Commento ragionato

…con scappellamento a destra.

Il buon Renzo Bossi, quello che crudelmente viene soprannominato “trota” dopo una sciagurata affermazione del più celebre padre Umberto in un pubblico comizio, si ritrova a parlare (non si sapeva nemmeno bene dove, quando e a chi – almeno in un primo momento) dei “nuovi media”, con un occhio particolare ai social network (su tutti Twitter e Facebook). Il giovane esponente leghista si dimostra così in linea con la verve del partito, mantenendo lo stereotipo del contatto popolare con le masse.

“I social network cambieranno anche l’evoluzione della televisione”, dice Renzo. Forse è un lapsus freudiano o una generalizzazione. Ma è meglio proseguire nel discorso: il perché lo si saprà in seguito. Territorio e localismo sono al centro della politica padana e tali concetti vengono inequivocabilmente ribaditi pure nei confronti della fattispecie informatica. Bossi jr. tenta infatti di equiparare il locale con la globalizzazione, dove il web 2.0 deve essere il tramite principale tra la gente e le notizie. Un’impressione non sbagliata, rafforzata dall’esempio della CNN che, lanciando la piattaforma outside.in, avrebbe cercato un contatto “con le persone di tutti i giorni”.

La televisione autoctona, in difficoltà “per la crisi”, per l’ingresso del digitale terrestre e altri problemi logistici, dovrebbe comunque spingersi verso le nuove tecnologie. L’intera nazione ha bisogno di sviscerare una notizia da più punti di vista e la presenza diretta in determinati luoghi può agevolare i compiti. Un noto motto sosteneva: “Disapprovo quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo”. Il giovane consigliere regionale della Lombardia si fa portavoce del pensiero, pronosticando “un fondamentale presidio di pru-pru-prularismo (sic) e di libertà e di informazione” da parte delle emittenti stanziate persino nei paesi più piccoli.

Indispensabile è rappresentare la “quotidianità di tutti i giorni”, perché è davvero difficile che ogni giorno essa si realizzi. Portarla, attraverso le piccole reti “aiutate” da internet, a livello statale (se non addirittura europeo): poiché “gli obiettivi della Lega sono valorizzare il territorio”. Apparentemente, la legittima idea del ragazzo col fazzolettino verde in tasca è un tantino arzigogolata, ma abbastanza coerente (sebbene i maligni credano che non sia totalmente farina del suo sacco). In tutto. Internet non è “for porn“; né un solo mezzo di cazzeggio. Può essere utile alle TV internazionali per avvicinarsi al rapporto umano. Può servire alle TV locali per far conoscere al mondo le realtà più remote. Strano che un leghista, esplicito e compendioso per postulato, si sia dilungato nel monologo di seguito trascritto:

Eh… questi nuovi media, in fondo, sono un fenomeno che entrano inesorabilmente nella nostra vita. Il fatto è una generazione di cui faccio parte ne ha… li ha proprio presi. Io stesso uso questi nuovi media. I social network come Facebook e Twitter quotidianamente sempre improntandoli a quello che è l’ambito lavorativo. E quindi sono convinto del fatto che i social network cambieranno anche l’evoluzione della televisione. Di fatto, in futuro le televisioni, i media dovranno ritornare ad essere interpreti dei valori locali, riavvicinandosi alle culture dei territori, cosa che si è andata persa quando il mondo è andato nell’ottica della globalizzazione, quindi avvicinandosi al globale ma perdendo il locale.

Credo invece sia assolutamente fondamentale ricollegare questi… questi due mondi e tener vivo quello che è la realtà locale. Ma il fatto di ritornare nella realtà locale non vuol dire tornare indietro, anzi vuol dire riavvicinarsi alla vita quotidiana della gente, riavvicinarsi al poter dare le risposte concrete delle cose di tutti i giorni, delle esigenze di tutti i giorni. Internet è stato il vero acceleratore della globalizzazione, ma sono convinto possa essere anche il volano per ritornare a quell’iperlocale. Il web… pu… 2.0, così considerato, questi social network, sono quel tramite tra la gente e queste notizie, che magari sono notizie a livello nazionale, internazionale, ma danno la possibilità alla gente di poter esprimere una propria opinione e quindi dà la possibilità a chiunque di poter essere collegata questa notizia che non rimane più assolutamente astratta ma diventa qualcosa di più vicino.

Il fatto può essere che si possa far nascere questa rete di report, una rete… una cosa nuova, una rete che può essere un giornalismo collaborativo locale, cioè una rete tra tutti questi giornalisti che lavorano sulle notizie locali che vadano a presentarsi in un punto d’incontro dove si possono trovare tantissime notizie. Questo l’ha fatto una televisione che è la “Si-Enne-Enne”, che di fatto ha un taglio molto internazionale, ma ha creato questo… questo punto di incontro che è “outside.in”, è un punto dove si discutono delle questioni di 250 circa città americane, si parla di tutto: dallo spettacolo al teatro alla programmazione dei cinema, quindi di fatto è tornata ad avere un contatto stretto con quelle che sono le realtà locali e la vita delle persone di tutti i giorni.

Di fatto nei punti della Lega è ben chiaro, cioè la valorizzazione dei territori e il terialivo… l’iperlocale. Questo anche sostenendo quelle che sono le emittenti radiotelevisive locali! Certo è che è un momento difficile, un momento difficile sia per la crisi, sia per quel passaggio che oggi si trovano ad affrontare queste emittenti radiotelevisive, perché il passaggio a questa nuova tecnologia del Digitale Terrestre obbliga tutte queste emittenti a fare grossissimi investimenti e reagiscono ad un momento difficile. Quindi bisogna sostenere perché di fatto sono un fondamentale presidio di un pru-pru-prularismo e di libertà di informazione che solo le emittenti locali possono riuscire a dare. Devono avere le condizioni quindi oggi di poter rappresentare quella che è la quotidianità di tutti i giorni, ne sono convinto che con un forte impegno si possa portare a casa. Quindi una svolta tecnologica che si crea con il binomio web e Digitale Terrestre è sicuramente un’occasione di valorizzazione del territorio e di valorizzazione di quelle emittenti radiotelevisive locali che bisogna incentivare perché possono offrire un servizio alla collettività sempre migliore.

Ci sono due principi fondamentali: bisogna riuscire a legare fr… a legare fra loro il territorio e lo strumento che dà immagine ad esso: quindi tutte le emittenti televisivi sono quelle che possono dare visibilità al territorio che rappresentano, ma soprattutto bisogna saper riuscire a portare quest’immagine ad un livello più alto, ad un livello nazionale ed ad un livello europeo. Quindi, il fatto di valorizzare le diverse realtà culturali e metterle ad un livello nazionale, ad un livello europeo danno la possibilità di poter portare avanti quelli che sono gli obiettivi della Lega che sono appunto la valorizzazione del territorio. Quindi i nuovi media sono convinto siano un giusto strumento e uno strum… e… un giusto strumento per riuscire a rilanciare i nostri territori e rilanciare quella che è una televisione e un mezzo, un mezzo di comunicazione che ritorna vicino alla gente.

Buone vacanze.

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2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Gigi Gx ha detto:

    Per Renzo Bossi:
    ” Wagliò, R-pigh-ijt! ” [Cit.]

  2. Portinaio ha detto:

    Mamma li Padani!!!

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