Rette parallele

Un altro dramma familiare si va ad aggiungere agli innumerevoli già pubblicati sulle pagine (cartacee e non) del “Corriere”. Hanno inopinatamente confiscato la residenza ad un padre, una madre e un neonato. Con quale coraggio! Lasciati in mezzo ad una strada, hanno visto all’improvviso sequestrato il loro rifugio dalla Guardia di Finanza. Uno sfratto, come quelli che subiscono disoccupati in ritardo con gli affitti. Che spesso hanno moglie e figli e che, con molta fatica, riescono a risparmiare spiccioli utili per il fabbisogno.

In questo caso, la famiglia non è una qualsiasi, così come il “tetto domestico”. Trattasi, infatti, di uno yatch extralusso, sventolante bandiera delle Isole Cayman, comprensivo di qualsiasi confort immaginabile, acronimi griffati compresi. Coperto da chissà quale particolare contratto di locazione, leasing o comodato. In breve, una roba che non può permettersi certamente un precario. Eppure, sul molo di La Spezia è rimasto Flavio Briatore, assieme alla gentile signora (rispondente al nome di Elisabetta Gregoraci) e al bambino di due mesi registrato all’anagrafe, a causa dell’originalità tipica dei VIP, come Nathan Falco.

Uno yatch pieno di disoccupati, nevvero?

Briatore, effettivamente, ora è senza lavoro, dopo la radiazione (poi revocata) dal dorato mondo della Formula 1. Ma i quasi trentennali investimenti dell’ex manager, divisi tra discoteche e ultraselezionata vita mondana, gli hanno garantito un’acclarata rendita a vita. Nonostante la crisi economica, sarebbe quasi innaturale non vederlo sui periodici di gossip, che ne fanno un re indiscusso della cronaca rosa letta sotto gli ombrelloni. La Gregoraci, battendo la concorrenza di illustri precedenti in lista, come Naomi Campbell o Heidi Klum, aveva anche il bisogno di ripulire la sua immagine viziata dall’inchiesta passata all’opinione pubblica come “vallettopoli”. Il matrimonio con uno dei playboy più gettonati del jet-set, sicuramente, è stato utile in questo senso.

Sebbene in grande, i Briatore, stando alla testimonianza atterrita della stessa donna, hanno subito una vera e propria “cacciata” dal vistoso residence galleggiante. Non avrebbero avuto il tempo necessario per prelevare addirittura oggetti personali. Uno shock. Specie per la creatura, che, in quel trambusto, sicuramente avrà versato tante lacrime. Inconsolabili, perché la madre, sopraffatta dalla momentanea angoscia, non ha potuto nutrirlo con il suo latte. Niente battute, non è affatto una cosa carina.

Nonostante siano passati diversi giorni, la rabbia è ancora tanta. Merita di essere sfogata e, conseguentemente, raccolta. Lo fa, in particolare, l’edizione on-line del “Corriere”, che ribadisce parte di un memoriale rilasciato a “Diva e Donna” dalla ex showgirl. «Il nostro bambino è quello che ha risentito di più di questa situazione, di questo brusco cambiamento. Da quando siamo usciti dalla clinica di Nizza dove ho partorito, ha vissuto a bordo dello yacht: ora non è più tranquillo e sereno come prima, sente la mancanza della sua cameretta bianca, dei suoi spazi, che lo hanno protetto fin dai primi giorni».

È vero che persino il più piccolo degli organismi viventi riconosce un habitat, trovandosi a disagio in caso di cambiamenti repentini. Così come sono innegabili i sensi di protezione e agio vissuti nella bambagia così bene descritta dalla genitrice. Quest’ultima, parlando in nome e per conto di un figlio ancora inerme, per mezzo della stampa, riesce finalmente ad esternare le tensioni accumulate per la disavventura.

Eppure qualcuno pagherebbe per subire la sua stessa “tragedia”. Peccato, non può

Update: La Gregoraci ha poi smentito quanto riportato.

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