Che emozione! Il ministro!

2013-11-16 12.39.52Questo del meridione italiano è un paese dalle mille e una sorprese. Dopo anni e anni di discussione, fondi per Musei di rilevanza nazionale utili ad accogliere le perle archeologiche della cittadina non ce ne sono (o almeno così pare). Finalmente, però, dopo altrettanti anni e anni di lavori e restauri avvenuti nella più immane noncuranza paesana, è stato possibile sfruttare la centralissima residenza di un vecchio Arcivescovo sepolto nella Cattedrale e riconvertire la struttura in un “Museo dei Vescovi“. Che, in realtà, non contiene chissà che quantità di pezzi. Nell’ordine, una croce d’avorio con incorporata un’ampollina con le solite gocce del sangue di Cristo (non vuol essere blasfemia, ma, per quanti campioni di sangue di Cristo ci sono nel mondo, magari Gesù aveva moltiplicato il proprio sangue, oltre a pani e pesci), alcuni grossi manoscritti, un ventaglio unico al mondo (un flabello: c’è solo un altro esemplare simile in Svizzera, stando alle guide) del XIII sec. d.C. e i guanti in seta e lana probabilmente di Papa Pasquale II, nonché una collezione di monete storiche donate da una abbiente famiglia locale.

La “pompa magna” dell’inaugurazione deriva dalla presenza illustre, che rende la piccola comunità meridionale incredibilmente movimentata. È Massimo Bray l’invitato di rilievo. Il Ministro dei beni culturali (ché se non ci fosse stato lui ‘sta cosa non se la cagava nessuno, in verità) in mattinata ha tenuto nel teatro adibito a sala conferenze (cosa, questa, che ha scatenato critiche per tale riciclo dell’edificio, ma tant’è) il suo ovvio discorso dinanzi a pubblico ed autorità. Qualcuno ha sostenuto, testualmente, si fosse trattata della “solita sequela di cazzate”. Perché, per ovvi motivi, un Ministro deve parlare da Ministro (come affermava qualcun altro, invece). E se quest’ultimo è in visita in un determinato territorio non può che citarne i soliti luoghi comuni. Quindi è scontato che “in tutto il nostro Paese ci sono beni artistici che ci arricchiscono e potrebbero diventare il futuro della nostra economia” specie perché “il Sud va valorizzato”. Tutto molto bello. E la comunità applaude.

“La Vostra realtà è un unicum”. Ah, si, in effetti lo è. Come lo sono Paestum, Pompei, Gravina, Matera, Canne, Metaponto, Taormina, Siponto e centinaia di altre sparse per la punta dello Stivale. Ricorda un po’ quei cantanti che compiono tour in giro per il mondo e salutano calorosamente il pubblico con “Ciao Località-a-caso” esaltando le folle. Solo che in questo caso non si tratta di ragazzi in delirio, ma di una comunità assopita e tendenzialmente vecchia dentro e fuori. Per dirla tutta, non è un male – anzi! – che un politico di rilevanza come Bray vada in giro per le vie di una città rurale. Anche per inaugurare un museo visto come pretestuoso da qualcuno, seppur quel qualcuno poi sale sul carro del vincitore spesso e volentieri.

Per la cronaca, e al di là delle banalità, sono stati siglati degli accordi su alcuni siti archeologici. Ma ai cittadini importava vedere il Ministro che magari contestano in televisione perché “è parte del Governo Letta e il popolo (che siamo noi, il popolo) ha fame”. La visita è diventata pertanto il solito teatrino, utile per mettere in mostra la parte del paese che deve stare lì “perché ci deve stare”, piena di esaltazione ed enfasi a prescindere e che si scappella esageratamente.

Esempio? Il Ministro sarebbe stato applaudito ed onorato da una sottospecie di poeta del luogo (lui si presenta come tale), con tanto di bandiera tricolore e pergamena che nemmeno Paolini quando sventola(va) il condom, anche se avesse pronunciato la più riuscita supercazzola. Una popolazione verace che forse non è ancora abituata a vivere eventi con pacatezza e naturalezza.

Obiettivamente, a Bari un paio di settimane fa era accaduto l’esatto opposto, con Napolitano che ascolta la folla e stringe mani. All’improvviso si trova accolto da un tizio che si lamenta di non lavorare da anni sostenendo che “abbia ragione Grillo, voi siete ladri”. Poi, però, lo stesso dovrebbe spiegare come mai gli spuntasse dalla tasca un pacchetto di Marlboro rosse dal prezzo superiore ai 5 Euro, visto che “non può mangiare”. I soliti rovesci della medaglia.

Un altro spunto di riflessione. Non è stato raccontato tutto dello splendido palazzo del Vescovo. La seconda metà del percorso si districava lungo alcune stanze abitate dal prelato fino alla sua morte (dopo aver passato i 100 anni). Con un filo di ironia (ma non per mancanza di rispetto a chi ha lavorato in quella ricostruzione) persino l’odore di vecchiume è rimasto conservato assieme a ritratti, arazzi e carte da parati che per nulla celavano il fasto. Ambienti immensi (col salone per le feste!), lettone enorme, pavimenti pregiati, lampadari, tappeti, inginocchiatoi ovunque. Insomma, un colpo d’occhio fantastico.

Nelle mani di un Vescovo.

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2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Dario ha detto:

    Bray è un marchettaro all’occorrenza, come dimostra questa pubblicità trovata su internet, secondo cui il Ministro ha partecipato qualche giorno fa alla presentazione del nuovo libro di Sgarbi – che per quanto abbia un’ineccepibile proprietà di linguaggio, è un pessimo storico dell’arte. https://www.facebook.com/photo.php?fbid=580621381992094&set=a.349029695151265.112883.126991180688452&type=1&theater

    Ora, è normale che Bray dica e faccia la parte del salvatore, del consapevole, dello speranzoso: chi è laureato in storia dell’arte come me, o in restauro, o in marketing dei BBCC, o qualunque ambito storico artistico, lo sa che quelle dette dal Ministro sono state solo parole di circostanza: le realtà sono ben altre, quindi è inutile entusiasmarsi anche minimamente per le parole dette, che come suol dire un detto “se le porta via il vento”.
    Ho apprezzato molto la tua precisazione sull’accordo snobbato da tutti. Fabrizio Bisconti è il Sovrintendente Archeologico alle Catacombe – Pontificia Commissione di Archeologia Sacra del Vaticano, una figura importante quanto quella di Bray. Ma non politicamente e socialmente conosciuta come questo, per cui perchè dedicargli tempo e spazio? Non ho visto una fotografia su Bisconti, o una dichiarazione/affermazione di questo su blog e giornali.
    Pertanto mi trovo pienamente d’accordo con quanto hai scritto e ti dirò di più: siamo un popolo di pecoroni e creduloni, ci farà bene cascare dal pero, quando sarà evidente che non ci sarà alcun sviluppo e riqualificazione artistica per la nostra città, perchè ripeto, le parole se le porta via il vento.

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