe essere garantito ai magistrati dei pubblici ministeri e alla polizia giudiziaria un gran numero di strumenti utili alle indagini. Bene: e allora quale sarebbe la ratio, dottrinale e giurisprudenziale, per frenare «questo indecoroso spettacolo delle intercettazioni» (ipotesi appoggiata, senza obiezione alcuna, pure dal direttore del Tg1)?

Forse è stato frainteso. Infatti, il Capo del Governo, crucciato dal poter essere “fatto fuori anche fisicamente”, riprende: «Non credo ci siano dubbi sul fatto che chi sbaglia e commette dei reati non possa pretendere di restare in nessun movimento politico». Frase eticamente corretta. Da applausi. «Noi abbiamo deciso che le persone che sono sottoposte a indagini o processi in via di principio non debbano venire ricomprese nelle liste elettorali, ma anche che se ci sono dei dubbi sulla loro colpevolezza sarà l’Ufficio di presidenza a decidere caso per caso». Una svolta incredibile, stavolta da standing ovation. Mettere ai margini «1, 2, 3, 4 o 5 individui che possono essere dei birbantelli o dei birbanti [sic] che approfittano della loro posizione per interesse personale». Finalmente un’immagine “pulita” dell’Italia. Quella tanto ricercata.

Passano poche ore e una notizia piomba come un fulmine a ciel sereno. Nicola Cosentino, il sottosegretario all’Economia balzato alle cronache in quanto accusato di concorso esterno in associazione camorristica, si dimette dagli incarichi, rimanendo “semplice” onorevole (dunque immune alle misure cautelari). Logico pensare agli effetti delle parole del suo leader. Invece no. La decisione irrevocabile del politico campano è dovuta a discordanze su candidature ed alleanze. Tuttavia, poco dopo viene rigettata (senza esito) dal Presidente del PdL. Lo stesso che, pochi minuti prima, tendeva a voler rimuovere potenziali mele marce dal proprio schieramento. Pur di non offrire agli “avversari motivi per attaccare”.

Oltre a Cosentino, il Popolo delle Libertà dovrebbe analizzare – per iniziare – le posizioni di almeno 12 tra onorevoli e senatori. Tutti condannati, secondo le cronache e gli atti giudiziari, per svariati reati. Alcuni di loro proprio per corruzione e finanziamento illecito.

Dopotutto, quello che conta è il pensiero…

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...