Gita in Svezia

Bentornati dalle vacanze, ovunque voi siate stati. Al mare, in un’assolata località dell’Adriatico. In montagna, sul versante alpino del Veneto. O all’estero, alla frescura dei fiordi norvegesi o delle città svedesi. Ecco, appunto.

In un piccolo paese, quando una persona distinta rimane coinvolta in situazioni a dir poco incresciose, non si parla d’altro per giorni. Infatti, un consigliere comunale di una ben conosciuta località della “provincia BAT”, Giovanni Colasante, era in compagnia di amici, moglie e figli in quel di Stoccolma. Da buon pugliese (meglio, italiano), ai capricci del figlio (tanto si apprende dalle cronache), il suddetto ha replicato con un “glorioso” ceffone. Molti avrebbero commentato con un “ben fatto”. Ma, sfortunatamente, il Nostro non era a conoscenza dei diversi criteri educativi scandinavi e si è ritrovato nell’arco di poche ore nelle locali celle. Alla stregua di qualsiasi ladro colto in flagrante.

La Svezia, passata alla storia come terra barbarica, è oggi nota per essere uno dei Paesi più civili, dove uno degli atti lesivi maggiormente commessi è il… suicidio. La notizia del fermo di Colasante, con incidente diplomatico al seguito, è rimbalzata su qualsiasi rotocalco nazionale. Un prestigio involontario e spiacevole, ma abbracciato da tantissimi attestati di solidarietà (anche perché, in questo caso, la politica non c’entra) e qualche voce fuori dal coro. L’educazione migliore, almeno per gli italici usi e costumi, si è sempre ottenuta dalla propria prole con i classici “mazz’ è panell” (che non per altro fanno “lì figgh’j bell“). Ovviamente non si parla affatto di casi limite, in cui la violenza familiare diventa spregevole e assolutamente condannabile, ma del nobile quanto ossimorico “manrovescio”. All’occhio abituato sembra incredibile come in altre culture questo strumento educativo, per quanto spartano, sia visto quale oggetto di pesanti sanzioni.

Uno dei principi cardine a base delle nostre codificazioni è “ignorantia legis non excusat“. Ironicamente, tale brocardo – secondo il quale non è un’attenuante la mancata conoscenza delle regole in un determinato Stato – vale anche nel nord Europa, ed a farne le spese è stato un genitore che, per i crismi tipici dello Stivale, ha agito proprio con la diligenza del buon padre di famiglia. La Svezia non è l’Italia, però. E sorge la curiosità su come crescano le future generazioni in quei luoghi; chissà quale metodo innovativo addurranno per tenere buoni i bambini, impedendo loro di crescere viziati. Si spera, al contrario, che nella fredda monarchia un italiano non venga identificato perennemente come rozzo e triviale solo per una misera sberla. Fatto sta che il Colasante jr. avrà compreso il vero costo di una fisima momentanea. Il padre, invece, ha allungato la propria permanenza all’estero negli ultimi giorni estivi. Paradossalmente, non nel senso positivo della circostanza.

Una vacanza indimenticabile. Sotto tutti i punti di vista.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...