L’isola del famoso

Il Presidente del Consiglio italiano ieri era a Lampedusa per l’emergenza profughi. E da lì, su per giù, ha annunciato tronfio, alle 2 di un assolato pomeriggio: “In 48-60 ore l’isola sarà libera”. Giusto in tempo per il pesce d’aprile*.

Già che c’era, dopo aver discorso su campi da golf e casinò (o intendeva dire “casino“? Boh, frainteso di nuovo?), creando in un ambiente disagiato un’atmosfera da animazione estiva (per la serie “ottimismo”), ha acquistato a tempo di record una villa sull’isola. Viaggio d’affari? Di piacere personale? Ma non c’erano barconi in arrivo da controllare? Non c’era gente da rassicurare? E, con tanti soldi a disposizione, un atto eclatante di solidarietà per quei “quattro straccioni sfigati” che attraversano il Mediterraneo no, eh? No, decisamente: forse in questi casi è meglio non criticare troppo. Sai mai, qualche testa calda dalle parole potrebbe passare ai fatti. Senza amore, ovviamente.

Comunque, mentre il Capo del Governo preferiva gigioneggiare** nei luoghi critici, in Parlamento rispuntava improvvisamente la discussione sulla “prescrizione breve”: evitando troppi tecnicismi, una “””cosa“”” che agevolerebbe molti attuali imputati. Premier compreso. Logicamente si torna al punto di partenza: in piena catastrofe umanitaria, qualcuno preferisce anteporre la riscrittura di un paio di commi del codice penale. Putiferio. Ieri, alla Camera, la giornata di lavori è finita così: un Ministro (curiosamente quello della Difesa) ha mandato a fanculo (senza mezzi termini) il Presidente della stessa. Una volta erano coesi e leali compagni di partito.

Fuori da Montecitorio, invece, sempre il suddetto Ministro ha poi incontrato un'”allegra” folla di oppositori pronta a dargli senza remore del “mafioso”, “fascista”, “venduto”, “stronzo” e soprattutto “buffone”***. La Russa è gettonatissimo dai contestatori, in senso concreto: per le celebrazioni del centocinquantenario dell’Unità d’Italia fu accolto da una pioggia di fischi all’Altare della Patria, ora anche da una – più dolorosa – di monete. Diciassette anni e undici mesi fa ebbe identica accoglienza un altro ben noto ex Primo Ministro****. Robetta da niente, stavolta: ressa di pochi facinorosi, nulla che possa far pensare di lasciare il Paese come latitanti per recarsi a casa di Ben Alì vari*****. O, più semplicemente, di dimettersi dal dicastero.

Notizie di stamattina, di nuovo in prossimità dei Colli romani: gli onorevoli (ancora alle prese con la materia penale) hanno pure voglia di fare attività fisica e improvvisano una sorta di partita di football americano, senza caschi né copri-spalle, all’interno dell’Aula. Il Ministro della Giustizia Alfano, in un impeto di agonismo, scaglia la tessera personale contro gli scranni dove siedono i deputati dell’Italia dei Valori, Scilipoti viene colto dai flash mentre corre goffamente per votare in tempo utile, Fini non blocca il lancio di un giornale partito dalla sua destra, beccandoselo addosso, e la deputata Argentin del PD, portatrice di handicap, si lamenta di essere stata insultata sul suo status da due colleghi della maggioranza quando era ferma a bordocampo.

Mentre le forze dell’ordine devono sedare accenni di rivolta dei clandestini a 700 km in linea d’aria dalla Capitale, i cittadini italiani continuano ad essere degnamente rappresentati dai loro delegati.

*Questa frase, in forma più ridotta, è stata apprezzata sul profilo Facebook di “Viva la Satira“. Intanto, il conto alla rovescia è in corso.

**Beh, verbo molto affine quando si accenna alla compravendita di case e alla costruzione di campi da golf o casinò negli stessi istanti in cui escrementi e rifiuti di vario genere fanno capolino lungo le rive…

***Oggi anche “cocainomane“.

****La Russa non era quello che mostrava magliette con su scritto “Forza Di Pietro“? Ma guarda un po’ com’è ironico il destino.

*****Il destino è davvero ironico: anche Ben Alì è scappato via dalla Tunisia in esilio.

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