La vita è tutta un quiz

Quando si è disoccupati, una delle soluzioni permesse dal fantasmagorico e stupendo mondo dell’internet per ovviare al problema consiste anche nel guardare i porno visionare i concorsi pubblici.

Lo scorso 22 novembre compare, sul sito del Ministero della Giustizia, questo annuncio:

Con bando del 18 novembre 2016, pubblicato nella G.U. n. 92 del 22 novembre 2016 – 4ª serie speciale – Concorsi ed esami, è indetto il concorso per 800 posti di Assistente giudiziario, Area funzionale seconda, fascia economica F2, nei ruoli del personale del Ministero della Giustizia – Amministrazione giudiziaria.

Tradotto in breve, sono disponibili 800 posti da Cancelliere o ad esso ausiliario. Non meno di Euro 1.400,00 di stipendio mensile, peraltro nel settore pubblico. Occasione ghiotta, ma nessuna certezza circa il momento in cui i primi classificati potrebbero sedere dietro la scrivania, colma di timbri e scartoffie legali, posta in una stanza di uno dei diversi, massacrati, spesso malfunzionanti, Tribunali italiani.

Dopo un mese viene naturalmente preclusa la possibilità di effettuare domande, con l’annuncio che, il seguente 14 febbraio, sarebbero state pubblicate le date (e le modalità) di svolgimento prove persino sulla Gazzetta Ufficiale. Ma dal Ministero, forse, non avevano preventivato che sarebbero giunte iscrizioni in numero di 308.468. Trecentoottomilaquattrocentosessantotto. Poco meno degli abitanti dell’intera Bari.

Sul sito si limiteranno, nei giorni seguenti, a rinviare la calendarizzazione al 3 marzo e a nominare pubblicamente i 20 membri di commissione (tra effettivi – 5 – e supplenti), comprensivi di generalità. Stante l’impossibilità per appena venti persone, accademiche come no, di supervisionare un numero abnorme di test, è un po’ complicato accogliere oltre trecentomila individui di ogni età e classe sociale (il quizzone era aperto pure ai non laureati) in un unico luogo nello stesso momento.

Infatti, il 3 marzo, dopo un’attesa poco paziente, è stato proclamato un ulteriore slittamento della pubblicazione di giorno (o giorni) e luogo (o luoghi) dell’esame ai primi di aprile.

Deve stupire tanta disorganizzazione da parte di enti pubblici, ancora afflitti dalla burocrazia, con lungaggini, conseguenti rinvii e tempi di attesa immemori per i cittadini? Basti pensare che l’iscrizione alla semplice pratica legale ha costi esosi, oltre una modulistica eccessiva, e risulta così difficilmente accessibile per chi detiene fasce di reddito inferiori.

Ancora una volta la macchina si dimostra dai primi ingranaggi poco ben oliata, impreparata nella gestione di evenienze comunque agilmente pronosticabili, specie in questo determinato momento storico. Inutile dire chi ne paga maggiormente la posta, in tutti i sensi.

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