La terra dei sogni

Qualche giorno fa si parlava della presunta crisi del cinema italiano. Ma è comune vedere prodotti costosi indirizzati al successo alternati ad altri decisamente più “sottotono”. O “di nicchia”. Negli USA c’è addirittura un’industria apposita chiamata “The Asylum” (letteralmente “il manicomio”), nei cui studios vengono registrati film di basso spessore, talvolta parodie, definiti sarcasticamente di “Serie Z”. Produttori e autori sono consci di partorire qualcosa di qualità infima, sapendo di rivolgersi a platee e amanti del particolare sottogenere. È un modo come un altro per fare arte. Consapevolmente brutta, inequivocabilmente “trash”, ma tant’è.

Quasi un anno fa, in un comune pugliese, furono registrate alcune scene di un film. Uno spettacolo inedito in una piccola realtà rurale. Una di quelle cose che non si vedono spesso e alle quali in molti vorrebbero prender parte. Per dire “anch’io c’ero”, indicando ai parenti il singolo fotogramma che lo vede per un istante protagonista. Specie se cotanto lungometraggio viene annunciato nel trailer, testualmente, come “film dell’anno”: nulla di più piacevole e confortante, con tanto di “beneplacito” delle locali Pubbliche Amministrazioni. Si tratta di “Dreamland – La terra dei sogni”, di matrice italo-americana. Primo capitolo di una trilogia costata 4,6 milioni di Euro, doveva uscire nelle sale a gennaio; poi l’evento è slittato al prossimo luglio.

La trama, leggendo le recensioni e basandosi sul promo, è molto lineare. Un ex pugile è vittima degli sgherri. Tra i membri di una gang ne riconosce uno che diventerà il proprio figlio adottivo (?). Perdonandolo, riuscirà a rilanciarlo verso una vita pulita, con la complicità dell’antica disciplina della boxe. Il regista è un giornalista, Sebastiano Sandro Ravagnani; la “star” l’ex body-builder Franco Columbu. Il tutto sembrerebbe quantomeno positivo. D’altronde non si potrebbe giudicare un film esclusivamente da un montaggio di anteprima. Ma, in questo caso, già dal medesimo si ha un’impressione oggettiva deterrente e, sfortunatamente, devastante.

Senza voler togliere nulla alla professionalità di chi ha collaborato alla creazione dell’opera, si intuisce immediatamente qualcosa di sensazionalistico ricercato, come le frasi che separano uno spezzone da un altro, di questo tenore: “Spero solo di non perdermi tra una birra e una scazzottata”. Subito dopo emerge l’espressività (sic) di alcuni attori. Onestamente, pare quasi che una sedia inquadrata nel bel mezzo del nulla sia capace di trasmettere più drammaticità: sguardo vacuo, fisso nella camera e parole emesse a monotoni; un pubblico anche disattento difficilmente percepirà alterazioni di rabbia o tristezza dovute alla storia. Citando uno sketch di Luttazzi, sarebbe come gridare “al fuoco, al fuoco” con i soli occhi sgranati ma senza alzare le sopracciglia.

Protagonista compreso (c’è da giustificarlo: era principalmente un atleta), che non esita a pronunciare, con accento vagamente straniero, l’esclamazione “James, non ho soldi!”. Ma che all’orecchio dell’ascoltatore suona come “Geimz non ho suldi”, assumendo contorni grotteschi e semiseri in un contesto che vorrebbe pubblicizzare un potenziale capolavoro. Immediatamente [1:00] viene inserita qualcosa che non c’entra assolutamente con quanto illustrato: un’immagine di repertorio (tratta da “Un poliziotto sull’Isola” – sic -) che dimostra l’amicizia di vecchia data tra Columbu e nientepopodimenoché Arnold Schwarzenegger. Cosa voleva essere, uno specchietto per qualche allodola ingenua? Da qui altre digressioni: si evince che il protagonista (“per la prima volta sul grande schermo”) è pressappoco capace di “muovere le mani perché sa lavorare con le moto (?)”. Tuttavia il suo sogno era quello di diventare pugile. Non ricorda qualcosa?

Si, esattamente. Ricorda una di quelle riduzioni parodistiche di Maccio Capatonda, rese note dai vari “Mai dire…”. Solo che, appunto, le scenette erano appositamente girate per tale scopo. “Dreamland”, invece, è un prodotto (spacciato per) impegnato. Ma dove in sottofondo, nell’ambito di un incontro pugilistico (introdotto da Marco Balestri, un noto presentatore e autore televisivo), i rumori dei pugni [1:52] sono identici a quelli che vengono inseriti durante un cartone animato o negli scontri celebri di Bud Spencer e Terence Hill. Mancavano solo le scritte *BIFF*, *SMACK*, *THUD*, come nelle serie di Batman con Adam West.

