…Già visto

Il tour del Presidente del Consiglio non si è concluso. Oggi passerà da Bari, ieri si è fermato a Torino. Dal palco piemontese sono partite alcune frasi che, ancora una volta, meritano un doveroso approfondimento. Si chiederà: perché i più non badano alle parole dei politici di sinistra, almeno in ossequio alla par condicio? Perché, in primo luogo, almeno nei confronti diretti del premier l’opposizione è inesistente o, in rari casi, non va oltre tre – quattro parole di greve risposta nei suoi riguardi. Nei fatti, tuttavia, non si rivolge ad una platea più ampia, che fra poche ore si recherà alle urne.

Dunque il Capo del Governo ha ragione, fondamentalmente, quando si autodichiara quale «collante della sinistra (centro-sinistra, n.d.r.)». La coalizione, nonostante l’avversario faccia praticamente di tutto per essere contestato, non va al di là di singole apposizioni estemporanee. Rimane coesa proprio per l’intenzione di voler andare contro corrente (leggasi “leader del PdL”), ma l’elettorato era e resta pessimista. Tanto da vedersi costretto a scendere in piazza direttamente (Popolo Viola docet), affidandosi sempre meno ai rappresentanti e agendo sempre più in prima linea. Il “collante”, comunque, quella qualifica l’ha esposta telefonicamente al Tg5 stamane, dopo essere intervenuto ieri nella trasmissione mattutina di RaiUno con le medesime modalità. Ma non vige, appunto, la “parità” tra gli schieramenti?

E giù con la solita tiritera, identica anche nell’arco di due giorni, sia essa da telefono o leggio di sorta: «Ho deciso di scendere in campo anche stavolta a fronte di una magistratura di sinistra che ha condizionato pesantemente la campagna elettorale riempiendo giornali e tv con le solite inchieste a orologeria», «Noi siamo ironici e autoironici, loro sempre incazzati», eccetera. Una citazione degna di nota, però, è questa: «la sovranità nei fatti appartiene non più al Parlamento ma ai giudici di sinistra». Pure le precedenti parole non sono inedite. Ancora una volta, ed è inquietante scriverlo, si possono aprire diversi interrogativi (volutamente di merito).

1) Il Presidente del Consiglio non conosce la Costituzione? Art. 1: “La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione“. Il paragone è eloquente: la sovranità non appartiene al Parlamento. Si spera che l’ipotesi della domanda non sia confermata, vista sia la laurea in Giurisprudenza che l’ormai quasi ventennale esperienza nella res publica.

2) Il Presidente del Consiglio, allora, è un sovversivo? No di certo: anzi, non fa altro che parlare di democrazia e libertà. Difatti, per combattere quella Giustizia “di sinistra” (ma che spedisce in carcere anche politici “di sinistra”), ha promesso di riformarla «anche senza il concorso dell’opposizione». Novello assioma che lega Governo-Popolo-Pluralismo? Si sarà sbagliato, viceversa si è verificata una lampante contraddizione a pochi secondi di distanza.

3) Il Presidente del Consiglio, così facendo, sta prendendo in giro gli italiani? Nemmeno. Lui comunica le sue impressioni agli italiani, la sua verità. Ha dimostrato, e tuttora dimostra, di essere un perfetto conduttore di un one-man-show, capace di dirigere spettacoli e renderli popolari, nel bene e nel male. Ottima oratoria, condita da battute, doppi sensi, canzoncine e frasi ad effetto composte da termini semplicissimi, alla portata di chiunque. Si avvale di ragazzi, ragazze, anche ballerine, orchestre e, all’occorrenza, persino comici. Tutti elementi che alleggeriscono l’atmosfera e rendono ben carismatico il divertente quadro. Agendo nell’ambito mediatico, comunque, Lui sa.

4) Il Presidente del Consiglio, quindi, non starà diventando vecchio o stanco per il suo ruolo (dimenticherebbe ciò che dice e ciò che fa, tanto da ripetere continuamente o smentire affermazioni e azioni)? Dopotutto ha 73 anni, questo è vero. Esteriormente si mantiene giovanile, agile, scattante, sorridente. Cura il proprio aspetto fisico, innegabilmente, molto bene (visti i suoi impegni, istituzionali e non, riesce nell’impresa in tempi da record). Le nuove tecnologie, inoltre, danno una mano nell’importante operazione di immagine.

Non bisogna dimenticare, però, che in passato c’è chi l’ha “aiutato […] come si farebbe con una persona che non sta bene. Ma è stato tutto inutile“.

Annunci

One Comment Add yours

  1. OBI-ONE ha detto:

    Caro Leoman, ho letto con un certo interesse il tuo post, e ho trovato piuttosto stimolanti le domande che Ti sei posto, anche se io, personalmente, giungo a conclusioni diverse dalle Tue. Le riporto brevemente.

    Il Presidente del Consiglio non conosce la Costituzione? Secondo me è un falso problema. Per Papi (consentimi di chiamarlo così sul Tuo blog) non ha molta importanza conoscerla. Di sicuro non la ama, tanto da averla definita, in passato, bolscevica (ovvero il peggiore aggettivo che lui potesse usare) e non mi pare che abbia cambiato idea in questi anni. Il suo vero problema è cambiarla, adattarla al suo “governo del fare”, ridurre le garanzie, annullarla per certi versi e modificarne profondamente l’impianto. Il fatto che sia sbagliato nel citare il primo articolo ed ha sostituito il termine popolo con Parlamento, è solo un lapsus frutto di una idiosincrasia: per lui il concetto di popolo non esiste, è stato superato abbondantemente da quello di pubblico spettatore delle sue performance.

    Il Presidente del Consiglio, allora, è un sovversivo? No, è semplicemente un eversivo. Tu come lo chiameresti un tale che passa buona parte delle ore che non dedica ai suoi personali trastulli, ad attaccare tutti gli organi di garanzia democratica (Magistratura in primis) e a tenere sotto il tacco perfino quelli più miti verso di lui come l’AGICOM? Chiamare un suo membro per far chiudere una trasmissione televisiva a lui non gradita, è di fatto un’azione eversiva dei principi costituzionali e democratici.

    Il Presidente del Consiglio, così facendo, sta prendendo in giro gli italiani? Anche questo è un falso problema. Diceva un celebratissimo presidente degli Stati Uniti: si può prendere in giro una persona per molto tempo, oppure molte persone per poco tempo, ma è impossibile prenderle in giro tutte e per così tanto tempo. Papi è riuscito a smentire perfino questo assioma, o meglio l’assioma è probabilmente ancora valido, ma ora siamo al di là del semplice quesito “ci sta prendendo in giro o no?” Lui ci ha incantati al punto da farci credere di far parte di quel mondo etereo con il quale quotidianamente ci ammansisce.

    All’ultima domanda preferisco non rispondere per ora. Ti farò sapere più in là.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...