Ostia!

[per Diritto di Critica]

“Ostie allucinogene: vecchie sballate vedono i santi”. “Ostie allucinogene creano caos durante la funzione”. “I fedeli drogati picchiano il prete”. Questi sono solo alcuni dei titoli che comparivano su testate cartacee ed on-line fino alla mattinata di sabato scorso. In pratica, nella chiesa di Santo Spirito in Campobasso, durante l’Eucarestia ai fedeli sarebbero state offerte particole contaminate addirittura da LSD. Cosa potenzialmente plausibile, visto che tale sostanza è ricavata da un parassita delle graminacee. Da lì molti giornali, tra cui “il Mattino“, “Libero” e “il Sole 24 ore“, non hanno tardato a descrivere scene deliranti, tra cui “crocifissi abbracciati”, “aggressioni al prelato”, “vino rubato” e altro ancora.

Una vicenda sicuramente tragicomica che, per gli effetti, avrebbe sicuramente attratto l’attenzione di qualunque lettore. Ma, se un giornalista professionista (dunque retribuito per svolgere un lavoro degno e diligente) avesse indagato meglio, piuttosto che fidarsi di quanto letto su Facebook o “retweettato” su Twitter, avrebbe scoperto che non esiste alcuna chiesa di Santo Spirito sita nel capoluogo molisano, non c’è ombra del fantomatico don Achille inseguito da anziane disinibite e, soprattutto, nessun “corpo di Cristo” contaminato da stupefacenti.

In poche parole, l’ennesima bufala (sparsa dalla rete, più precisamente – guarda caso – tramite una pagina Facebook) presa per autentica. Si è dovuta scomodare persino la Diocesi di Campobasso-Bojano per smentire l’incredibile avvenimento (“blasfemia!!”). Uno dei primi a pubblicare la notizia fasulla è il sito “Abruzzo24ore.tv“, il quale, poche ore dopo, corregge il tiro sostenendo che ha tentato “un esperimento” essendo i redattori consci della non veridicità dell’agenzia. Tuttavia, tale decantata “seria burla” (scomodando anche il Marchese del Grillo, sic) è costata una pessima figura a molti loro colleghi, per di più dopo la fine di Carnevale ed in netto anticipo rispetto al solito “pesce d’aprile”.

Il web, seppur virtuale, è un luogo nel quale è necessario muoversi con cautela. Il giornalismo “fatto in casa” sicuramente è positivo in quanto a spostamenti e tempistiche. Il problema sorge però nella verifica reale degli avvenimenti: professionisti lontani dal Molise centinaia di chilometri non hanno fatto altro che scopiazzare e diffondere ulteriormente una notizia (presa verosimilmente da fonti tutt’altro che attendibili) senza alcun controllo specifico. La conseguenza? In molti, nell’arco di qualche ora, sono dovuti ricorrere alla rettifica, dovendo ammettere una colossale quanto imbarazzante débâcle.

Non bisogna troppo meravigliarsi se la deontologia, in un periodo in cui si parla spesso di farfalle sventolanti di fronte alla Nazione e di ammiccanti bariste di provincia, finisca spesso in secondo piano.

* Aggiornamento: alcune delle suddette testate hanno poi cancellato definitivamente la notizia dai propri siti web.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...