Per ciò che si presenta come “una pagina di storia del cinema italo-americano”, le premesse sono evidenti. Però “è stata registrata sotto casa mia”…

*Aggiornamento (01-07): Anche il Daveblog e Corriere.it si sono occupati dell’argomento, oltre un mese dopo.

*Aggiornamento (17-07): Senza mezze misure, rimarrà “una pagina di storia del cinema italo-americano”. Una delle più sconcertanti, però.

Annunci

10 commenti Aggiungi il tuo

  1. a.r. ha detto:

    vedi che dice che “lvorava con le moto” non che sapeva guidare le moto. Per questo saprebbe “usare le mani”.

    1. leoman3000 ha detto:

      Vabbè, rettifichiamo (anche se il senso non cambia più di tanto) 😛

  2. leoman3000 ha detto:

    Un altro dato inerente al film: la casa di produzione è la World Business Entertainment (basta ricercare info su Google). Ha prodotto, fino ad ora, appena tre lungometraggi (di cui due della serie “Dreamland”). E tutti sotto la stessa regia.

    1. Marco Ventura ha detto:

      “Dreamland” è un’idea, un progetto, una passione. In primo luogo lo sport, visto come mezzo educativo per un futuro migliore, che esalta le doti fisiche ma in particolar modo quelle morali e di principio, che fornisce le regole per affrontare la vita correttamente, che abitua al sacrificio e che presenta le sconfitte solo come esperienze negative dalle quali trarne insegnamento per migliorare ed andare avanti. Quindi, non solo come esibizione degli atleti (siano essi pugili, come in Dreamland) ma soprattutto come sacrificio per una lunga preparazione fisica e psicologica e la rivalutazione dello spirito di amicizia e di riconoscenza, scevro da contenuti di prepotenza e violenza gratuite. È proprio attraverso lo sport che si permette lo sfogo delle pulsioni negative in un quartiere dominato dalle bande, In secondo luogo l’emigrazione, uno dei fenomeni che ha caratterizzato la storia italiana e ha lasciato l’impronta in tutti gli Usa attraverso la nascita dei quartieri denominati Little Italy. Oggi suggestivi vicoli folkloristici, ieri luoghi della malavita e della disperazione di chi, giunto in un paese straniero per cercare fortuna, doveva assoggettarsi alle leggi delle gangs per riuscire a sopravvivere. In terzo luogo lo scontro generazionale e il rapporto padre figlio, qui raccontate dal rapporto vivido e carico di emozioni tra l’emergente Ivano De Cristofaro ed il grande Franco Columbu.

      il film, realizzato in collaborazione con la Columbu production, vuole essere una favola moderna dove i personaggi incantano per i loro trascorsi e la loro umanità. Lotte e corse in moto si scontrano e si intersecano lasciando emergere la storia della Little Italy di Fullerton con le sue vicende e le sue rivalità.

      “Dreamland” è un’idea, un progetto, una passione, nata da un’accurata selezione di sentimenti, con l’intenzione principale di poter trasmettere tanti valori positivi che a volte solo con i film si può fare, utilizzando un linguaggio universale capace di arrivare ai cuori di tutte le età, che è quello della volontà di non arrendersi mai, perché la vita è una cosa meravigliosa ed unica, da zero a cento anni.

      “Dreamland”, un film per tutti, le cui tematiche si rivolgono ad un pubblico generalizzato; risulta piacevole e incalzante offrendosi come una favola moderna adatta a bambini, anziani e adulti perché in fondo non c’è età per la terra dei sogni!
      Allo stesso tempo la presenza di Franco Columbu e location come la Gleason’s Gym in Brooklyn (pietra miliare del genere fondato sul pugilato), permettono di rivolgersi al pubblico degli appassionati di questo sport. Nel contempo, valorizzando i prodotti culinari, le bellezze paesaggistiche dell’America e soprattutto italiane, il film ha ottenuto il riconoscimento dal Ministero dei Beni Culturali e dagli Istituti Italiani di Cultura negli Stati Uniti.

      Molti mi chiedono come ho costruito il personaggio di James?
      Quali valori ho cercato di attribuirgli?
      Quali sono le domande che il personaggio deve porsi per calarsi nel personaggio?

