Costa discordia

Crociera. Costa Concordia. Isola del Giglio. Tranquillità. Mare. Panorama. Spavento. Rumore. Scossone. Impatto. Roccia. Scoglio. Squarcio. Chiglia. Inclinazione. Black-out. Notte. Panico. Fuggi-fuggi. Giubbotto salvagente. Punti di raccolta. Evacuazione. Scialuppe. Lance. Pianti. Urla. Donne. Bambini. Naufragio. Sbarco. “Abbiamo perso tutto”. Ricerche. Dispersi. Morti. Tragedia. Elicotteri. Motovedette. Luci.

Il Comandante? In acqua! Catapultato! “Come ‘na catapulta“. Impossibile. “Quella roccia non doveva essere lì”. Eppur si muove. Certo. OK. Casino. Figura di merda. Levare l’ancora. La Capitaneria! Il Capitano è l’ultimo ad abbandonare la nave. Lo sa? Spirito da marinaio. Deontologia. Codice della Navigazione. Altri responsabili? Il secondo è qui. Dimitri. In mare. Anzi, no. Siamo salvi. Radio. Ma no, ma si. Guai. Si rifiuta? È buio. Casa. Rifiuta di tornare a bordo? Salire? Gente? Beccagina? Sotto la prua? “Vada a bordo, cazzo!” “Per cortesia”. Lo farò. Lo sto facendo. Soccorsi. Coordinando. E come? Aiuto. Paura. Arresto. Manette. Morti. Coscienza.

Ragazza. Moldavia. Opinione generale. Puttana. Clandestina. Ballerina. Sotto coperta. Sotto copertura. Entrambe. Non è vero. Senza biglietto. Che ci faceva lì? Mistero. Morbosità. Bruno Vespa. Plastico. Anzi, modellino. Prima serata. Ironia. Internet. Facebook. Twitter. Diretta. Sorella. Amico di. VIP in TV. Ero preoccupata. La messa in piega. I bagagli. Testimone oculare. Scene da film. Incubo. Gambe spezzate. Censura. Puritanesimo. Condanna. Vergogna. Speculazione. Luoghi comuni. Capro espiatorio. Comandante nave? Vigliacco. Puttaniere. Ubriacone. Singhiozzo. Comunicazione. Telefono. Cade la linea. Maitre. Inchino. Una prassi.

Abitanti. Coperte. Thè caldo. Ambulanze. Inferno gelido. Quattromila sopravvissuti. Caccia al responsabile. Amministratori. Commozione. Danni per milioni. Solidarietà. Agire. Subito. Rischio di inquinamento. Intervento. Tempestivo. Riva. Pendenza scoscesa. Un centimetro e mezzo al giorno. Abisso. Affondamento. Titanic. Coincidenze. Cento anni dopo. Molte meno vittime. Ultim’ora. Fuoriuscita. Petrolio. Ancora morte. Ipotermia. Affogamento. Nessuna possibilità di fuga. Nuove ricerche. Sommozzatori. Artificieri. Esplosioni. Aprire strade. Cercare dispersi.

Relitto. Ristoranti. Mobili ammassati. Computer. Fuori uso. Scatola nera. Hard-disk. Dinamiche. Radar. Inutilizzabile. Inchieste. Patate bollenti. Bruno Vespa (x 2). Giornalismo. Inchiesta. Perché? Accade. Abiti da sera. Costumi. Tranquillità. La vita scorre davanti in pochi secondi. Isolamento. Caos. Prima gli altri. Eroi. Abbracci. Coperte. Storie drammatiche. Auditel. Share. Fazzoletti. Barbara d’Urso. Felicità. Momenti. Futuro.

Queste ed altre parole e frasi chiave, almeno per il momento, sintetizzano – se lette tutte d’un fiato – ciò che le cronache hanno propinato sulla sciagura della nave da crociera “Costa Concordia” al largo dell’Isola del Giglio, lungo la costa toscana. Un’altra brutta storia italiana che si aggiunge ad altre migliaia. Molti, presi dalla vicenda, diventano investigatori oppure esperti di fisica e di marina. Chiunque, con il sedere al caldo, avrebbe per assurdo saputo come comportarsi nel frangente, come se vi fossero centinaia di lupi di mare incollati al televisore, capaci di non farsi prendere dal panico.

E non solo. Senza il briciolo di una mera sicurezza, nonostante sia passata più di una settimana dall’accaduto, in TV e sui giornali sono comparse le più disparate tra ricostruzioni e accuse. Le singole storie (tutto fa ascolto) sono composte da salvataggi romanzati e poetici, contrapposte all’analisi di condanna, ovviamente senza appello, nei confronti di un comandante che si è rivelato succube della propria umanità (probabilmente una delle poche certezze del disastro). C’è chi lo ha paragonato al politico medio, degno rappresentante dell’Italia media: sbruffone, invasato, amante dei piaceri ma vile di fronte al pericolo. La verità storica, però, non è emersa. Si tratta di emergenze diverse, circostanze diverse, vite diverse: ogni figura retorica decade. Proprio come una nave passeggeri che imbarca acqua.

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