Quale ironia

Antonella è una brava ragazza, davvero.

Certo, a leggere le frasi a suo nome presenti sul suo profilo Facebook, tra attacchi maiuscolettati ad Israele, paragoni con mutilati e prese di posizione sui “negri che fanno schifo e che vivono in capanne di paglia e merda”, non sembrerebbe.

Specie se queste frasi vengono condivise, in tono di denuncia, da Anna Rita Leonardi, una militante del PD calabrese con migliaia di seguaci social (oscure sono le modalità della segnalazione arrivatale). In brevissimo tempo, il battito d’ali di una farfalla nella provincia BAT diventa un tifone in Giappone. Le proporzioni sono lievemente inferiori, visto che un dialogo tra amici, più che presumibilmente ironico, su una bacheca personale si è trasformato in un caso riportato da diverse testate di caratura nazionale.

Ah. Giusto. Antonella si candida come consigliere nelle file del MoVimento 5 Stelle per le prossime comunali di Canosa di Puglia.

La decontestualizzazione di quelle frasi, per una ragazza che in passato ha aderito a più associazioni tra cui l’ARCI locale (non propriamente un ente razzista…), la seguente gogna (con insulti irripetibili a carico suo e del partito che rappresenta, atteggiamento che migliora di gran lunga le persone – si è ironici, nevvero -) e il (pre)giudizio costituito hanno portato la stessa a rimuovere l’account ed autosospendersi e il suo partito a distanziarsi dalle affermazioni e dai comportamenti ormai di pubblico dominio, senza altre particolari scuse o giustificazioni. Come ha scritto qualcuno, “anche Canosa ha il suo caso Insinna“, con i suoi perbenismi e gli scheletri negli armadi messi sotto chiave.

Con le difese oltranziste (anche da più parti politiche avversarie), i “se” e i “ma” si risolve ben poco, considerando che una ragazza che non ha ancora varcato i 30 è entrata in un gioco più grande di lei; che non avrebbe certo né immaginato e né voluto, al di là delle responsabilità proprie o di altri. Poco maliziosa e meno navigata di chi rinnega passati politici facendo sparire braccia protese dinanzi ad effigi del Duce o a falci e martelli, per accomodarsi poi in lidi più moderati.

Trattasi comunque di una lezione di vita. Chi si candida è soggetto ancora maggiormente ad equivoci e fraintendimenti, ad attacchi che dal locale arrivano al nazionale (e, con una prossima visita di Di Battista in quel paese, è facile intuire le code), a bipolarismi, populismi e contropopulismi (circostanza, quest’ultima, ancora più ironica – perché è meglio precisare sempre quando si parla in modo ironico -). Per questo certi messaggi diventano importanti soprattutto nella difficile era social, nella quale ogni parola o foto potrebbe essere usata contro a livelli personali, specie se e quando mancano i contenuti.

Antonella si potrebbe consolare: non è la prima e né l’ultima ad entrare nel vortice. Visti i tempi che corrono e l’improvvisa popolarità non cercata (ed è pacifico che la pubblicità è sempre tale, negativa o positiva che sia), sai mai che Trump non la possa chiamare come consulente, prendendo la questione così sul serio.

Sarebbe davvero ironico.

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