      Ecco qui di seguito… come Ivano de Cristofaro entrando ne suo ruolo di James mi ha risposto a sua volta interrogandosi e trasformandosi in James De Cristofaro.
      Ogni tanto mi chiedo chi sono? Da dove vengo? Chi sono devo ancora scoprirlo, da dove vengo ho dei vaghi ricordi, so solo che il mio spirito è rimasto tra il mare e le montagne, tra l’odore di terra e sabbia. La rabbia che c’è in me, mi sta distruggendo, so che la mia strada prima o poi mi porterà ad incontrare il mio vero essere. Ma per ora lotto, e cerco di sopravvivere, spero solo di non perdermi tra una birra e una scazzottata. Spero che presto io possa riabbracciare la mia storia. Gioco con la mia vita, ma so che la vita non è solo questo. Forse Dio c’e’ l’ha con me, forse sono io che ce l’ho con me stesso. La verità la saprò solo vivendo giorno dopo giorno. Ora sono solo, ancora più solo. Devo lottare ancora di più, devo dimostrare che non ho bisogno di nessuno. Non so se ce la farò, ma non ho scelta. Tutti gli uomini hanno un dono, io non so quale sia il mio. Ma devo scoprirlo.
      Dreamland | il regista

      Sandro Ravagnani

      Nato a Roma nel novembre 1956, Sandro Ravagnani ha all’attivo un’intensa attività in molti campi, sempre attigui allo spettacolo, che lo ha portato a realizzare con Dreamland, la sua Opera Prima.

      Ravagnani ha ideato, scritto, realizzato e condotto programmi radio televisivi: è tutt’ora giornalista ed in tale veste ha firmato anche la biografia di Moira Orfei; ha curato l’ ufficio stampa dell’ Ente Nazionale Circhi AGIS, della Federfauna e tra i molti lavori della sua vita ha collaborato con il Festival del cinema per ragazzi di Giffoni Valle Piana.

      1973 – Domenica In con Corrado – Rai Uno
      1974 – Circo sul ghiaccio (estemporanea)
      1975 – Il mondo a colori dei Manhattan road
      1976 – Tutti insieme alla Radio – Radio 2
      1977 – Giocasalerno
      1978 – Giocaitalia
      1979 – Buona sera con Rita Pavone al circo – Rai Due
      1980 – Fantastico – Rai Uno con Claudio Cecchetto
      1981 – Circo sul ghiaccio – Rai uno con Milly Carlucci
      1982 – Circo di Mosca – Canale 5 con Albano
      1983 – Giovani stelle del Circo con Corrado Tedeschi – Verona
      1984 – Holiday on ice – Roma – Canale 5
      1985 – Festival dei Giocolieri – Bergamo
      1986 – Circo Nazionale Cinese – Canale 5
      1987 – Il Giro del mondo in 80 giorni sul ghiaccio – Rai Uno
      1988 – Trofeo Topolino per lo Spettacolo (Premio Disney) – Armata Rossa show
      1989 – Sabato al circo con Gigi e Andrea
      1990 – Sabato al circo 2 (Vincitore del Telegatto) con Gerry Scotti
      1991 – Sabato al circo 3
      1992 – Il Grande Circo di Rete 4 con Giorgio Mastrotta
      1993 – Meeting Internazionale dei Giovani – Salerno Cocciante – Jovanotti –
      1994 – Gran Premio Internazionale del Circo – Milano con Paolo Bonolis
      1995 – Gran Premio Internazionale del Circo – Genova –
      1996 – Gran Premio Internazionale del Circo – Riva del Garda
      1997 – Gran Premio Internazionale del Circo – Viareggio
      1998 – Gran Premio Internazionale del Circo – Viareggio con Paolo Villaggio
      1999 – Gran Gala di Gardaland con Natalia Estrada – Valeria Mazza – Sandra Mondaini

      PRODUZIONI WORLD BUSINESS

      2000 – Grazie dei fior special “Sanremo 50° Anniversario” Nilla Pizzi
      2001 – Mora Orfei Domenica In Rai Uno con Mara Venier
      2002 – Fenomeni con Piero Chiambretti
      2003 – Circo Arte Antica
      2004 – Sanremo Village
      2005 – Moira Orfei Amore e Fiori di Carlo Bevilacqua
      2006 – Reality Circus – Roma – Canale 5 con Barbara D’Urso
      2007 – Una tigre per Amore con Brigitta Boccoli
      2008 – La Citta dei Ragazzi
      2009- Cosa farò da grande
      2010 – Dreamland La Terra dei sogni
      2011 – Dreamland –Il giorno dopo
      2012 – Il mio amico Michey Mause
      2013 – Il Cercho della vita
      2014 – Diventerò lamborghini

      1. Francesco ha detto:

        Diventerò lamborghini….!!!!

  3. sc-babbaro ha detto:

    ah beh allora cambia tutto.. manca la diretta dalla sagra di Loconia e poi non manca più nulla

  4. leoman3000 ha detto:

    Per onor di cronaca: il paese in cui detto film è stato parzialmente girato non ha nemmeno un cinema agibile. Un’anteprima la si vedrà in piazza? Mah.

    1. Gigi Gx ha detto:

      Sèèèèè, come no XD
      Il film ha perso in partenza… e per andarlo a vedere bisognava correre a barletta, pagando un esoso biglietto. Per quella cagata! 😀
      Tra l’altro, ho fatto anche la comparsa per loro alla “rotonda” e mi hanno anche tagliato. #Stronzi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...