Domanda trabocchetto

Storia di vita vissuta.

Oggi Antonio Di Pietro (uno che non ha bisogno di troppe presentazioni) era all’Università di Bari. Dopo il dibattito su valori, giustizia e legalità (cosa, quest’ultima, che merita un capitolo a parte) è giunto il classico momento delle “domande” dalla platea. Tra richieste di pareri su fonti di energie rinnovabili, processi lumaca, stato dell’informazione, scelte politiche e personali e quant’altro possa essere logico domandare all’ex Ministro, dalla folla in piedi si fa avanti sfrontatamente un tizio sulla quarantina.

È vero che le mode cambiano da un giorno all’altro, ma l’abbigliamento del tipo colpiva senz’altro: da sopra indossava una giacca elegante di velluto nero, abbottonata, con camicia rigorosamente bianca. Un dandy, se non fosse stato per i jeans infilati in un paio di stivali beige, che comunque male si abbinavano al resto. La spavalderia immediata si trasforma in timore reverenziale quando l’astante si rivolge direttamente a Di Pietro, né riesce a raggiungere il leggio dal quale venivano poste dai successivi le domande di rito.

Con uno spiccato accento barese, il signore pone in essere, sommariamente, questo intervento:

A parte che io sono un Suo grande fan, e al Suo cospetto mi intimidisco… cioè, è un onore essere in Sua presenza… volevo chiederLe: com’è che quando chiamo i carabinieri per fare una denuncia con l’anonimo, facendo #31#, questi mi rifiutano la chiamata, mentre se chiamo la polizia mi rispondono?

Il conseguente (quanto ovvio) stupore generale viene rapidamente sostituito da diaboliche risatine dei tanti presenti, professore moderatore compreso. Lo stesso che poco prima goliardicamente incitava colui afflitto dal dubbio. Nel frangente, il più serio rimane proprio “Tonino”, l’interpellato. Dopo aver ricevuto altri quesiti, pazientemente il fu P.M. di Mani Pulite si riallaccia all’interrogativo posto dallo spettatore e, pressappoco, senza sbagliare alcun congiuntivo, gli spiega:

È un bene che le persone debbano sapere questo genere di cose. Si possono denunciare “ignoti”, ma non si può fare una denuncia anonima “con il cancelletto” [sic; sarebbe il prefisso “#31#” di cui sopra]. Mica si può prendere come attendibile una fonte sconosciuta…

A tal delucidazione, la controrisposta del richiedente non tarda ad arrivare:

Eh, infatti! Ma io poi ho dato il mio nome e cognome…

Non fa una grinza. Incompreso, però: stavolta l’ilarità del pubblico in sala, ospite d’onore incluso, non si ferma più.

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