Miracolo a Milano

O quasi. C’è da soffermarsi in particolare all’ombra del Duomo. Non certo per trascurare i risultati delle amministrative in alcune province e in centinaia di comuni italiani, ma per il peso politico dato alla tornata. Nel feudo del premier è Pisapia ad emergere. Il candidato sindaco del centro-sinistra nel capoluogo lombardo ottiene un clamoroso successo, seppur parziale. Dopo i consueti veleni in campagna elettorale, quando è stato definito all’occasione “ladro” o “amico dei terroristi” (perché la politica si fa sui programmi e in nome dell’amore, mica sugli attacchi personali…), ha accumulato nel primo turno più del 48% delle preferenze. Raggiungendo al primo posto un ballottaggio visto come utopia fino a qualche mese fa. Anzi, fino a qualche giorno fa. Tuttavia, è sempre meglio non cantar vittoria troppo presto ed imparare dal passato (remember Roma 2008).

Proprio il Presidente del Consiglio, per portare voti alla sua lista (con tanto di nome sovraimpresso praticamente in ogni dove), aveva pensato bene di candidarsi consigliere a Milano come già fatto in altre occasioni. Ma, rispetto alle 53.000 preferenze circa di 5 anni fa, ha raggiunto “appena” quota 27.972. Se la matematica non è un’opinione, mancano all’appello più o meno 25.000 consensi (80.000 alla Brichetto Arnaboldi in Moratti nei confronti del 2006, nonostante le “operazioni simpatia” – leggasi pureballetti” -). Non propriamente bazzecole. E “la sinistra gli farà il funerale“. Ipse dixit.

Divagando, non è l’unico: Clemente Mastella, con il suo partito del Campanile (quindi “con coerenza”), si è mosso “di qua” e “di là”. Ministro dimissionario con il centro-sinistra fino al 2008, attuale europarlamentare con il centro-destra, candidato sindaco di Napoli con se stesso. Tra gli avversari diretti aveva De Magistris: uno che, dopo aver prima avviato inchiestone scottanti che coinvolsero proprio il politico di Ceppaloni con gentile consorte e aver poi lasciato la magistratura, è diventato bandiera dell’IdV venendo eletto all’Europarlamento dove infine ottiene l’immunità parlamentare. Un’ossessione per il leader dell’Udeur che, esasperato ma tronfio, a fine aprile dirà: «Se Luigi De Magistris va al ballottaggio mi suicido, ma non ci arriverà». Dati alla mano: Mastella Mario Clemente: 2,17%. De Magistris Luigi: 27,52%. Quest’ultimo non solo ha battuto il rappresentante del locale centro-sinistra (devastato dalle esperienze Iervolino/Bassolino), ma al ballottaggio se la vedrà con Lettieri, che le malelingue indicano come “pupillo” di Cosentino. Da buon politico, Mastella (non) manterrà la parola data. Per questo, da lunedì, il suo profilo Facebook (circa 900 fan…) è inondato di istigazioni a compiere l’estremo atto.

Curiosamente, anche ad Arcore si ritornerà alle urne fra una decina di giorni. Con la coalizione di centro-sinistra sorprendentemente in vantaggio. Forse i vicini non gradivano i rumori di “bunga bunga” o televisioni con il volume troppo alto. Il capro espiatorio, al di là della facile ironia, è stato il candidato del centro-destra. Più marginalmente (forse) l’illustre concittadino. Si andrà al secondo turno anche a Fraine, comune immerso nelle colline alle spalle di Vasto, in Abruzzo. Non sarà Torino o Bologna (che saranno rispettivamente governate da Fassino e Merola, centro-sinistra), ma i due candidati hanno ottenuto lo stesso numero di voti: 194 a 194. Si prevedono faide tra parenti.

Ritornando a Milano, la faida tra parenti c’è stata, eccome. Il nome Emilia Michela Enza Bossi potrebbe far tornare alla mente poco (il Senatùr?) o niente. Se chiamassimo questa signora “Milly Moratti” già avrebbe più senso: la moglie di Massimo ha infatti appoggiato con una propria lista civica Pisapia. Il fratello di Massimo, Gianmarco, è invece il marito della signora Brichetto sindaco uscente della città meneghina. In poche parole, un gran bel casino. Possibile che su un milione di abitanti due fratelli (peraltro petrolieri ed interisti; d’accordo, c’entra poco) dovevano sposarsi con donne impegnate e dal credo politico diametralmente opposto?

Alla Toscana, invece, i “grandi nomi” interessano poco. Il PdL tentò l’anno scorso di conquistare Palazzo Vecchio a Firenze candidando come sindaco l’ex portiere del Milan Giovanni Galli. Renzi (PD) surclassò lo sfidante all’andata e al ritorno. A Siena adesso è sceso in campo per lo stesso schieramento Alessandro Nannini, ex pilota di F1, fratello della cantante Gianna. È andata male: è stato doppiato dall’avversario, accumulando appena 18,23 punti percentuali (l’avversario Franco Ceccuzzi, già onorevole del PD, vince il suo Palio con il 54,71%).

Wind of change?

Elencati questi dati “di nicchia”, statisticamente interessanti, restano da sciogliere alcuni nodi. Che succederà, con i grillini e i loro MoVimenti a 5 Stelle che prendono piede – contro tutto e tutti (“busoni” compresi) – e la Lega insoddisfatta dell’esito elettorale (perlomeno secondo i pettegolezzi della prima ora)? Il popolo padano è stato chiaro: è alleato del Capo del Governo perché “vuole le riforme”. La base solida su cui si poggiavano, però, ora sembra traballare.

Sicuramente qualcosa cambierà: gli strepiti e le strappate di capelli (mistero risolto?) contro “giudici, traditori e comunisti”, così “brutti, sporchi e cattivi“, convincono sempre meno. Come a dire: “assumiti le tue responsabilità e non prendertela con gli altri“. Ragazzine inopportunamente scosciate ostentate come merce, frasi ad effetto, battute di dubbio gusto, liti con gli ex alleati, promesse impossibili da mantenere, etc. a lungo andare vengono percepite negativamente dalle teste degli ascoltatori. Persino per quelle più dure. Nel momento del bisogno, ricchezze e potenza non compreranno mai determinati valori. Ciò vale, per lo meno, per persone con un minimo e reale senso critico.

In conclusione, questo “vento del cambiamento” (più che altro un’inattesa tromba d’aria) durerà per appena quindici giorni, per qualche mese di nuove amministrazioni o per diversi anni di futuri governi? Per qualche incredulo (presente e/o futuro) vincitore, inizia l’avventura. A cui non era più abituato.

P.s. Il 12 e 13 giugno ci sono 4 referendum su cui esprimersi. Non dimentichiamolo. A proposito, accorpare amministrative e quesiti referendari negli stessi giorni era cosa difficile (è successo solo in Sardegna, regione a Statuto Speciale, che si è pronunciata a livello consultivo contro il nucleare): eppure l’erario avrebbe potuto risparmiare qualche milione di Euro. Bruscolini…

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2 Comments Add yours

  1. lordbad ha detto:

    Bel post, indicativo direi!

    Ripartiamo dunque dall’amore come reciproca crescita degli io! =)

    Su Vongole & Merluzzi ci ci chiede invece se il “mito della psicoanalisi” può condurre all’individualismo!

    Spero avrai modo e voglia di ricambiare la visita

    http://vongolemerluzzi.wordpress.com/2011/05/21/psicofornication/

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