Cerco casa disperatamente

Testimonianze, foto, articoli e video sono prove inconfutabili che mostrano il Presidente del Consiglio giungere a Lampedusa, e poi andar via, a bordo di un aereo di Stato. Fin qui nulla di male: dopotutto aveva annunciato che, da buon delegato del Governo, avrebbe visitato i luoghi dell’emergenza umanitaria.

Ma, tra passaggi e conferenze stampa, il premier ad un certo punto afferma testualmente«[…] Devo diventare lampedusano anch’io: mi sono attaccato ad internet*, ho scovato una casa bellissima di fronte alla Costa Francese… Cala Francese… si chiama “Due palme” e l’ho comperata!».

Il suo essere imprenditore – come ha lui stesso sottolineato – glielo permette. Tuttavia un simile annuncio, inequivocabilmente, dimostra che, tra gli impegni istituzionali, il Capo del Governo ha avuto tempo e modo di concludere un affare privato, dunque non nelle forme della persona giuridica che rivestiva in quei frangenti. Difficilmente un “impresario diligente”, per postulato, acquista un bene “a scatola chiusa”, fidandosi di dati presentati nel web o concessi via mail. In concreto, una persona fisica non deve far uso di mezzi statali (in questo caso “forza aerea”) per una questione che riguarda il suo esclusivo patrimonio. Viceversa vi sarebbe un eloquente abuso.

Il Primo Ministro non è affatto nuovo a questo genere di cronache, essendo stato già indagato per un simile reato. Avendo soldi per acquistare una casa, avrebbe potuto compiere un altro viaggio aereo, in un secondo momento, o incaricare appositi intermediari per concludere l’affare. La circostanza, infine, è stata poi confermata in un intervista al “Corriere” anche dal Governatore Siciliano, Lombardo: «Ho la sensazione che Berlusconi la casa a Lampedusa non l’abbia comprata veramente […] quando siamo tornati a Roma in aereo e siamo passati sopra l’ormai famosa villa “Due palme”, il premier si è meravigliato che fosse a 50 metri dall’aeroporto esclamando “mah, non lo so”. Potrebbe essere che, temendo di sentire il rumore dei velivoli, abbia cambiato idea».

Insomma, nell’ipotesi in cui il contratto sia stato realmente stipulato in loco, i malpensanti potrebbero accusare il Cavaliere di aver compiuto un potenziale abuso d’ufficioex art. 323 co. 1 c.p.:

“Salvo che il fatto non costituisca un più grave reato, il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio che, nello svolgimento delle funzioni o del servizio, in violazione di norme di legge o di regolamento, ovvero omettendo di astenersi in presenza di un interesse proprio o di un prossimo congiunto o negli altri casi prescritti, intenzionalmente procura a sé o ad altri un ingiusto vantaggio patrimoniale ovvero arreca ad altri un danno ingiusto è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni”.

Al contrario, nel caso in cui la compravendita non sia andata a buon fine, il massimo esponente del Governo avrebbe quantomeno mentito agli isolani e ai giornalisti presenti***.

Intanto, le “60 ore” sono abbondantemente passate.

*Da una memorabile conferenza sono passati tre anni in cui confessava di non saper navigare, molti meno dal “Gogol bordello“** con la Mubarak’s family.

**Gogol Bordello è anche il nome di un noto complesso gypsy.

***Escludendo la beffa per chi sbarca lungo le coste senza un soldo in tasca.

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