Per sempre lui

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[per Diritto di Critica]

Il prossimo 25 marzo uscirà nei cinema “Silvio Forever”, un documentario firmato da Gian Antonio StellaSergio Rizzo, per la regia di Filippo Macelloni e Roberto Faenza. Come risulta facilmente comprensibile dal titolo, che pare voler scimmiottare un sequel delle serie su Batman o Superman, sarà l’ennesima “fenomenologia” dedicata all’attuale Presidente del Consiglio. Oltre a libri e saggi vari, il premier in carica ha ispirato più volte la sceneggiatura di diversi prodotti cinematografici. Citandone alcuni, si va da “Il Caimano” di Nanni Moretti al più economico “Shooting Silvio”, senza dimenticare il recente “Videocracy” di Erik Gandini.

Silvio Forever“, alla pari di “Videocracy“, si baserà maggiormente sull’archivistica: un’opera di ricerca avanzata su interviste e registrazioni, immagini di repertorio e dichiarazioni. Viene infatti annunciata come un’ “autobiografia non autorizzata”, cosa che già di per sé evince l’attendibilità dei contenuti, comunque rimontati. Cosa potrebbe distinguere, quindi, quest’ultima produzione da altre precedenti? In effetti, per quanto il trailer possa sembrare decisamente significativo, è impossibile poter criticare un’intera pellicola senza prima averla vista. D’altro canto, una maggiore garanzia in tal senso proviene proprio dagli autori del film.

Roberto Faenza non è certamente uno degli “ultimi arrivati”: è stato regista di film di livello internazionale, come “Giona che visse nella balena” o “Sostiene Pereira”. Insomma, una persona che ha dato lustro all’Italia, anche alla luce dei molteplici David di Donatello vinti. Già nel 1978 realizzò il documentario “Forza Italia!”, dove si occupò, in squadra con Antonio Padellaro (fondatore de “Il Fatto Quotidiano”), Carlo Rossella (attuale presidente di Medusa Film, gruppo Mediaset) e Marco Tullio Giordana (altro apprezzato regista de “I cento passi” e “La meglio gioventù”) di ciò che avvenne nello Stivale dal dopoguerra in poi. Ironicamente, sedici anni più tardi, un imprenditore che proprio nel ’78 muoveva i suoi primi passi avrebbe fondato un partito con il medesimo nome.

Stella & Rizzo sono invece firme del “Corriere della Sera”. Hanno scritto a quattro mani discussi best sellers, come “La Casta” o “La Deriva”, nei quali attaccano deliberatamente i vizi e gli sprechi del mondo politico nostrano, spesso allegando documenti e precisi riferimenti. Questa volta hanno cambiato campo, lasciando le tipografie e spostandosi in cabina di regia. Da novelli Michael Moore, partecipano così alla costruzione di un enorme e specifico “blob” incentrato su uno dei personaggi (nel bene e nel male) più controversi che ha segnato la storia della Repubblica.

Nella sinossi, riportata sul sito ufficiale del film distribuito dalla “Lucky Red”, non a caso il Capo del Governo viene ritratto come “uno strepitoso personaggio della commedia dell’arte, capace di offrire una miriade di spunti per un’avventura cinematograficamente immaginabile”. A meno di un mese dall’uscita, “Silvio Forever” non ha ancora ricevuto una grande pubblicità da parte degli addetti ai lavori, nonostante la fama di regista e sceneggiatori e l’importante casa di produzione alle spalle.

Viste però le premesse, per la polemica sarà solo questione di tempo.

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