L’emozione non ha voce

[per Diritto di Critica]

Molto si è detto fino ad ora sulla morte di Vittorio Arrigoni. Diverse testate, logicamente, si sono ben occupate del caso nei giorni scorsi. È giusto, sia a livello di morale che di cronaca, menzionare le vicissitudini relative ad un italiano deceduto in circostanze ancora poco chiare a migliaia di chilometri di distanza dalla terra d’origine. I pareri popolari sulla figura di “Vik” (il suo nickname) sono stati però contrastanti. C’è chi immediatamente lo ha decantato come “martire” o “eroe”, sacrificatosi “per la pace”, e chi lo ha definito, senza mezzi termini, un“rompiscatole” o “anti-israeliano“. Qualcun altro l’ha considerato un “inutile idiotastrapagato e comunista” (sic). Ironico, per una persona che da viva usava come leit motiv le parole “restiamo umani”. Un umano è un umano: senza apposizione alcuna.

Come per ogni fattispecie degna di grande attenzione, i più hanno sentito il diritto-dovere di dire “la propria” su questo dramma. L’onda dell’emotività è stata tangibile, cosa che spesso accade in simili circostanze (la storia ne è piena: da Ilaria Alpi ai bambini di San Giuliano di Puglia; da Carlo Giuliani a Gabriele Sandri). Gli attestati di lutto e solidarietà non sono mancati, soprattutto sul “vero” territorio dove operava Arrigoni: il web. La rilevanza dell’avvenimento, tra le tante manifestazioni di tal guisa, ha persino portato alla scrittura di una voce ad hoc su Wikipedia, l’ormai nota enciclopedia on-line.

Proprio in quella sede è sorta una discussione sull’opportunità o meno di tenere vivo il lemma dedicato all’attivista. Almeno una novantina di utenti, registrati e non al sito, si sono subito confrontati sulla questione: il timore di recentismi, di enfasi e di entusiasmi è un qualcosa da evitare per un progetto che ha la neutralità come punto cardine. D’altro canto, le ragioni di chi riteneva “enciclopedico” il volontario, anche precedentemente alla sua dipartita, erano altrettanto solide ed in netta maggioranza. Le informazioni su Arrigoni, già presenti e più volte elaborate nel corso delle ore sulla versione italiana di Wikipedia, sarebbero quindi state definitivamente legittimate allo scadere della rituale settimana della cosiddetta “procedura di cancellazione“.

Una problematica, facente parte di una prassi consolidata, risolvibile in pochi giorni e senza troppe polemiche. Tuttavia, uno dei blog italiani maggiormente visitati, quello ufficiale de “Il popolo viola“, evidenziava sabato scorso questa “stranezza” tramite un post. La medesima stoccata (“Perché stanno cancellando Vittorio Arrigoni da Wikipedia? – Su Wikipedia sta accadendo una cosa strana. C’è qualcuno che vuol cancellare Vittorio Arrigoni anche da Wikipedia“) è rimbalzata

subito sulla relativa pagina ufficiale di Facebook, che conta oltre 380mila fans, facendo scattare attenzioni nei confronti del sito (di cui qualcuna di dubbia utilità “sbarcata” pure sulle pagine comunitarie) e sconvolgendo di fatto il regolare svolgimento del dibattito.

Alcuni utenti abituali di Wikipedia hanno cercato di spiegare agli intervenuti il “funzionamento” delle pratiche, sia sul social network che su “Il post viola”. Ci sono state persone che hanno accolto le precisazioni, ringraziando (responsabili de “Il popolo viola” compresi, inizialmente confusi sul “know how” dell’enciclopedia) o rimanendo ugualmente perplesse. Altre, viceversa, hanno “tirato le orecchie” al blog del Movimento. A queste, inoltre, si aggiungano le tante che hanno bellamente ignorato i vari commenti, gli appelli e le seguenti rettifiche.

Senza porre nemmeno un quesito, senza basi a far da supporto, sono poi apparse teorie tendenti al complotto (“[Arrigoni era] probabilmente scomodo a qualcuno, si è visto anche in italia prendere posizioni opposte anche quando uno ci rimette la propria vita“; “perchè non proviamo a portare all’attenzione dei media questa “stranezza”?”) ed eloquenti insulti generalizzati (“sono dei folli…“; “il fatto che qualcuno l’abbia proposta per la cancellazione, è cosa grave, vista la sfilza di omuncoli che popolano wikipedia.“). “Restiamo umani”, sosteneva Vik. Uno che, proprio secondo coloro che si esprimevano in questi termini, era in una terra pericolosa con l’utopia di raccontare civilmente una verità.

Per amor di precisione, su Wikipedia la suddetta procedura è stata interrotta. La manciata di byte tanto contestata, almeno per il momento, rimarrà alla visione dei posteri.

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