L’ironia del destino

In una calda domenica di giugno, un ragazzo passeggia tranquillamente a bordo del suo scooter. Poco importa dove stia andando, cosa abbia intenzione di fare. Di sicuro, l’aria pomeridiana che accarezza la pelle è qualcosa di piacevole. Specie in periferia, quando la brezza quasi estiva è ancor più percepibile e l’ossigeno che giunge all’olfatto dà una sensazione di purezza. Lo smog è lasciato ai palazzi di una città asfissiata dal traffico incessante. Tra via Capruzzi e via Petroni, Bari è notoriamente invivibile alle cinque del pomeriggio.

Un bell’equilibrio raggiunto, quindi. Il giovane non può che essere felice, visto che la sua laurea in Giurisprudenza è ormai alle porte. È un volto noto, in Facoltà. Onnipresente in iniziative pratiche e politiche, vista la sua vicinanza agli ambienti della destra universitaria, si è distinto sempre per l’ironia plateale. Mostrata, senza troppi problemi, persino in presenza di totali estranei. Un esempio è quel fotomontaggio, piazzato nel bel mezzo del corridoio, che lo vede da anni – insieme a suoi colleghi – nei panni di un giocatore della nazionale. L’arte di prendere confidenza con una sola battuta, poi, ce l’ha innata. Sovente la sfodera nel commentare, in maniera leggera, l’esito funesto di un altrui esame.

Tutto sembra andare per il meglio. Laurea vicina, gente che si ricorda di lui… e la pace della strada deserta. Fino a quando una macchia, forse grigia, sembra venirgli contro. È un’auto. Non ha tempo per riflettere: lo colpisce. Lo scaraventa al suolo. Vigliaccamente, la vettura fugge dal luogo del delitto. Un’eclissi si impone prepotentemente sulla solarità dello studente. Sono attimi impossibili da raccontare. Per chi li vive probabilmente sono frenetici, in stato di falsa coscienza. Nel mentre, di sicuro la distesa nera dell’asfalto è sostituita dal rosso del sangue. Qualcuno, pochi attimi dopo, trova riverso in una pozza di diversi litri un corpo immobile, con un casco indossato ma senza la gamba sinistra, tranciata di netto all’altezza della coscia. Il resto dell’arto è precipitato nel canale che affianca la via. L’altro, invece, è fratturato. Poco più in là, quel che resta di una moto sventrata.

I soccorsi, chiamati da persone logicamente sotto shock, che mai avrebbero sognato nei peggiori incubi di poter vedere un simile raccapriccio con i propri occhi, sono rapidissimi. Così come la corsa verso il Policlinico. Una fortuna; non sempre si sopravvive a simili incidenti. Eventi, questi, che rimangono indelebili per molti. Per chi si è trovato, suo malgrado, al posto sbagliato nel momento sbagliato o, viceversa, al posto giusto al momento giusto; per amici cari o semplici conoscenti; per parenti lontani o stretti. Come un padre, chirurgo, che, tra una carezza e una telefonata a casa, ha avuto il tempo di assistere alla ricucitura di nervi, muscoli e pelle della gamba di suo figlio, salvata in tempo da necrosi e sporcizia. E che, dopo 10 interminabili ore, ha completato il suo dovere. Una coincidenza inimmaginabile, dolce e amara.

Ora resta l’angoscia dell’attesa. Del plasma che possa rimettere in sesto il fisico debilitato, dei risultati dell’operazione, di un nuovo intervento, dell’esito definitivo, del ricercato risveglio, della drammatica consapevolezza di quanto successo. Tanti non ce l’hanno fatta, è vero. Tanti altri si. Il pilota Alex Zanardi, quasi 9 anni fa, perse irrimediabilmente in una collisione la parte inferiore del corpo. Dato per spacciato, ora incredibilmente cammina e vince maratone. Per poco Valentino Rossi, il pluricampione di motociclismo, appena un giorno prima, non ha incrociato un simile destino. Eppure ha già parlato alla folla. L’essere atleti, forgiati per subire traumi, non conta. Può suonare scontato, banale, di circostanza: però indispensabile è credere nei propri mezzi, possedere la convinzione di superare le avversità, avere quell’ottimismo autentico che non appartiene a tutti.

Paolo, ce la farai.

Aggiornamenti (08/06): 1) L’arto pregiudicato è stato nuovamente amputato, stavolta in maniera definitiva. 2) Il profilo Facebook di Paolo, visibile fino al pomeriggio del 7, non è più totalmente accessibile per tutti gli utenti. Anche la foto è stata modificata. Qualcuno ha avuto freddezza di pensare a tali evenienze, evidentemente (si spera un familiare). 3) Dell’investitore ancora nessuna traccia. 4) Vari appelli sono stati lanciati per la raccolta di plasma: però stupisce come molti, che hanno discusso su vari siti internet, non conoscano la compatibilità dei gruppi sanguigni (nel caso concreto è A+; può ricevere da A e 0).

Aggiornamenti (09/06): 1) Le condizioni generali sono in miglioramento. 2) La gamba verrà tumulata nel cimitero di Montescaglioso. 3) Il padre di Paolo ha rilasciato una toccante intervista alle reti Mediaset. “Studio Aperto” l’ha usata come servizio di apertura del Tg.

Aggiornamenti (12/06): 1) Paolo è uscito dal coma indotto; le sue condizioni sono in netto miglioramento. 2) Domenica è previsto un corteo dal luogo dell’incidente al Policlinico barese, per festeggiare il suo 25° compleanno.

Aggiornamento (14/06): Al corteo hanno preso parte circa 500 persone.

Aggiornamento (22/06): Paolo c’è, lotta e vince. Bentornato.

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