Sciòa

[per Diritto di Critica]

“Perché l’Olocausto?” In questa breve domanda è sintetizzato un quesito storico e sociologico che difficilmente trova risposte precise. Eppure c’è chi, a distanza di 67 anni dall’abbattimento dei cancelli di Auschwitz – uno dei principali campi di concentramento -, non ha idea di cosa identifichi questa parola. Oppure, se ne conosce il significato, nega l’esistenza della pratica stessa. Ha fatto scalpore la statistica secondo cui un tedesco su cinque di età compresa tra 18 e 29 anni non associa la località polacca allo sterminio di massa. A dimostrazione che la storia non sempre insegna.

Ogni egemonia che si rispetti (si fa per dire) ha sempre cercato capri espiatori: Nerone aveva colpevolizzato i cristiani dell’incendio di Roma; le Crociate sono diventate pretesto d’odio contro i musulmani. Non si possono dimenticare i massacri armeni o le foibe, il cui dramma verrà ricordato fra qualche giorno (10 febbraio). I classici “corsi e ricorsi storici“, perennemente evidenziati dai mezzi di informazione, non sempre vengono ricordati dai più giovani. Un invito – retorico ma non troppo -, a non compiere gli stessi errori del passato che viene però incredibilmente rifiutato.

In Germania, invece, un campione di persone ha lacune importanti sul proprio passato poco glorioso; praticamente un “non ricordare per dimenticare” qualcosa di cui non andare affatto orgogliosi. Proprio oggi, inoltre, ha stimolato il dibattito anche il quotidiano “il Giornale”, titolando a tutta pagina “A noi Schettino, a voi Auschwitz“. Il naufragio della Costa Concordia non può essere paragonato ad un eccidio. Ma, quasi a voler confermare la teoria proveniente dal dossier, da via Negri v’è stata la risposta piccata ai colleghi di “der Spiegel”, rei del sarcasmo verso lo stereotipo del mediocre italiano contraddistinto – a detta della testata tedesca – dal comandante della nave balzato agli onori delle recenti cronache.

Una polemica, probabilmente fuori luogo, piovuta nel Giorno della Memoria: un evento che deve appartenere all’intera umanità, Italia compresa. Tornando al punto di partenza, al di là delle più sterili polemiche, sarebbe stato più opportuno un sondaggio su quanti davvero conoscano, nel nostro territorio, la “soluzione finale” voluta dal regime hitleriano. Chiedere il “perché”, forse, è addirittura eccessivo.

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