Menzogne!

Anche quando non c’è, si parla di lui. Forse sarebbe meglio scrivere “parla lui“. Si, perché, per l’ennesima volta, il premier, verso la chiusura della puntata di “Ballarò” in onda ieri sera su RaiTre, ha preferito chiamare in prima persona per definire alcuni punti essenziali discussi in trasmissione nell’arco di due ore. Evidentemente ha ritenuto il Ministro  dell’Economia Tremonti, presente in studio, meno capace di rispondere a determinati dati analizzati precedentemente. Dando così vita ad un nuovo monologo, unilaterale. Poco più di un minuto a ruota libera, con secca chiusura finale.

«Buonasera, chiedo scusa. Ma, francamente, certe cose non si riescono  a sopportare. Volevo dire che il giornalista di “Repubblica”, Giannini, ha mentito spudoratamente [risate del pubblico e un “da che pulpito” pronunciato dallo stesso vicedirettore del quotidiano fondato da Scalfari] […] circa l’evasione fiscale; sono il primo contribuente d’Italia, con il mio Governo gli introiti […] sono cresciuti e di molto […]. È menzogna assoluta proclamare, come è stato fatto, che io avrei in qualche modo giustificato e sostenuto l’evasione fiscale».

Il Capo del Governo, logicamente, non potrebbe mai giustificare l’evasione fiscale. Uno dei garanti dello Stato non dovrebbe farlo. L’edizione on-line del “Corriere della Sera” in primis ripesca però un video del 2004, anno in cui l’attuale Primo Ministro rivestiva il medesimo ruolo, nel quale, senza possibili fraintendimenti, dichiara di “sentirsi autorizzato ad evadere”. La testata non sarà comunque l’unica a pubblicare archivi di tal spessore. Alla luce di ciò, e per non violare troppo una privacy già abbondantemente stravolta negli ultimi 15 mesi, meglio non verificare le dichiarazioni dei redditi del “primo contribuente d’Italia”, costretto per deontologia a dare il buon esempio.

Tant’è vero che, in virtù dell’ottimismo da infondere (anche in piena quanto obiettiva incazzatura), afferma la crescita degli introiti. Nonostante questa statistica positiva, la Manovra appena varata serve a dare, semplicemente, «un altro colpo in avanti». Un cerchio che si chiude, dunque. Per mantenere alti i bilanci, per di più in periodo di crisi (cosa estremamente difficile), servono in particolar modo tasse e tagli. Quella frase rassicurante già precedentemente evidenziata e che suonava all’incirca «Non abbiamo messo le mani nelle tasche degli italiani» è stata travisata? Oppure è smentibile? O, secondo qualche malelingua, mai esistita?

Riprendendo la trascrizione della telefonata: «La seconda cosa è che i sondaggi apparsi sono fasulli. Ho in mano il sondaggio di Euromedia […]. Unico Presidente del Consiglio e Governo in Europa che ha vinto le elezioni del medio termine, Presidente del Consiglio rispettivamente al 62% di apprezzamento da parte degli italiani ed il Governo è vicino al 50%. Tanto vi dovevo perché non posso accettare che in una televisione di Stato si dicano queste menzogne! Buonasera e buona continuazione».

Cosa rende i sondaggi di Euromedia più attendibili di quelli della IPSOS di Pagnoncelli non è dato saperlo. È una visione totalmente soggettiva identificarli come tali. Ma sono gli esiti concreti a smontare completamente i numeri dati dal principale membro dell’Esecutivo e che, in maniera inequivocabile, favoriscono i contestati. Su larga scala (non tutte le regioni hanno votato), oltre un terzo dei cittadini non si è recato alle urne. Di quei restanti, un sommario 32% ha effettivamente preferito il PdL (o liste presidenziali affini) ad altri partiti. Inoltre, non è detto che quella massa apprezzi incondizionatamente il relativo leader, virtualmente presente senza inviti nella “TV di Stato”.

Qualcuno è rimasto sorpreso da una reazione poco immediata degli attaccati (conduttore compreso, che ha dovuto frenare poi pure le minacce di Tremonti di lasciare la diretta). Al contrario, inevitabilmente sarebbe scattata una caciara di certo poco utile per chiunque. D’altro canto, molti cuori saranno stati conquistati dal “messaggio di amore” (che vince sempre sull’odio – cit. -) di un Cavaliere “senza macchia e senza paura”, l’unico davvero capace di affrontare (e zittire?) una frangia di “comunisti”. Siamo alle solite: il disinteresse viene associato all’ignavia. La verità coincide con “quello che dice il tizio della televisione”. E i successivi luoghi comuni si sprecano.

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