Stereotipi

17353268_10154417515975983_2051595630868347496_nLa tabella di cui all’immagine introduttiva è comparsa, in tutto il suo splendore grafico, in un programma televisivo del sabato pomeriggio Rai. Sulla rete ammiraglia, per giunta.

Un simpatico concentrato di luoghi comuni sulle “donne dell’Est”. Per i curiosi che se la fossero persa, la trasmissione “Parliamone… sabato”, condotta da Paola Perego, si può vedere su RaiPlay (più o meno dal minuto 7). Gli autori, che hanno il compito di visionare i contenuti, oltre che metterli sul copione prima della messa in onda, stando alla dichiarazione della presentatrice (qualcuno la chiamerebbe tecnicamente “paraculaggine preventiva“, che non è servita comunque ad evitare le pubbliche scuse – postume – di addetti e dirigenti della TV di Stato ed infine la chiusura del contenitore pomeridiano), avrebbero scovato su internet* ben sei validi motivi per fidanzarsi con una “ragazza dell’Est”. Così, a buttare: Russa? Ucraina? Ceca o Slovacca? Polacca? Balcanica?

Tutte accomunate dalle stesse caratteristiche psicosomatiche? Che magari, dall’alto del loro fisico scultoreo (e non dell’essere ingegneri), dicono “Non geli, non scotti più mano” come in una nota pubblicità delle caldaie degli anni ’90**?

Fisico che resta immutato anche dopo la gravidanza (le italiane, notoriamente, “svaccano”) e permane sexy, senza né tute o pigiamoni: alzi la mano chi non abbia mai immaginato una “ragazza dell’Est” senza trucco, coi brufoli a vista e l’orsettone ricamato sulla felpa sgualcita. In più costei si becca le corna dal suo “maschio alpha” senza fiatare e, in egual misura, obbedisce ad ogni suo ordine perché è anche un’ottima casalinga che ha imparato da piccola tale arte. Infine il capolavoro, che meriterebbe di essere grassettato, sottolineato e reso maiuscolo [vabbé, meglio evitare di esagerare]: non frigna, non si appiccica e non mette il broncio.

Non è da escludere che non abbiano volutamente incluso la voce “scopa da Dio” ad un ipotetico n. 7 solo perché il talk show andava in onda alle cinque del pomeriggio. Da qui una considerazione: implicitamente i sei punti potrebbero provenire da un altrettanto stereotipato uomo materialista, che si sofferma solo su tette e culi sodi senza badare alle capacità neuronali delle singole o comunque a loro altre qualità più profonde. “Tromba e non rompere i coglioni”, per sintetizzare.

Si discuteva del “fascino delle donne dell’Est”, ossia del pericolo dell’importazione di bionde dagli occhi azzurri, medievalmente devote se non proprio schiave. Quindi del clima di paura estendibile nelle intolleranti femmine della Penisola, pronte ad armarsi di mattarello mentre, in bigodini, rincorrono il marito fedifrago che, insoddisfatto della vita familiare, se la spassa la sera con Ilona mentre sfoggia la sua canotta macchiata, per di più strappata sotto le ascelle.

Ma per favore: la donna più bella, che sia siberiana, mediterranea, nera o persino marziana, è quella che vi accoglie naturale nel proprio focolare, anche struccata, fragile, insicura, ma con un po’ di sincero amore da donare.

No, forse è uno stereotipo anche questo.

*Precisamente su “l’Oltreuomo“, un blog ironico. Solo che una lista sarcastica è stata trasformata in una… ehm… seria.

**In cui la protagonista era una giovane Natasha Stefanenko, artefice di una valida carriera televisiva in Italia e, per l’appunto, già ingegnere metallurgico.

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